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Berlino: gruppo di attivisti lancia il “Fondo a 9 Euro”, per chi non è pronto a tornare al vecchio abbonamento

Forse il biglietto a 9 Euro non avrà diminuito il traffico sulle strade, ma non c’è dubbio che sia stato amatissimo dagli utilizzatori abituali dei mezzi pubblici che, almeno a Berlino, non sembrano affatto pronti a separarsene. A questo scopo, un gruppo di attivisti ha creato il cosiddetto “Fondo a 9 Euro” che, con lo slogan “un biglietto per tutti”, propone una scappatoia che non si può definire legale, ma che mira in teoria a consentire ai suoi aderenti di evitare le conseguenze più aspre dell’azione illegale.

Un’assicurazione collettiva per viaggiare sui mezzi pubblici

L’idea è quella di una sorta di “assicurazione collettiva” per gli aderenti all’iniziativa che viaggiano senza biglietto. Chi aderisce al fondo continua a pagare 9 Euro al mese, solo che, invece che all’azienda di trasporti, li versa al Fondo stesso, che funziona come un’assicurazione, rimborsando il passeggero in caso di multa – tenendo presenta che l’importo massimo che la BVG può richiedere a chi viaggia senza biglietto è pari a 60 Euro. Dal punto di vista del passeggero, questo è un modo per estendere la durata dell’abbonamento a 9 Euro, mentre dal punto di vista delle aziende che gestiscono il trasporto pubblico il viaggiare senza un biglietto valido continua a essere illegale.

In Germania viaggiare “in nero” può avere conseguenze penali

C’è però un problema: in Germania viaggiale sui mezzi pubblici senza biglietto non è un illecito amministrativo, ma un reato – al punto che è possibile finire in carcere per ripetuti mancati pagamenti delle contravvenzioni. Il reato si qualifica nel tentativo di ottenere un servizio con la frode ed è proprio su questo punto che si concentra lo stratagemma degli attivisti: a tutti coloro che desiderano partecipare, il Fondo a 9 Euro invia adesivi piuttosto grandi e appariscenti che recano la scritta “Ich fahre ohne Fahrschein” ovvero “io viaggio senza biglietto” (oltre, naturalmente, al sito del progetto e all’hashtag #9€ticketbleibt. Chi volesse sostenere l’organizzazione senza viaggiare in nero, naturalmente, può farlo – per esempio, chi ha già un abbonamento pagato dal proprio datore di lavoro può scegliere comunque di sostenere il fondo per permettere il rimborso delle multe agli aderenti. Chi invece non vuole o non può contribuire economicamente può comunque richiedere gli adesivi e indossarli, fanno sapere gli attivisti, per dare visibilità al progetto.


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In questo modo, secondo gli organizzatori dell’iniziativa, sarebbe possibile evitare che si creino gli estremi del reato di evasione tariffaria, dal momento che l’ammissione pubblica del mancato acquisto del biglietto metterebbe teoricamente il passeggero al sicuro dall’accusa di aver tentato di “frodare” i fornitori del servizio. Gli attivisti del Fondo, fra l’altro, sono fra i sostenitori di una depenalizzazione del viaggiare senza biglietto. Secondo il portavoce dell’iniziativa Leo Maurer, il fine dell’operazione non è strappare qualche viaggio gratis, ma ristrutturare il concetto di mobilità in un modo adatto al futuro della società.

Chi sostiene il Fondo a 9 Euro

I gestori del Fondo a 9 Euro ci tengono tuttavia a rendere chiaro che l’organizzazione è troppo piccola per tutelare gli aderenti da qualsiasi conseguenza penale delle loro azioni e che non può fornire alcuna forma di aiuto legale – assistenza che viene fornita da altri enti, alcuni dei quali aderiscono a questa iniziativa, come il “Freiheitsfonds – Raus aus der JVA” . Quest’ultima è un’organizzazione che si batte per per la depenalizzazione dell’evasione tariffaria e per la gratuità del trasporto pubblico a lungo termine. Secondo le sue stesse informazioni, il “Fondo per la libertà”, che si finanzia solo con donazioni, ha già pagato multe per quasi mezzo milione di euro dal dicembre dello scorso anno e ha “riscattato” 512 persone. Anche l’autoproclamata alleanza per la redistribuzione “Wer hat, der gibt” (ovvero “Chi ha, dà”) sostiene il Fondo a 9-Euro, con lo slogan “La crisi deve essere pagata dai ricchi”.

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