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Germania: spenti gli ultimi reattori nucleari. Ma il dibattito continua

Il 15 aprile 2023 segna la fine di un’era in Germania: dopo 62 anni dall’entrata in funzione della prima centrale nucleare commerciale, gli ultimi tre reattori nucleari sono stati spenti. Questa scelta era stata annunciata dall’allora coalizione di governo composta da CDU/CSU e FDP come reazione al disastro del reattore di Fukushima del 2011, ma l’anno scorso il governo di coalizione attuale aveva deciso di mantenere in funzione i tre reattori durante l’inverno, a causa della guerra in Ucraina e dei problemi che le tensioni con la Russia hanno comportato per l’approvvigionamento energetico del Paese.

Non tutte le forze politiche accettano la chiusura definitiva dei reattori nucleari

Il processo di spegnimento dell’ultima centrale nucleare è stato completato poco prima di mezzanotte, dopo aver ridotto gradualmente la potenza dei reattori, scollegando il generatore dalla rete e spegnendo completamente il reattore. Gli oppositori del nucleare hanno espresso la loro soddisfazione e hanno organizzato manifestazioni in diverse città per celebrare la fine della dipendenza della Germania di questa fonte di energia. Tuttavia, il dibattito politico sul nucleare è tutt’altro che archiviato.

Il primo ministro bavarese Markus Söder, per esempio, si è espresso a favore di un rilancio dell’energia nucleare, sostenendo che la Germania ha bisogno di accedere a tutte le risorse possibili a fronte della grave crisi energetica in corso. Söder ha chiesto quindi un’estensione della durata di vita delle centrali nucleari, che possa essere estesa a partire dal prossimo inverno o dopo le prossime elezioni federali, accusando il governo di applicare “due pesi e due misure” nella scelta di abbandonare l’energia nucleare e affidarsi al carbone.

Markus Söder. By Olaf Kosinsky – Own work, CC BY-SA 3.0 de, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=84308307

D’altra parte, Ricarda Lang, presidente del partito dei Verdi, ha sottolineato che l’abbandono del nucleare rappresenta un incentivo all’utilizzo sempre maggiore delle energie rinnovabili, sostenendo che il ritmo dovrebbe essere accelerato per l’adozione massiccia dell’energia solare, eolica e per le tecnologie che utilizzano l’idrogeno. Lang ha anche affermato che l’aumento del consumo di carbone non è dovuto all’abbandono del nucleare, ma agli effetti della guerra in Ucraina.

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Ricarda Lang. Photo credits: EPA-EFE/CLEMENS BILAN / POOL

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L’FPD chiede che la tecnologia nucleare non venga abbandonata

Anche all’interno della coalizione del governo Scholz, tuttavia, le opinioni su questo tema divergono. Per esempio, l’FDP ha chiesto in più occasioni che la tecnologia nucleare non venga completamente abbandonata, sostenendo che l’energia nucleare deve avere un futuro in Germania anche dopo lo spegnimento dei tre reattori. I liberali hanno proposto di espandere la ricerca nel campo della fusione nucleare e di sfruttare le opportunità offerte dalle nuove e più sicure tecnologie di fissione nucleare. Inoltre, Bijan Djir-Sarai, segretario generale del partito, ha dichiarato che le tre centrali nucleari dovrebbero rimanere in riserva anziché essere smantellate, per poter essere eventualmente riattivate nei prossimi due o tre anni.

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La ministra tedesca dell’Ambiente Steffi Lemke. Photo credits: EPA-EFE/ANDREAS GORA / POOL

Lemke: scorie radioattive per 30.000 generazioni

La Ministra dell’Ambiente Steffi Lemke (Verdi), invece, si è detta sollevata per la chiusura degli ultimi reattori nucleari, dichiarando che “l’abbandono del nucleare rende la Germania più sicura”. In particolare, Lemke ha sottolineato il problema delle scorie nucleari prodotte in Germania. “Abbiamo usato l’energia nucleare nel nostro Paese per circa tre generazioni e prodotto scorie che rimarranno pericolose per 30.000 generazioni. Stiamo trasferendo questa responsabilità ai nostri nipoti, ai nostri pronipoti e a molte altre generazioni a venire”.

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