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Le ombre della “medicina alternativa” in Germania: un’inchiesta sotto copertura nella scuola che sembra una setta

Lo status del quale godono in Germania gli “Heilpraktiker”, ovvero coloro che praticano forme di “medicina alternativa” è piuttosto diverso da quello che i seguaci di tali credenze hanno in Italia. Capita spesso di imbattersi in persone di buona cultura e con stili di vita non particolarmente “alternativi”, che scelgono di rivolgersi a queste figure attribuendo loro lo stesso livello di credibilità e affidabilità che normalmente si attribuirebbe a un medico. Nonostante le loro pratiche non siano coperte dalle assicurazioni sanitarie statali e la loro formazione non abbia nulla a che vedere con le facoltà di medicina, gli Heilpraktiker sono consultati da migliaia di tedeschi ogni anno.

La giornalista Rabea Westarp ha realizzato, per il programma Vollbild di ARD, una lunga inchiesta sotto copertura all’interno di un istituto che promette di formare alla pratica della “medicina alternativa”, arrivando a scoprire profili inquietanti, che vanno dalla manipolazione psicologica degli iscritti alla propaganda pseudo-scientifica. L’inchiesta, disponibile in tedesco sia sulla mediateca di ARD che su Youtube, fa luce su una realtà grandemente normalizzata dall’opinione pubblica tedesca, ma per la quale i controlli esterni, anche da parte delle istituzioni, sembrano essere praticamente inesistenti.

Come funzionano le scuole di “medicina alternativa” in Germania

Le scuole di medicina alternativa, in Germania, sono un’opzione popolare per chi vuole intraprendere una Ausbildung, ovvero un percorso formativo diretto a specifici sbocchi professionali, che si colloca al di fuori degli studi universitari o scolastici tradizionali. Tuttavia, come emerge dall’inchiesta, le scuole non sono efficacemente regolamentate dallo Stato e ciò può consentire insegnamenti discutibili e l’avvio a pratiche quantomeno opache. Attualmente in Germania ci sono più di 150 scuole di medicina alternativa e una formazione per diventare Heilpraktiker costa diverse migliaia di euro.

I programmi di studio sono creati dalle scuole stesse e spesso includono seminari che non hanno alcuna base in studi scientifici. Inoltre, i corsi possono anche includere “materie” come astrologia, omeopatia o la cosiddetta guarigione quantistica. Anche la legge che regola la pratica della cosiddetta “medicina alternativa” è fumosa: da un lato è vietato praticarla senza una licenza, dall’altro le linee guida sulla formazione sono esclusivamente interne, dettate dalle associazioni di categoria senza un reale controllo esterno e senza che sia necessario comprovare la validità scientifica delle materie, dei metodi e dei corsi. Nonostante siano le stesse associazioni di operatori alternativi a fornire i criteri per la formazione, inoltre circa l’83% delle scuole non rispetta neppure quelli, come dimostra un’analisi condotta dai ricercatori dell’Ospedale Universitario di Jena e della Clinica Ortenau di Offenburg.

L’inchiesta di Vollbild: oroscopo, manipolazione e meccanismi che fanno pensare a una setta nella scuola di formazione di Amburgo

È in particolare su una scuola per “operatori alternativi” di Amburgo si è concentrata l’indagine di Rabea Westarp sui metodi di insegnamento e di formazione non regolamentati in questo settore. Westarp ha cercato di scoprire, attraverso mesi di ricerche sotto copertura e numerose interviste con ex studenti e con esperti del settore, in cosa consistano effettivamente gli “insegnamenti” che vengono impartiti in questo tipo di istituti. Durante le lezioni della scuola di Amburgo, la giornalista si è presentata come un’aspirante studentessa, ha assistito a “lezioni” dai contenuti discutibili e ha consultato “materiale didattico” altrettanto dubbio. In un testo fornito agli studenti, per esempio, si sostiene che “Con un po’ di immaginazione si può spesso riconoscere la vera origine dei sintomi dolorosi”.


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Sul sito dell’istituto in questione si legge che la scuola permette di capire “il senso della vita” e che la formazione offerta si concentra principalmente sulla “medicina psicosomatica” e, di conseguenza, gli studenti apprendono dai libri di testo le presunte cause psichiche di disturbi fisici. Stando al materiale didattico fornito, sembra che qualsiasi malessere del corpo possa essere riconducibile a un abuso. Un menarca precoce, per esempio, potrebbe essere la manifestazione di un abuso sessuale subito dalla bambina nella prima infanzia, ma del resto anche un inizio tardivo delle mestruazioni sarebbe riconducibile alla stessa causa. Peggio ancora, il cancro sarebbe il risultato del “non aver fatto nulla per la propria anima”, ma anche un male al quale possono essere più predisposti coloro il cui segno zodiacale (sic.) è proprio quello del cancro. Questo sarebbe stato detto alla giornalista proprio dalla direttrice dell’istituto, in quella che si presentava come una seduta di “cura”. Nello stesso incontro, la direttrice avrebbe consigliato a Westarp di non andare a trovare il nonno malato di cancro, onde evitare di acquisirne i sintomi.

