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MooRER, doppia sfida tra Milano e America: “Usa possono diventare nostro primo mercato già nel 2027”

(Adnkronos) – MooRER accelera sul fronte italiano e internazionale. Il marchio italiano di abbigliamento e capispalla di alta gamma, fondato da Moreno Faccincani, e interamente di proprietà dell’imprenditore veronese, che è anche ceo e direttore creativo, dopo le prime due boutique monomarca americane, a New York e Miami, rafforza contemporaneamente la propria presenza a Milano con un nuovo flagship store in corso Venezia 2, nel cuore della città, in zona San Babila. Uno spazio più ampio e rappresentativo, sviluppato su due livelli e progettato da Marco Michele Rossi di Newtone Architects, che riflette la doppia anima del brand. Tre aperture che segnano una tappa importante nel percorso di crescita di MooRER e che, nelle intenzioni del fondatore e ceo, potrebbero fare del mercato americano il primo per il marchio già dal prossimo anno. “Considero il 2026 forse l’anno più importante nella storia di MooRER”, dice all’AdnKronos Faccincani, che guarda agli Stati Uniti come alla principale opportunità di sviluppo, senza rinunciare al consolidamento delle piazze europee e asiatiche.  

L’apertura delle prime boutique monomarca negli Stati Uniti segna una tappa storica per MooRER. Perché avete deciso che questo fosse il momento giusto per un ingresso diretto nel mercato americano?
 

“Ho ritenuto che questo fosse il momento giusto per investire direttamente nel mercato americano, con le aperture di New York e Miami, che coincidono, tra l’altro, con un’altra apertura di grande importanza a Milano. Considero il 2026 forse l’anno più importante nella storia di MooRER. Con queste tre aperture, caratterizzate da superfici molto importanti, abbiamo finalmente la possibilità di dare alla nostra collezione lo spazio che merita e al marchio l’opportunità di esprimere pienamente la propria identità, esattamente come l’ho sempre immaginata. Per me questo è un passaggio fondamentale: non si tratta semplicemente di aprire nuovi negozi, ma di presentare MooRER nella sua espressione più completa”. 

New York e Miami sono due piazze molto diverse. Quali caratteristiche vi hanno convinto a puntare proprio su queste città?
 

“New York e Miami sono certamente due realtà molto diverse, ma entrambe rappresentano, per ragioni differenti, luoghi ideali per MooRER. New York è probabilmente la città di riferimento più importante del mondo occidentale. Essere presenti direttamente a New York rappresenta un passaggio quasi naturale per un marchio con le nostre ambizioni internazionali. Miami, invece, è stata anche una scelta molto personale. Quando ho visitato Bal Harbour sono rimasto particolarmente colpito dalla bellezza del luogo, dalla raffinatezza dell’ambiente e dalla qualità dell’esperienza che offre. Credo sia una delle realtà commerciali del lusso più belle che abbia mai visto. L’ho trovata una situazione talmente interessante e coerente con il nostro posizionamento che sarebbe stato difficile rinunciare a questa opportunità. Inoltre, entrambe le città intercettano una clientela internazionale molto importante per MooRER”. 

Gli Stati Uniti oggi rappresentano ancora una quota limitata del vostro business. Quali obiettivi di crescita vi siete dati per questo mercato nei prossimi anni?
 

“Ho aspettative molto elevate per il mercato americano. Anzi, sono convinto che possa diventare il nostro primo mercato già nel prossimo anno. Abbiamo già una clientela americana molto interessante, costruita negli anni anche senza una presenza retail diretta. Molti clienti acquistavano a distanza e ci chiedevano da tempo perché non avessimo ancora boutique negli Stati Uniti. Questo mi ha sempre dato grande fiducia nel potenziale del mercato. Oggi stiamo finalmente rispondendo a questa domanda con investimenti importanti, che stanno già dando risultati incoraggianti. Non penso che dovremo aspettare molti anni per vedere gli Stati Uniti diventare il nostro mercato principale. È un obiettivo che desideravo raggiungere da molto tempo e credo che oggi ci siano tutte le condizioni perché si realizzi rapidamente. 

Quanto conta oggi il mercato americano nella strategia globale di MooRER rispetto a Europa, Asia e Medio Oriente?
 

“Il mercato americano rappresenta oggi la nostra principale priorità di sviluppo. In Europa e in Asia abbiamo già costruito negli anni una distribuzione importante e una presenza consolidata, con mercati di riferimento come la Germania e il Giappone, dove siamo presenti anche direttamente con una boutique a Tokyo. Negli Stati Uniti, invece, mancava ancora una presenza monomarca diretta, nonostante avessimo già una clientela significativa. Per questo considero il mercato americano quello con il maggiore potenziale di crescita per MooRER in questa fase. È il mercato nel quale sto concentrando i maggiori investimenti e dal quale mi aspetto i risultati più importanti. Fino a oggi non ha rappresentato una delle quote principali del nostro fatturato, ma sono convinto che questa situazione cambierà molto rapidamente”. 

Contestualmente alle aperture negli Stati Uniti avete deciso di rafforzare la presenza a Milano con un nuovo flagship. Che significato ha questa scelta e quale ruolo avrà il nuovo spazio milanese nella strategia del marchio?
 

“Milano ha per MooRER un significato particolare. È la capitale italiana della moda e uno dei principali punti di riferimento internazionali per il lusso. Con il nuovo flagship abbiamo voluto realizzare uno spazio di dimensioni importanti, capace di rappresentare il marchio nella sua completezza. MooRER ha sviluppato negli anni una collezione sempre più ampia e articolata, con un livello di ricerca, complessità costruttiva e qualità che necessita di spazi adeguati per essere pienamente compreso e valorizzato. Il nuovo flagship milanese nasce proprio con questo obiettivo: permettere al cliente di entrare realmente nel mondo MooRER, scoprire la profondità della collezione e comprendere ciò che distingue il nostro prodotto. È uno spazio che considero particolarmente rappresentativo di quello che ho sempre voluto costruire con il marchio”. 

Milano resta una vetrina fondamentale per il lusso globale: come vede l’evoluzione della città nel panorama internazionale della moda anche in tempi difficili come quelli attuali?
 

“Credo che Milano continui a rappresentare uno dei riferimenti più importanti al mondo per la moda e per il lusso. È una città che possiede qualcosa di difficilmente replicabile: una concentrazione straordinaria di creatività, cultura del prodotto, capacità manifatturiera e imprenditorialità. Anche in un momento complesso per il settore, ritengo che Milano abbia tutte le caratteristiche per rafforzare ulteriormente il proprio ruolo internazionale. Personalmente continuo a credere molto nel valore del prodotto, nella qualità autentica e nella capacità delle aziende italiane di distinguersi attraverso il proprio know-how. La scelta di investire in un flagship di grandi dimensioni proprio a Milano, contemporaneamente alle aperture americane, è anche una dimostrazione concreta della fiducia che ho nella città e nel futuro del lusso italiano”. 

 

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