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Il castello di Schönhausen: da fuga di una regina triste a deposito dell’arte degenerata

Contributo e fotografie a cura di Stefano Comi (Sito ufficiale, Pagina Facebook)

Forse è vero che gli esseri umani hanno la capacità di adattarsi a qualsiasi situazione ed è anche vero che alla base dei matrimoni fra le famiglie nobili e reali altro non c’era che un calcolo politico, una condizione ben nota prima di ogni unione e mutualmente accettata in cambio di una vita di corte indipendente, accompagnata da confort e privilegi, senza escludere la presenza ufficiale di cortigiane e parassiti.

Nonostante questo, sia il principe ereditario Friedrich della famiglia degli Hohenzollern, più tardi salito al trono come Friedrich II der Große, che la consorte Elisabeth Christine von Braunschweig- Wolfenbüttel-Bevern, descriveranno i primi sette anni di matrimonio nella residenza di Schloss Rheinsberg, come anni felici.

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Foto di Stefano Comi

Un matrimonio infelice

Il Principe arriverà a dichiarare che: “È carina e non si può lamentare del fatto che non la ami, insomma – davvero non so perché non abbiamo figli”. Le cose cambiano radicalmente dopo l’incoronazione. Sul letto di morte del Re, Friedrich I, Elisabeth Christine dovrà accettare il titolo di “Reggente”, sottomessa però alla madre di Friedrich, Sophie Dorothea von Braunschweig-Lüneburg che si era vivacemente opposta al matrimonio e che manterrà il titolo di “Regina Madre”.

Anche il rapporto di Friedrich con la moglie si fa più difficile, nelle cerimonie ufficiali Elisabeth Christine deve viaggiare in una seconda carrozza dietro a quella del Re, non viene invitata né ai ricevimenti ufficiali né alle inaugurazioni di palazzi e residenze, ogni iniziativa dipende dal permesso del coniuge, a corte Friedrich non si fa scrupolo di raccontare quanto la Regina abbia poco o niente da dire, quando la sorella più giovane di Elisabeh Christine, Juliane Marie, sposerà il Re di Danimarca Friedrich V, la Regina non chiederà nemmeno il permesso di partecipare alle nozze per risparmiarsi l’umiliazione di un ennesimo rifiuto del Re.

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Foto di Stefano Comi

Il castello di Schönhausen: il rifugio della regina

I due vivono ora separati, lui a Potsdam dove si è fatto costruire il castello di Sanssouci, lei nel Castello di Berlino (oggi Humboldt Forum) durante i mesi invernali e nel castello di Schönhausen nei mesi estivi. La residenza, trascurata per oltre vent’anni, venne prima ampliata e poi ristrutturata secondo lo stile del tardo rococò.

Nonostante un appannaggio modesto e le dimensioni ridotte, negli oltre cinquant’anni che Elisabeth Christine passerà qui, trasformerà il castello, che era in precedenza appartenuta alla contessa Sophie Theodore zu Dohna- Schlobitten, in una reggia capace di ricevere i rappresentanti delle Case Reali d’Europa in visita ufficiale e sbrigare qui, avvalendosi dei buoni consigli di alcune dame di compagnia, gli affari di Stato mentre il marito a Potsdam sarà impegnato a dare concerti di musica classica ai quali partecipa come flautista.

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Foto di Stefano Comi

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Il castello di Schönhausen e l’arte degenerata

La dignità le verrà restituita alla morte del marito. Il nuovo reggente, Friedrich Wilhelm II, che instaurerà con lei un rapporto di grande fiducia, le lascerà il castello di Schönhausen quale residenza privata e la visiterà spesso anche in cerca di preziosi consigli negli affari di Stato.

Il castello resterà a lungo residenza estiva di Principi e Principesse della casa Hohenzollern per finire poi nelle mani del regime nazionalsocialista che ne fece un deposito per la cosiddetta “arte degenerata“. Qui sono state conservate diverse migliaia di opere d’arte che erano state precedentemente confiscate dagli sgherri del regime. Da qui le opere d’arte venivano vendute all’estero in cambio di valuta pregiata.

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Foto di Stefano Comi

Il castello durante la DDR

Dopo la seconda guerra mondiale, il palazzo fu la residenza ufficiale del capo di stato della DDR, Wilhelm Pieck. La presidenza fu abolita dopo la morte di Pieck nel 1960 e sostituita dal Consiglio di Stato basato sul modello sovietico. Il castello di Schönhausen è rimasto il più alto edificio governativo della DDR fino al 1964 sotto il presidente del Consiglio di Stato, Walter Ulbricht.

Dopo essere stato trasformato in una pensione, ospitò personalità illustri in visita a Berlino (est) come Leonid Brezhnev, Fidel Castro, Hồ Chí Minh, Nikita Chruschtschow e Indira Gandhi. Gli ultimi ospiti nell’ottobre 1989 saranno il capo di stato sovietico Mikhail Gorbaciov e sua moglie Raisa. Anche dopo la caduta del muro, il castello ha funzionato brevemente come casa degli ospiti, nel 1991 ha alloggiato qui la Regina Beatrice d’Olanda.

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Foto di Stefano Comi

Come arrivare al castello Schönhausen: Tram M1, Bus 250 Tschaikowskistraße. In automobile: Digitare sul navigatore Tschaikowskistraße 1, 13156 Berlin
Buona visita

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