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Storia della Goldelse di Berlino: la Siegessäule fra vittorie e sconfitte

Contributo e fotografie a cura di Stefano Comi (Sito ufficiale, Pagina Facebook)

Dopo aver pubblicato con un discreto successo il racconto Die zwölf Apostel (i dodici apostoli), Friederike Henriette Christiane Eugenie John si cimentò con un romanzo la cui protagonista, Elisabeth, una ragazza dai capelli biondi, ottiene il soprannome di “Goldelse” che si potrebbe tradurre con “Lisa d’oro” e che dà anche il titolo all’opera. Il romanzo ebbe un tale successo, che i berlinesi, esperti nel ribattezzare i loro monumenti con nomignoli spesso sarcastici, chiamarono la statua della Vittoria voluta da Wilhelm I dopo i successi militari contro i danesi, gli austriaci e i francesi, Goldelse.

Foto di Stefano Comi

Eretta su una colonna a tre segmenti decorati con i cannoni catturati ai francesi, un mosaico circolare e alcune tavole di bronzo che descrivono la vittoria delle truppe prussiane, il monumento di 60 metri d’altezza venne posizionato direttamente di fronte al Reichstag il due settembre 1873, terza ricorrenza della battaglia di Sedan.

Foto di Stefano Comi

Le origini della Siegessäule

L’architetto Friedrich Drake, la cui firma è facilmente riconoscibile all’estremità della veste della Vittoria, si sbizzarrì in particolari dal significato simbolico. I lineamenti del viso sono quelli della principessa Victoria Adelaide Mary Louise di Sassonia-Coburgo-Gotha, primogenita della Regina Vittoria d’Inghilterra e in seguito Regina di Prussia e Imperatrice di Germania; nella mano sinistra stringe una lancia di guerra che racchiude in una corona d’alloro una croce greca o Tatzenkreuz, adottata dell’Impero prussiano (famosa l’onorificenza militare dell’esercito tedesco Croce di Ferro) e, nella punta, una croce dell’ordine di Malta di cui gli Hohenzollern sono tradizionalmente membri e sostenitori. Oltre ad essere alata, la Vittoria porta sull’elmo un’aquila, entrambi richiami alla Borussia, la personificazione del casato prussiano.

Foto di Stefano Comi

La colonna della vittoria durante e dopo il nazismo

È nel 1938 che l’architetto nazista Albert Speer, seguendo il folle progetto di Hitler per la costruzione della “Capitale mondiale Germania” fece spostare la colonna di circa due chilometri per sistemarla al centro dell’attuale piazza Großer Stern. Ai tre segmenti originali se ne aggiunse un quarto decorato con frasche di alloro e il monumento raggiunse così i 67 metri attuali.

Foto di Stefano Comi

La storia della colonna diventa grottesca dopo la fine della guerra e la sconfitta del nazismo. Secondo la direttiva numero 30 del Consiglio del Controllo Alleato, il monumento, che aveva un carattere militare, avrebbe dovuto essere abbattuto. Per qualche ragione, i tempi andarono per le lunghe, il magistrato eletto dai sovietici e che ne aveva decretato l’abbattimento venne sostituito, una nuova richiesta degli occupanti francesi venne respinta da inglesi e americani e i sovietici si astennero evitando così la fine.

Foto di Stefano Comi

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Più tardi il comando delle truppe polacche, che per prime avevano raggiunto il monumento, espressero il loro rammarico per non averlo immediatamente fatto saltare con la dinamite. Nondimeno, i francesi smontarono le tavole di bronzo che celebravano la vittoria dei prussiani su Napoleone III e le trasportarono a Parigi, per tenerle poi relegate e dimenticate in un deposito. Queste vennero restituite solo nel 1987 in occasione della celebrazione per i 750 anni della città di Berlino grazie ai buoni rapporti fra il Presidente francese François Mitterrand e il Cancelliere Helmut Kohl.

Foto di Stefano Comi

La Goldelse, simbolo fra i simboli di Berlino

Da allora la Goldelse ha assunto via via significati e rappresentato situazioni diverse. Indimenticabile nel film “Il cielo sopra Berlino”, palcoscenico per il candidato alle elezioni presidenziali americane Barak Obama che qui ha raccolto un pubblico di 200.000 persone, punto centrale della Love Parade e del Christopher Street Day (CSD), punto di ritrovo per la Public Viewing durante i campionati mondiali di calcio, passaggio obbligato per la maratona di settembre, luogo di raccolta di innumerevoli manifestazioni civili e politiche, la colonna con il suo angelo, restaurato e ricoperto dal 2011 di una lamina d’oro per un totale di un chilo e mezzo, resta uno dei punti più frequentati dalle migliaia di turisti che percorrono le vie della città e ha perso da tempo il suo significato solenne di commemorazione militaresca ormai sconosciuto ai più.

Foto di Stefano Comi

Come arrivare alla Siegessäule: S3, S5, S7, S9 Bahnhof Bellevue e poi una passeggiata lungo l’alzaia della Sprea di ca. 15 minuti; U9 Bahnhof Hansaplatz e poi dieci minuti a piedi;
I Bus 100, 106, 187 fermano direttamente a lato della piazza.
In automobile: parcheggi a sufficienza sulla piazza e sulla Straße des 17 Juni
Buona passeggiata

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