La denuncia di due ex studentesse: manipolazione volta a creare falsi ricordi di abusi

Quello dell’abuso sessuale nell’infanzia è un tema ricorrente, sul quale si concentrano molte gravi accuse di ex studenti dell’istituto di Amburgo intervistati dalla giornalista. Alcuni sostengono di avere avuto la sensazione di essere entrati in una setta. Nel corso di incontri spesso individuali, i “docenti” e la direttrice suggerivano ripetutamente che gli iscritti avessero subito abusi sessuali da parte di familiari stretti. Due donne, madre e figlia, entrambe ex studentesse dell’istituto, sostengono di essere state manipolate per indurre falsi ricordi di abusi da parte di genitori e nonni e che le docenti abbiano più volte ribadito che il loro approdo all’istituto non fosse “un caso” e che tutti i loro studenti fossero persone con un trascorso di abusi in famiglia.

Altri studenti riferiscono di essere stati isolati dalle famiglie e incoraggiati a interrompere i contatti con l’ambiente esterno alla “scuola” e intimiditi con frasi come “senza di noi non siete niente”. Rabea Westarp ha anche contattato Bianca Liebrand di Sekteninfo NRW e un altro consulente esperto nei fenomeni legati alle sette, i quali affermano di essere stati contattati, negli anni passati, da più persone che accusavano quel particolare istituto di essere una setta e di aver manipolato e plagiato alcuni studenti.

L’istituto respinge le accuse

La direttrice, per contro, nega recisamente le accuse della giornalista e degli ex studenti, dichiarandosi disposta a rispondere alle loro domande “in una conversazione personale lontano occhi del pubblico”.

Vollbild ha anche interpellato alcune associazioni tedesche di “operatori alternativi”, chiedendo di commentare quanto emerso sull’istituto di Amburgo. L’Associazione degli Heilpraktiker Indipendenti ha commentato così il materiale didattico pubblicato da Westarp: “Presumiamo che, al momento della creazione del materiale, si sia pensato poco a ciò che è lecito e a ciò che non lo è”.

Il problema delle autorità di controllo

Qui emerge un problema sistemico più ampio. L’associazione, infatti, menziona la possibilità di presentare un reclamo all’autorità di vigilanza competente o all’associazione professionale di riferimento. Non tutte tutti gli istituti di “formazione” per Heilpraktiker, però, appartengono a un’associazione. Nel caso della scuola oggetto della ricerca di Vollbild, per esempio, i due fondatori sono stati coinvolti anche nella fondazione di un’associazione di “operatori alternativi” di Amburgo. Sulla homepage dell’istituto, fa notare Vollbild, si cita l’autorità sanitaria della città di Amburgo come “autorità di vigilanza” a garanzia della legittimità delle pratiche della scuola. L’autorità in questione, contattata dalla giornalista, spiega tuttavia che non esiste una supervisione ufficiale per le scuole di “operatori alternativi”.

E d’altra parte, secondo l’Heilpraktikergesetz, ovvero la succitata legge che regola questo tipo di “professioni”, è sì richiesta una licenza per potersi fregiare di questo titolo ed esercitare in questo ambito, ma non è richiesta alcuna formazione in base a criteri specifici per l’ottenimento di tale licenza, poiché gli Heilpraktiker non sono medici. In questo senso, né l’eventuale formazione né le istituzioni che la offrono sono regolamentate dallo Stato. L’autorità locale si è detta quindi impossibilitata a commentare le accuse mosse all’istituto, in quanto non responsabile del modo in cui esso viene gestiti. Sempre secondo quanto riferito da Vollbild, l’autorità fa riferimento alla libertà di scelta delle terapie e dei metodi di cura. I responsabili del programma hanno quindi portato la propria inchiesta ancora un gradino più in alto, all’attenzione del Ministero della Sanità federale, ma sostengono di aver ricevuto una risposta evasiva, secondo la quale potrebbe essere possibile rivedere, in futuro, la legge sugli Heilpraktiker, se se ne presenterà la necessità.

Vi invitiamo a vedere l’intero programma a questo link. Il programma è in tedesco e non sono disponibili sottotitoli in altre lingue.

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