Anche in Germania la Gen Z protesta: migliaia di giovani in piazza
Anche in Germania migliaia di giovani sono scesi in piazza nell’ambito delle proteste riconducibili al movimento “Gen Z regelt” (traducibile con “La Gen Z prende in mano la situazione”). Nel fine settimana si sono verificati anche alcuni scontri, che stanno monopolizzando parte del dibattito pubblico.
Diversi esponenti politici di spicco hanno infatti messo sotto la lente soprattutto le degenerazioni che si sono verificate a margine dei cortei, mentre altre voci invitano a non sottovalutare le istanze che sono alla base della mobilitazione generale.
Proteste della Gen Z in Germania: le ragioni del malcontento giovanile
Le ragioni per cui i giovani sono scesi in piazza in oltre cento città tedesche, tra cui Berlino (davanti alla Porta di Brandeburgo), sono infatti una migliore istruzione, la necessità di poter vivere in modo sostenibile, grazie a un’allocazione più equa delle risorse, e una lotta più efficace contro il cambiamento climatico e il rifiuto della reintroduzione del servizio militare obbligatorio.
In alcuni casi, anche a causa della massiccia mobilitazioni, si sono verificati alcuni disordini che hanno alzato il livello della tensione per le strade, soprattutto a Francoforte, Colonia e Amburgo, dove sono stati registrati atti di vandalismo, scontri violenti con le forze dell’ordine, barricate, incendi e lanci di pietre. Per contenere le degenerazioni a Francoforte sono state mobilitate le unità speciali della Sek (Spezialeinsatzkommando).
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Prien, Dobrindt e Poseck parlano di estrema sinistra e gruppi migratori
Commentando i disordini, la ministra dell’istruzione e della famiglia, Karin Prien (CDU), ha parlato della necessità di affrontare anche il tema dell’integrazione e interrogarsi su come migliorare questo processo.
Parlando con la radio pubblica Deutschlandfunk, infatti, la ministra ha menzionato eccessi di violenza messi in atto da gruppi di estrema sinistra e da “altre persone che probabilmente provengono anche da ambienti migratori”. Prien ha precisato di non voler stigmatizzare la categoria o alimentare pregiudizi, ma semplicemente di voler comprendere perché alcune persone ricorrano a questi tipi di violenza e capire, inoltre, perché alcuni gruppi riescano a integrarsi meglio rispetto ad altri.
L’esponente cristiano-democratica ha inoltre definito importante ascoltare le ragioni dei ragazzi che hanno manifestato in modo non violento e promuovono istanze che riguardano pragmaticamente il loro futuro. “E ci sono effettivamente delle questioni per le quali oggi un giovane ha motivo di essere preoccupato” ha ammesso Prien, pur chiarendo di non condividere tutte le posizioni dei ragazzi scesi in piazza. “Per quanto riguarda il servizio militare e il servizio civile, ho una posizione diversa”, ha chiarito la ministra.
Anche Alexander Dobrindt (CSU), il ministro dell’interno, ha parlato di “gruppi di estrema sinistra inclini alla violenza e facinorosi di origine migratoria”, accusandoli di aver danneggiato negozi e attaccato la polizia in diverse città tedesche, dopo le manifestazioni pacifiche della “Gen Z,” e nella stessa direzione si è espresso il ministro dell’Interno dell’Assia, Roman Poseck (CDU). Intervenendo durante il notiziario Tagesthemen, Poseck ha infatti descritto gli scontri di Francoforte parlando di una “violenza fuori controllo” ascrivibile a due presunti gruppi responsabili: attivisti di estrema sinistra, in una prima fase, e “in seguito giovani di origine migratoria”.
Il ministro della difesa Boris Pistorius in controtendenza: “Direzione sbagliata”
Il ministro federale della difesa Boris Pistorius (SPD), tuttavia, ha espresso idee diverse rispetto agli esponenti dell’Unione. In particolare, Pistorius si rifiuta di ricondurre subito la dinamica a presunte questioni migratorie, chiedendosi innanzitutto cosa significhino le parole usate.
“Che cosa si intende per gruppi migratori? Si parla di persone che vivono in Germania da tre generazioni e hanno la cittadinanza tedesca? Dove finisce questa distinzione? Credo che questo ci porti nella direzione sbagliata” ha commentato il ministro, aggiungendo di non poter verificare rapidamente i fatti e quindi di non poter fare proprie le definizioni usate.
Luisa Neubauer: le violenze non devono mettere in ombra le richieste dei giovani
Anche l’attivista per il clima Luisa Neubauer sostiene che dibattere esclusivamente sugli episodi di violenza significa trascurare le importanti ragioni che sono alla base della protesta. Parlando con rbb, Neubauer ha aggiunto che parlare soltanto delle violenze che si sono verificate è un’occasione “servita su un piatto d’argento”, per chi non è interessato ad affrontare le vere cause del malcontento.
L’attivista critica inoltre il fatto che dei giovani si parli come di una sorta di blocco unico, un corpo estraneo di cui avere soprattutto timore. Anche per questo ha consigliato agli organizzatori delle manifestazioni della “Gen Z” di evidenziare meglio i temi specifici delle loro proteste. “È semplicemente più facile esercitare pressione quando le richieste sono ben definite” ha chiarito.




