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Libri: Janácek e Kamila Stosslová, la storia d’amore tra ‘Il musicista e la sirena’

(Adnkronos) – Estate 1917. In una località termale della Moravia, l’anziano compositore Leoš Janácek incontra una giovane donna sposata. Si chiama Kamila Stösslová. Tra loro nasce un sentimento fatto di attese, lettere, incontri fugaci e desideri inconfessati. Per Janácek, Kamila diventa molto più di un amore impossibile. Diventa una presenza costante, una musa, una forza misteriosa capace di attraversare la sua musica e trasformarsi nelle eroine delle sue composizioni più celebri. Tra i paesaggi della Moravia, le città dell’Europa centrale e i teatri d’opera, prendono forma capolavori come ‘Jenůfa’, ‘Káťa Kaba­nová’, e ‘L’affare Makropulos’. In uscita per La Nave di Teseo ‘Il musicista e la sirena’ di Leonetta Bentivoglio, scrittrice e giornalista, si occupa di musica, danza e letteratura. Il libro è il racconto di una passione che sfida il tempo, la distan­za e le convenzioni. È la storia di un uomo che, dopo aver conosciuto il dolore della perdita e il peso della solitudine, trova nell’amore la sorgente inattesa della propria rinascita creativa. E di una donna che, pur restando in gran parte indecifrabile, diventa il centro di un universo sentimentale e artistico destinato a lasciare un segno pro­fondo nella storia della musica. Tra memoria, desiderio e creazione, ‘Il musicista e la sirena’ è il ro­manzo di un amore capace di trasformarsi in arte.  

“Coltivo da tempo l’idea di questo libro, che narra l’amore d’inizio Novecento fra il compositore ceco Leoš Janácek già anziano, e la sua giovane musa Kamila, sposata e madre di due bambini – racconta all’Adnkronos Leonetta Bentivoglio – Una non musicista, bella e attraente, ma ignorante e anzi quasi analfabeta. L’incontro con lei rivoluzionó l’arte e la vita del vecchio Leoš, che nell’ultima fase della sua esistenza, ispirato da una passione non spirituale, ma erotica e viscerale, come si evince dalle tante lettere che inviò alla ragazza, scrisse i suoi massimi capolavori. Di questa relazione ‘asimmetrica’ – continua la scrittrice – sia dal punto di vista dell’età anagrafica, sia per la distanza intellettuale e culturale fra i due, mi interessava soprattutto il nesso fra amore e arte, dimostrato dall’ attività frenetica e meravigliosa del musicista durante gli anni della sua particolare intesa con Kamila. Non è un libro strettamente musicale né assolutamente musicologico, anche se, com’è ovvio, di musica si parla spesso, essendo stato Janácek un musicista ‘totale’, cioè interamente abitato e sospinto dalla propria vocazione. Quel che ho cercato di inseguire nel testo, che ho scritto lungo vari anni, è la potenza del legame fra amore e creatività”. 

“Mi sono recata più volte in Cechia, per scrivere questo romanzo. Sono stata a Brno, la città del compositore, e ho visitato la sua casa, che adesso è un museo – continua Leonetta Bentivoglio – Sono stata a Praga e ho cercato di seguire le tracce di Janácek anche in quella grande capitale, dal Conservatorio in cui Leoš studió, fino al Teatro dell’Opera dove furono messi in scena i suoi titoli operistici. Mi hanno sorretta, nelle ricerche, gli scritti bellissimi che Janácek ha dedicato Milan Kundera, ammiratore della sua musica nonché figlio di un musicista che era amico di Leoš. Lungo il racconto ho deciso di espormi in prima persona – commenta ancora la scrittrice e giornalista – La narrazione del rapporto fra i due, visto tutto dalla prospettiva del celebre compositore, viene spesso intervallata da mie considerazioni personali, scritte in corsivo, dove parlo di me stessa, delle mie indagini, dei miei viaggi in Cechia, e delle motivazioni che mi hanno spinta ad affrontare questa storia affascinante, che si apre sul primo incontro tra Leoš e Kamila, nel 1917, e termina con la morte di lui, nel 1928. Undici anni di amore e musica”. Il libro sarà presentato domani a Roma, presso la Libreria Eli (viale Somalia) e il 5 novembre al Senato (sala Caduti di Nassirya). 

 

 

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