Guida GermaniaL'altra Berlino

Le due Germanie in mostra nel Palazzo delle Lacrime di Berlino

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© Dario J. Laganà / www.norte.it

Lo storico Gianluca Falanga, a Berlino dal 2000, ci accompagna alla scoperta di alcuni dei luoghi-simbolo della città ai tempi della DDR. 

Il viaggio, cominciato con una visita virtuale al Memoriale di Hohenschönhausen e un’esplorazione dello Stasimuseum Berlin, prosegue con la sua terza tappa, la mostra permanente localizzata nel Tränenpalast di Friedrichstraße.

Il racconto di Falanga è accompagnato dagli scatti di Dario J. Laganà, fotografo professionista specializzato in architettura ed esplorazioni urbane. Il suo sito ufficiale è norte.it, il suo blog su Berlino è Elephant in Berlin.

 Terza tappa: Tränenpalast (“palazzo delle lacrime”) di Friedrichstraße

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Questa interessante mostra, di recente allestimento, è dedicata alla divisione della Germania e ai rapporti fra tedeschi ovest ed est nei quattro decenni della doppia statualità.

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È allestita dalla Fondazione Haus der Geschichte di Bonn all’interno di un edificio di rilevanza storica, il Tränenpalast (Palazzo delle Lacrime): questa casupola di vetro adiacente alla stazione di Friedrichstraße, infatti, era una dogana utilizzata per il controllo dei cittadini in uscita da Berlino Est verso Berlino Ovest.

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© Dario J. Laganà / www.norte.it

Nella mostra è integrata una vasta esposizione di oggetti e mobili originali, spesso ormai introvabili, come ad esempio le cabine in cui gli ufficiali controllavano i passaporti, oppure i cosiddetti Westpaket, i pacchi inviati dai cittadini dell’ovest ai loro connazionali all’est, desiderosi di consumare prodotti occidentali, espressione di fallimento del modello economico comunista e di grande nostalgie per le libertà occidentali, grandi o piccole che fossero (è interessante la reazione di chi oggi pensa che consumare non sia una libertà).

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© Dario J. Laganà / www.norte.it

La mostra è nuova ma il luogo è storico: il Tränenpalast fu costruito nel 1962, e oggi in quella piazza completamente nuova sembra leggermente fuori luogo. La mostra vale una visita perché: 1) fa capire che cosa volesse dire vivere divisi da un muro e fa riflettere sul miracolo politico della riunificazione della Germania; 2) il luogo, un po’ assurdo, fa riflettere sul profondo cambiamento vissuto da Berlino nel giro di pochi anni.

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