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Riforma del MES, l’ok della Germania. L’Italia di Giorgia Meloni resta isolata

Via libera della Corte Costituzionale tedesca alla legge di riforma del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), approvata da Bundestag e Bundesrat e tenuta in sospeso dal ricorso presentato proprio davanti ai giudici di Karlsruhe. Respinto il ricorso, la Germania può quindi procedere senza più intoppi.

L’Italia di Giorgia Meloni, che finora aveva approfittato dell’esempio tedesco per temporeggiare, resta ora isolata e l’unico Paese dell’Unione a non aver ancora deciso sulla ratifica.


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MES, la Corte Costituzionale tedesca respinge il ricorso dei liberali: via libera alla riforma

MES, via libera alla riforma. Venerdì, infatti, la Corte Costituzionale tedesca ha dichiarato inammissibile il ricorso, presentato da sette deputati dell’FDP, contro la legge di modifica del cosiddetto fondo salva-Stati, approvata un anno e mezzo fa.

A seguito della decisione della Corte, il presidente della repubblica federale, Frank-Walter Steinmeier, potrà finalmente firmare la legge, sbloccando l’iter che era stato sospeso nell’estate del 2021. I giudici non hanno ritenuta fondata l’obiezione dei ricorrenti, che hanno dichiarato di non mettere in discussione il MES in sé, ma di considerare la riforma una violazione dei loro diritti. Tale violazione, secondo il tribunale di Karlsruhe, non risulterebbe sufficientemente spiegata.

Il Presidente della Repubblica tedesco Frank-Walter Steinmeier. Foto: EPA-EFE/Radek Pietruszka POLAND OUT

Cos’è il MES e cosa stabilisce la riforma

Il MES è nato nel 2012, in uno dei momenti peggiori della crisi greca, per garantire la solvibilità dei Paesi membri gravati da seri problemi di finanziamento. Nel 2020, l’eurogruppo ha deciso una riforma del fondo, che però necessita di ratifica da parte dei 19 parlamenti nazionali dell’Eurozona.

La riforma prevede un ulteriore allargamento delle competenze del MES. Il fondo potrà inoltre fungere da “common backstop”, cioè finanziatore di ultima istanza, nell’ambito della gestione delle crisi bancarie. Parliamo di una sorta di “paracadute”, che entrerebbe in gioco nel caso in cui il Fondo unico di risoluzione non risultasse sufficiente.

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Antonio Tajani, Matteo Salvini e Giorgia Meloni a Villa d’Este, Cernobbio, Como, September 2022. Photo credits: EPA-EFE/MATTEO BAZZI

Ora a decidere manca solo l’Italia, sempre più isolata

Adesso, a parte la Croazia, che entrerà nell’euro solo nel 2023, resta solo l’Italia a non aver ratificato la riforma, l’Italia di Giorgia Meloni, che fino al 2019 cantava l’inno nazionale a Bruxelles “per dire NO alla trappola del MES”.

Cosa succederà adesso, ora che il governo si ritrova alle corde, a subire la pressione dell’intera Unione e senza neanche poter chiamare in causa lo stallo tedesco? La tanto sospirata ratifica arriverà, oppure prevarrà la posizione di quella larga maggioranza che sostiene l’esecutivo e che contro il MES ha sempre remato con accanimento?

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