Corbello (Assoprevidenza): “Allargare età adesione automatica a previdenza complementare”
(Adnkronos) – “Dal 2005 fino all’anno scorso la previdenza complementare sostanzialmente non è cambiata, nel senso che la normativa è stata implementata da direttive europee che ovviamente hanno avuto un impatto sulla realtà italiana, ma non un impatto essenziale. Invece, con la Legge Finanziaria dello scorso anno sono cambiate molte cose. Ci sono state delle modifiche fondamentali, la prima delle quali è sicuramente l’adesione automatica dei soggetti di prima occupazione. Questa è una scelta assolutamente positiva che provocherà uno sviluppo della previdenza chiaramente, partendo dai neoassunti, parliamo di quarant’anni. Speriamo che questo provvedimento possa essere allargato come efficacia e andare anche alle fasce di lavoratori di età più avanzata”. Lo dice, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia, Sergio Corbello, presidente Assoprevidenza, in occasione della terza edizione del Global Welfare Summit 2026.
“Noi – afferma – abbiamo degli esempi in Europa, ma non è che in altri paesi ci siano state delle folle che si sono precipitate verso la previdenza complementare. Ad esempio nel Regno Unito l’adesione alla previdenza complementare era molto bassa, nonostante il bassissimo livello della pensione di base. E quindi cosa hanno combinato loro? Hanno deciso di inserire i lavoratori automaticamente nei fondi di previdenza complementare, salvo la possibilità di andarsene via. Ecco, questo è lo stesso schema che noi abbiamo applicato in Italia. Nel Regno Unito l’hanno fatto per tutti i lavoratori. L’adesione automatica si collega anche all’investimento delle somme di quelle che aderiscono automaticamente. Si è scelta una strada del life cycle, il che significa che i giovani finalmente avranno una scelta di investimento, un comparto di investimento fortemente aggressivo”.
“Molti giovani – osserva Corbello – hanno scelto curiosamente addirittura delle linee garantite. Ovvero delle linee molto prudenti. Il giovane deve affrontare il rischio perché il rischio nel lungo periodo, non dico che non esiste, però è fortemente ammortizzato e il vantaggio di risultato economico finale è decisamente molto più importante”.
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