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Spahn: “Vaccinare bambini e adolescenti contro il Covid”. Ma Stiko ed EMA frenano

In questi giorni, in Germania, si è parlato molto della possibilità o dell’opportunità di vaccinare bambini e adolescenti contro il Covid, in alcuni casi arrivando a ipotizzare di rendere la vaccinazione necessaria per consentire il ritorno in classe. A porre un freno alle speculazioni in tal senso, però, è appena intervenuta la Stiko, la Commissione Permanente sulle Vaccinazioni, che, a fronte di dati insoddisfacenti, avrebbe deciso di non raccomandare la vaccinazione per queste fasce di età.


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A riportare la notizia in esclusiva nella mattinata di mercoledì è stato il portale Redaktionsnetzwerk Deutschland. La Commissione sarebbe più propensa a raccomandare la vaccinazione solo per ragazzi e ragazze fra i 12 e i 15 anni con specifiche patologie croniche. In tutti gli altri casi, i risultati delle ricerche finora condotte e l’analisi dei rischi della vaccinazione contro quelli della malattia nei giovanissimi non sarebbero tali da spingere la Stiko a consigliare di vaccinare bambini e adolescenti e tantomeno di rendere necessaria la vaccinazione per il rientro a scuola.

La raccomandazione della Stiko non è vincolante: la vaccinazione degli under-16 sarà comunque possibile non appena l’EMA (l’Agenzia Europea del Farmaco) l’avrà approvata. Al momento, nessuno dei vaccini utilizzati in Germania è stato approvato per l’uso sui bambini. Si attende entro la fine di maggio l’approvazione per Biontech/Pfizer. Nel frattempo, il ministro della salute Jens Spahn (CDU) e la ministra dell’istruzione Anja Karliczek (CDU) hanno avviato una campagna per la vaccinazione degli studenti come passo propedeutico alla riapertura delle scuole in sicurezza e hanno dichiarato di voler offrire a tutti gli studenti la possibilità di vaccinarsi entro la fine di agosto.

La vicepresidente del gruppo parlamentare SPD, Bärbel Bas, ha fatto notare che, quando la Stiko avrà indicato quali malattie croniche rendono consigliabile la vaccinazione di bambini e adolescenti, coloro che ne sono affetti dovranno avere un accesso preferenziale all’offerta vaccinale, indipendentemente dall’abolizione delle categorie prioritarie (che è prevista per il 7 giugno).

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