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Esplosione in un appartamento a Ratingen, almeno un morto e 30 feriti. Arrestato il proprietario

Un’esplosione in un grattacielo a Ratingen, nel Nord Reno-Westfalia, ha provocato oltre 30 feriti e ha portato all’arresto di un uomo di 57 anni. Le forze dell’ordine hanno ricevuto, nella mattinata di giovedì, una segnalazione relativa a una cassetta della posta stracolma in un appartamento al decimo piano di un edificio. Una volta arrivati davanti all’abitazione in questione, gli agenti di polizia avrebbero chiamato i vigili del fuoco per aprire la porta. A quel punto si sarebbe verificata un’esplosione immediata, seguita da un incendio. Il portavoce della polizia Raimund Dockter ha descritto la detonazione come “una palla di fuoco” che sarebbe arrivata a grande velocità dall’interno dell’appartamento. Sembra che l’uomo, che risulta residente nell’appartamento insieme alla madre, abbia causato intenzionalmente l’esplosione.

Nell’appartamento ritrovato il cadavere della madre del sospettato. Sembra fosse morta da tempo

Una poliziotta di 25 anni e un poliziotto di 29 anni hanno riportato ustioni gravissime e sono in pericolo di vita. Cinque operatori di emergenza sono attualmente in coma artificiale, numerosi altri sono rimasti feriti, alcuni in modo grave, per un totale di oltre 30 persone. Alcune vittime hanno riportato ustioni gravissime, fino all’80% della superficie corporea. Sembra che l’incendio sia stato appiccato intenzionalmente dall’uomo – ipotesi confermata anche dal successivo ritrovamento di diverse taniche di benzina all’interno dell’appartamento.

Sul luogo sono intervenute le forze speciali della polizia e addirittura i cecchini, che si sono posizionati sui tetti degli edifici vicini. Il sospettato è stato arrestato ed è stato portato in ospedale con gravi ferite. Secondo il portale Der Westen, l’uomo avrebbe tentato di fuggire attraverso i balconi degli appartamenti vicini. All’interno dell’appartamento, inoltre, è stato trovato anche il cadavere della madre novantaduenne dell’uomo. Gli operatori di emergenza non hanno fornito dettagli, ma hanno dichiarato alla stampa che le condizioni del corpo lasciavano pensare che la donna fosse morta da molto tempo. Lo Spiegel ha parlato anche di una seconda vittima, ma al momento non ci sono informazioni precise in merito.


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Il sospettato aveva precedenti per piccoli reati

La Procura di Düsseldorf ha aperto le indagini, ma ancora non è chiaro quali e quanti capi di imputazione verranno attribuiti al cinquantasettenne, la cui identità non è stata divulgata. Inizialmente si era ipotizzato che potesse trattarsi di una persona vicina agli ambienti complottisti collegati alla pandemia, ma è stata la stessa Procura a comunicare in seguito che tale ipotesi potrebbe essere erronea e dovuta a un caso di omonimia. Secondo quanto riportato dal Rheinische Post, sul 57enne penderebbe un mandato d’arresto per non aver pagato una pena pecuniaria dopo una condanna per lesioni personali. Laura Neumann, portavoce della Procura di Düsseldorf ha dichiarato che a carico dell’uomo risultano anche alcuni arresti precedenti per piccoli reati, “ma niente di rilevante, niente di paragonabile” a quanto accaduto giovedì.

Nel frattempo, l’appartamento è stato messo in sicurezza, ma il fatto che al suo interno sia stato appiccato un incendio rende le indagini particolarmente difficili.

Ignoto il movente. Il sindaco di Ratingen parla di “attentato alle forze dell’ordine”

Klaus Pesch (CDU), sindaco di Ratingen, ha commentato alla WDR il gravissimo episodio e in particolare il ritrovamento delle taniche di benzina nell’appartamento, dichiarando di ritenere l’esplosione un “attentato mirato” alle forze dell’ordine. Pesch ha anche espresso solidarietà a coloro che sono rimasti feriti.

Del sospettato si sa ancora poco. Le indagini stanno tentando di determinare se l’uomo abbia deliberatamente innescato l’esplosione ed eventualmente in che modo e perché. Dockter ha avanzato l’ipotesi che l’uomo volesse attirare la polizia in una trappola, ma ha specificato che al momento non è possibile confermare questa spiegazione dei fatti. Le autorità non hanno rivelato se l’uomo sia in condizioni di essere interrogato né se abbia ammesso di aver causato l’esplosione e l’incendio o fornito informazioni sul proprio movente.

Inoltre, gli operatori dei servizi di sicurezza che sono rimasti gravemente feriti nell’esplosione non possono ancora essere interrogati come testimoni.

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