Photo by democracy.international

di Alessia del Vigo

Ieri pomeriggio, all’interno dell’Ambasciata italiana a Berlino, il ministro del lavoro Luigi Di Maio (Movimento 5 Stelle) ha parlato dei nuovi progetti intrapresi per cambiare le politiche del lavoro in Italia. A questo proposito Di Maio ha inoltre riportato i temi discussi assieme al ministro del lavoro e degli affari sociali della Repubblica federale tedesca Hubertus Heil.
A quanto pare, da questa settimana entrerà in azione un team italiano impegnato a cambiare e rifondare, come sottolineato dal ministro, la rete dei centri per l’impiego e la prassi per inserire e reinserire i non occupati nel mondo del lavoro. Il suddetto team collaborerà con il team tedesco, per, parole testuali, “portare quanto di buono c’è del modello tedesco in quello italiano”.

Interessante la puntualizzazione sull’ormai famoso, quanto discusso, reddito di cittadinanza: Di Maio ha specificato infatti che se il reddito di cittadinanza previsto in Italia sarà superiore, al netto del denaro contante, al contributo erogato in Germania dall’Harz IV, dove però una parte è costituita da spese pagate dallo stato (si vedano affitto, utenze, Krankenkasse), in Italia i 780€ mensili verranno corrisposti a fronte di un impegno a formarsi e a svolgere almeno 8 ore a settimana di lavoro di pubblica utilità per il proprio comune di residenza.
Il ministro non è però sceso nei dettagli relativi a quale possa essere questa formazione, punto molto interessante e quasi centrale, viste le differenze radicali, a livello scolastico e, appunto, formativo, che sussistono tra Italia e Germania.

Sull’immigrazione Di Maio non si è pronunciato, sottolinenando di essere venuto in Germania per incontrare il ministro del lavoro e parlando delle politiche legati ai flussi migratori come di un compito esclusivo dei ministri degli interni dei due Paesi.

Sul tema Europa, soprattutto a fronte delle dichiarazioni fatte sulla cooperazione in merito alle politiche del lavoro, Di Maio si è esplicitamente detto contrario a un’uscita dall’Unione Europea, puntando l’attenzione sulla volontà del governo italiano di restare al suo interno.

Nella giornata di ieri, e sempre nella cornice dell’Ambasciata Italiana di Berlino, il ministro ha incontrato numerosi imprenditori italiani attivi nella capitale tedesca, tra i quali molti startuppers. A tal proposito ha dichiarato alla stampa di essere intenzionato a promuovere una rete di venture capitalism in Italia, che vada a braccetto con le innovazioni legate a formazione e ricerca dell’impiego, in modo da, cito nuovamente, “evitare che molti ragazzi se ne vadano all’estero e allo scopo di far tornare molti di quelli che già ci sono”.

Non mancano gli spunti per ulteriori approfondimenti sull’effettiva trasformazione del mercato del lavoro in Italia.