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Giornalista turco dissidente aggredito a Berlino

Il giornalista turco Erk Acarer è stato aggredito da tre uomini, che lo aspettavano nel cortile della sua casa di Berlino, nella zona di Neukölln-Rudow. Acarer è ferito ed è stato tenuto sotto osservazione a causa si un gonfiore alla testa, ma non sarebbe in pericolo di vita. L’attacco sarebbe avvenuto intorno alle 21.50 di mercoledì sera.

Il giornalista: “Picchiato da islamisti, fascisti e sostenitori di Erdogan”

Il giornalista, che vive in esilio in Germania con la moglie e la figlia dal 2017, ha dichiarato di conoscere i suoi aggressori e li ha identificati come “islamisti, fascisti e sostenitori dell’AKP e dell’MHP”. L’AKP è il partito del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, verso il quale Acarer è sempre stato fortemente critico. L’MHP è il partito nazionalista più vicino al partito di governo.

Il giornalista turco ha dichiarato di essere pronto a continuare con la propria attività e di non avere alcuna intenzione di “arrendersi al fascismo”. Acarer, insieme ad altri giornalisti, è stato accusato di aver pubblicato informazioni segrete sulle attività di sicurezza e di intelligence dello Stato e per questo è stato costretto a lasciare la Turchia, cosa che ha fatto con l’aiuto di Reporter Senza Frontiere.


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Pugni, calci e coltellate

Sul suo profilo Twitter, Acarer ha parlato di un attacco a pugni, calci e coltellate, ma al momento la polizia non ha confermato se gli aggressori fossero o meno armati di coltelli.

Dal momento che il giornalista turco ha tracciato un collegamento diretto fra l’aggressione e il partito governativo di Erdogan, il caso è stato affidato al dipartimento di polizia che si occupa dei crimini a sfondo politico.

Acarer ha lavorato, in Turchia, per diversi giornali e riviste, fra cui Sabah, Cumhuriyet, Milliyet e Habertürk e, più di recente, da Berlino, ha collaborato con il quotidiano di opposizione Birgün, affrontando prevalentemente temi legati al terrorismo, al fondamentalismo islamico e alla guerra in Siria.

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