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Berlino: tribunale ordina lo sgombero di roulotte e container abusivi

Che cosa si può affittare a Berlino per 400 o 500 Euro al mese? In alcuni quartieri, una roulotte oppure un container. Nonostante, per gli stessi prezzi, non sia del tutto impossibile trovare una sistemazione “normale”, per esempio una stanza in un appartamento condiviso, alcune persone in particolari situazioni di svantaggio sociale non riescono ad accedere a queste opzioni. Proprio a queste persone, il proprietario di alcuni terreni a Grünau, Niederschöneweide e Treptower Park affittava roulotte e container a uso abitativo. Ora queste soluzioni abitative sono state dichiarate inammissibili da un tribunale e dovranno essere sgomberate.

Per affittare le roulotte e i container sui suoi lotti di terreno, il proprietario si affidava per lo più ad annunci su siti come eBay. A rispondere erano generalmente più persone in situazioni di grave crisi o disagio sociale, il cui affitto veniva coperto dal centro per l’impiego o dall’ufficio dell’assistenza sociale. Secondo la 13a sezione del tribunale amministrativo di Berlino, tuttavia, questa situazione abitativa è illegale, poiché si tratta di fatto di una baraccopoli senza alcun permesso edilizio, i cui residenti vivono in condizioni insalubri e pericolose.

Già da tempo i residenti della zona di lamentavano dei rischi che queste “abitazioni” rappresentano per la sicurezza dell’intero quartiere. Fra le altre cose, intorno alla baraccopoli si accumulano rifiuti la cui rimozione viene ripetutamente chiesta alla BSR – l’azienda che gestisce la nettezza urbana a Berlino – dall’ufficio per l’ordine pubblico.


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Per il tribunale roulotte e container non sono abitabili: rischio incendio, condizioni poco salubri e assenza di vie di fuga in caso di emergenza

Inoltre, le roulotte e i container sono disposti a pochissima distanza l’uno dall’altro, ammassati in modo da non offrire le vie di fuga che sono necessarie e obbligatorie in una situazione abitativa legale. Se scoppiasse un incendio, lamentano i vicini, per molti dei residenti non ci sarebbe via di scampo.

L’autorità distrettuale aveva già ordinato al proprietario di rescindere i contratti di locazione esistenti e di predisporre lo sfratto entro un termine di sei mesi – termine che scade alla fine di febbraio. Il proprietario del terreno aveva chiesto al tribunale amministrativo una tutela legale urgente contro questo provvedimento, ma il tribunale ha ritenuto giustificata l’urgenza a causa del “pericolo per la vita e l’incolumità dei residenti”. Il tribunale ha anche contestato la mancanza di compatibilità dell’uso residenziale con le disposizioni del regolamento edilizio, come i requisiti di salubrità delle condizioni di vita e la mancanza di vie di fuga.

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