Mattarella: “Lavoro veicolo di democrazia e coesione sociale. Ai giovani va data fiducia ampia e concreta”
(Adnkronos) – “Il mondo del lavoro si ritrova oggi al Quirinale. L’ottantesimo anniversario della Repubblica induce a sottolineare ancora una volta che il lavoro è posto alla sua base. La vostra testimonianza, individuale e collettiva, è legata al senso del lavoro, all’etica civile che alimenta la vita della società, al primato della persona. Primato che va ribadito nelle vorticose trasformazioni che rischiano di incoraggiare pretese egemoniche di tecnocrazie che utilizzano le stesse tecno-scienze alle volte per ottenere un potere basato non sulla democrazia bensì sul profitto economico”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia al Quirinale per la consegna delle Stelle al Merito del lavoro.
“Il lavoro: luogo simbolo – ha ribadito il capo dello Stato – della dignità della persona, dove ognuno afferma il proprio talento, la propria professionalità, nessuno può essere asservito e dove ciascuno, con la propria capacità, contribuisce al bene comune, della propria famiglia e della propria comunità”.
“Il potere si organizza in istituzioni condivise e democratiche per assicurare il benessere dell’intera società. Ecco perché il lavoro è veicolo di democrazia, contribuisce alla qualità della coesione di una società civile”, ha detto il presidente della Repubblica. “Il lavoro, la sua cultura, la sua etica – e voi ne siete puntuale dimostrazione – genera idee, pluralità, diffonde benessere, costruisce relazioni, dunque comunità”, ha aggiunto Mattarella.
Il presidente della Repubblica ha avvertito: “La ipotizzata fine del lavoro – proposta come superamento da chi lo considera erroneamente una forma di alienazione – è visione che può condurre a una compressione della stessa libertà e a una organizzazione sempre più duale dei diritti nella società. Una società divisa tra pochi ricchi Epulone e tanti, tanti Lazzaro”.
“È un passaggio decisivo quindi. Lo è – ha spiegato il capo dello Stato – per il nostro continente, l’Europa, chiamata a difendere i valori della propria civiltà e a sostenere il proprio modello sociale: può farlo soltanto mediante innovazioni – e governandole – avversando atteggiamenti secondo i quali una appropriata dinamica salariale, anziché rappresentare il corrispettivo della dignità del lavoratore, sia costo da ridurre per ottenere competitività, mentre, al contrario, gli investimenti diretti alla sostituzione della forza lavoro, a prescindere dalla loro efficacia, siano benvenuti. Questo va affermato senza nessuna indifferenza nei confronti del necessario incremento della produttività delle aziende. E per quanti non considerassero elemento costruttivo il dialogo e la dialettica sociale caratteristica delle relazioni nel mondo del lavoro”.
Mattarella è tornato a parlare anche dell’intelligenza artificiale. “Il lavoro sta cambiando alla velocità che contrassegna l’epoca in cui viviamo. È stato così per ogni momento di passaggio e trasformazione. L’intelligenza artificiale sta svolgendo in questo una parte preponderante, incidendo in modo profondo sulla struttura della società, sui tempi e sugli spazi nella vita di ciascuno. La previsione dell’introduzione di robot umanoidi – nell’ordine di decine di migliaia nei prossimi anni – interroga il rapporto tra persona e lavoro. Vorremmo evitare che, tra qualche decennio, questa cerimonia possa essere sostituita da un concorso per l’umanoide più solerte”, ha affermato il presidente della Repubblica.
“Dobbiamo osservare – ha aggiunto il capo dello Stato – che dipende da noi, dipende dall’umanità. Occuparsi di problemi che erano futuribili, e oggi sono realtà, significa dotarsi di una riflessione matura che affermi con chiarezza che ciò cui non intendiamo rinunciare è la centralità della persona. Le tecnologie sempre più complesse, fino alle ultime generazioni dell’intelligenza artificiale, vanno rese alleate del benessere e della civiltà umana. Non dobbiamo temerle, né guardarle con ostilità, con un tardivo ritorno neo-luddista”.
“La condizione irrinunciabile è che il governo delle trasformazioni, la responsabilità delle scelte strategiche, le regole del loro impatto sociale siano sempre nelle mani delle donne e degli uomini, delle loro comunità”.
“Creatività, ingegno, un’organizzazione rispettosa dei valori dell’uomo, sono caratteri inalienabili del lavoro come espressione e realizzazione di libertà. E’ stato l’impegno delle organizzazioni dei lavoratori nei secoli scorsi. Vogliamo che le macchine diano più efficienza e precisione, desideriamo che facciano aumentare le nostre capacità, la sicurezza sui luoghi di lavoro e riducano fatiche e bisogni. Le macchine cioè al servizio delle persone e non viceversa. Non intendiamo – ha detto Mattarella – che possano svilupparsi – anche attraverso un uso perverso di logaritmi – nuove, insidiose forme di asservimento”.
Mattarella è tornato a parlare anche dei giovani. “La coesione favorisce la partecipazione, induce ad avvertire il bene comune come proprio. Aiuta la stessa economia e le istituzioni. È l’esempio che voi Maestri del Lavoro date con le vostre attività. Offrite una testimonianza autentica e appassionata, mettendo la memoria a servizio del futuro da affidare ai nostri giovani, ai quali va data fiducia, ampiamente e concretamente”, ha affermato il presidente della Repubblica.
—
politica
webinfo@adnkronos.com (Web Info)