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Chi è antisemita o razzista non potrà diventare cittadino tedesco: la proposta di SPD e CDU

In questi giorni, al Bundestag, si discute della legge sulla naturalizzazione, che regola la concessione della cittadinanza tedesca agli stranieri che vivono in Germania. È molto probabile che questa legge venga cambiata, in qualche misura, prima delle elezioni di settembre.

Diventare cittadino tedesco: niente cittadinanza tedesca a razzisti e antisemiti

Le proposte di emendamento sono diverse, ma a far discutere in questi giorni è quella sulla quale si sono accordati i gruppi parlamentari di SPD e CDU, che prevede l’impossibilità per chiunque sia stato condannato per reati razzisti o antisemiti di diventare cittadino tedesco.


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La notizia, riportata prima di tutti dal quotidiano Bild, è stata poi confermata da portavoce dei due partiti ad ARD e al Tagesspiegel. Se l’emendamento sarà approvato, per impedire la naturalizzazione sarà sufficiente una condanna per reati considerati minori, come l’aver diffamato la persona di una memoria deceduta con insulti di stampo antisemita o razzista.

Come funziona la legge al momento

Fino a questo momento, la legge sulla naturalizzazione prevede che non possa diventare cittadino tedesco chiunque abbia subito condanne superiori ai tre mesi di reclusione con la condizionale. Secondo le proposte di modifica dei due partiti della coalizione, tale divieto dovrebbe essere esteso per evitare quello che il ministro dell’interno Horst Seehofer (CSU), nella recente conferenza dei ministri degli interni degli Stati federali (IMK), ha definito “antisemitismo d’importazione“.

I disordini legati al conflitto israelo-palestinese alla base della proposta?

Non è difficile rintracciare le origini di questa mozione negli episodi di maggio, quando, in occasione delle manifestazioni tenutesi in Germania per reazione al conflitto israelo-palestinese, si sono registrati disordini più o meno significativi in diverse città della Germania.

Il portavoce ed esperto di affari interni della CDU Mathias Middelberg, che è uno dei più entusiastici promotori di questo emendamento, ha dichiarato esplicitamente a Bild che tali episodi hanno avuto un ruolo nell’elaborazione della proposta di modifica della legge. Avrebbero avuto particolare peso gli episodi di Neukölln, che hanno visto scontri fra manifestanti e polizia, di Bonn, dove i manifestanti hanno lanciato pietre contro una sinagoga e di Münster, dove, sempre davanti a una sinagoga, è stata bruciata una bandiera di Israele. A tale proposito, i ministri dell’IMK hanno anche concordato sul fatto che le manifestazioni dal contenuto specificamente anti-israeliano non dovrebbero svolgersi in prossimità delle sinagoghe, per evitare che chi entra nei luoghi di culto sia esposto a rischi.

La mozione sarà discussa nella seduta plenaria del Bundestag giovedì prossimo e al Bundesrat venerdì.

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