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Prendere un taxi, a Berlino, potrebbe diventare più caro: i prezzi potrebbero infatti aumentare dell’8% rispetto al 2015, come sostengono, tra gli altri la Bild e la Berliner Zeitung.

Il provvedimento del Senato interesserebbe i circa 8135 taxi presenti nella capitale e sarebbe una risposta a richieste che le associazioni di settore avanzano da più di un anno.
L’aumento dei costi del carburante e la pressione causata dalla concorrenza e soprattutto da Uber, infatti, avevano da tempo reso l’attività dei tassisti estremamente difficile da gestire. In questo senso si era espresso anche Detlev Freutel, CEO dell’Associazione Tassisti relativa all’area di Berlino e Brandeburgo.

Ad aggravare il problema, il fatto che il settore sia organizzato privatamente ma i prezzi non vengano negoziati in base alla legge della domanda e dell’offerta, bensì fissati da regolamenti vincolanti. I tassisti sono inoltre obbligati a offrire i loro servizi in ogni momento e nell’intera cerchia urbana. Troppe pressioni hanno prodotto una protesta organizzata e protratta e la decisione del Senato sembra aver accolto le istanze della categoria.

Secondo le nuove tariffe, nei primi sette chilometri, una corsa in taxi a Berlino dovrebbe aumentare di 2,30 euro. Per ogni chilometro aggiuntivo verranno quindi calcolati 1,65 euro, anziché gli attuali 1,50 euro. Per quanto riguarda la Tariffa Winkemann, popolare soprattutto tra i turisti, si praticherà per una breve distanza (di massimo 2 km) un costo di 6, anziché 5 euro.

La tariffa di attivazione, cioè quanto appare sul tassametro al momento in cui il cliente sale sul taxi, dovrebbe invece restare invariata, a 3,90 euro.

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