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Templin, la città medievale del Brandeburgo: scoprila insieme a noi

Contributo e fotografie a cura di Stefano Comi (Sito ufficiale, Pagina Facebook)

Quanto deve essere stata difficile e incerta la vita nelle vaste pianure dell’Europa centrale, teatro di periodiche migrazioni provocate dalle continue guerre fra popolazioni, regni, contadi, vescovadi. Non fa eccezione il territorio della Uckermark a nord-est di Berlino, abitata prima da tribù slave, poi sopraffatte dai principi sassoni, danesi e polacchi durante la crociata dei Venedi, un’appendice della seconda crociata, promossa per assicurare i confini del Sacro Romano Impero con le popolazioni slave dell’est.

Foto di Stefano Comi

La fondazione di Templin: una vedetta su una piccola altura

Parte del territorio finì così nelle mani di Alberico di Brandeburgo, detto l’Orso, della dinastia degli Ascani. Per assicurarsi il controllo dell’importante via commerciale che da Magdeburgo arriva a Stettino e, nella direzione opposta, ad Amburgo, venne così fondata su una piccola altura la cittadina di Templin, facilmente difendibile anche grazie alle estese paludi della pianura circostante.

Foto di Stefano Comi

I laghi ricchi di pesce, la selvaggina dei boschi, la campagna circostante, le attività artigianali di supporto al commercio, assicuravano agli abitanti un discreto benessere e i documenti attestano un accordo fra i margravi ascani e il vescovo di Brandeburgo per il pagamento di una tassa sul pescato di tre marchi d’argento l’anno, da versare nelle casse del vescovado.

Foto di Stefano Comi

La crescita della città, gli incendi, l’inondazione, la peste e i saccheggi

La città acquista sempre più importanza e diventa luogo di incontro di duchi, marchesi e principi che stipulano qui accordi commerciali e politici. A partire dal 1300 e per i cento anni a seguire, la palizzata di legno verrà gradualmente sostituta da un muro di pietra; a lavori finiti, le mura misureranno 1735 metri su un fondamento largo due metri e alte fino a sette metri con una torre ogni trenta metri circa. Non sempre sarà sufficiente a difendere la città: con la morte dell’ultimo reggente della dinastia degli Ascani, seguirono decenni di contenziosi e continui passaggi di proprietà, tre grossi incendi, una inondazione in seguito alla rottura di una diga, la peste nel 1626 ridurranno ogni volta la popolazione nella disperazione e nella miseria.

Foto di Stefano Comi

Solo un anno dopo, siamo nel pieno della guerra dei trent’anni, davanti alle mura arriveranno le truppe danesi che ricatteranno la città venutasi a trovare, dopo lo sbarco degli svedesi a Usedom, nel bel mezzo del teatro di guerra. Templin verrà saccheggiata più volte dalle truppe di passaggio con il risultato che di 413 famiglie che l’abitavano
prima della guerra, nel 1643 ne saranno rimaste solo trenta, le altre fuggite, disperse, uccise.

Foto di Stefano Comi

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Templin passa agli Hohenzollern

Passata di nuovo di mano, questa volta alla famiglia degli Hohenzollern, se da una parte dovrà pagare le spese delle truppe qui stazionate, dall’altra, dopo l’ennesimo incendio, Friedrich Wilhelm I di Prussia elargirà soldi, legna, cereali garantendone così la sopravvivenza. Negli anni a venire farà allargare e pavimentare le strade, costruirà il nuovo mulino, numerose case in pietra e mattoni, la chiesa di Maria Maddalena, l’edificio comunale e, in concomitanza con lo scavo del Finowkanal più a nord, una via di collegamento sull’acqua per il commercio del legname e dei cereali.

Foto di Stefano Comi

Un ritrovato benessere di breve durata: la guerra dei sette anni riporta le truppe nemiche sul territorio, Templin viene saccheggiata più volte dalle truppesvedesi e russe. Per far fronte all’invasione, i cittadini dovranno pagare un tributo di 7.887 talleri alle truppe prussiane intervenute a difendere il contado. Passano solo pochi anni ed è la volta delle truppe francesi di Napoleone che lasceranno una scia di saccheggi e distruzione.

Foto di Stefano Comi

La costruzione della linea ferroviaria, la prima e la seconda guerra mondiale

Dopo alcuni modesti tentativi di industrializzazione, sarà la costruzione della linea ferroviaria che la collegherà a Löwenberg, Prenzlau, Britz e Fürstenberg a risollevare la precaria situazione economica. Ricovero per i numerosi rifugiati dei territori dell’est alla fine della prima guerra mondiale, si allargherà all’esterno delle mura con nuovi insediamenti. Pesantemente colpita dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, verrà in parte ricostruita secondo il modello architettonico originale del cosiddetto Fachwerk e in parte secondo il modello socialista; sulle rive del lago di Lübbensee apre un grande complesso che ospita i membri dei sindacati in vacanza.

Templin
Foto di Stefano Comi

La caduta del Muro e la successiva evoluzione della città

Dopo la caduta del Muro, molte attività, nella nuova situazione del libero mercato, sono costrette a lottare per la sopravvivenza, il più delle volte senza successo; il complesso in riva al lago viene venduto e trasformato in hotel, poco lontano apre i battenti una fonte termale che ora è il motore economico della città dove le mura medioevali si sono conservate per oltre il novanta per cento.

Foto di Stefano Comi

Come arrivare a Templin

Digitare sul navigatore Lychener Str. 65, 17268 Templin.
Parcheggi gratuiti.

Buona passeggiata!

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