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Martin Sellner ha fondato un “istituto per la remigrazione” in Sassonia Anhalt

Non è inusuale, per un partito che vince un’elezione, formulare un programma per i 100 giorni di governo. Meno frequente è che a formulare questo programma sia una figura politica che non fa parte di quel partito e che vive e opera in un altro Paese. È però questo il caso dell’esponente austriaco del movimento identitario Martin Sellner, una delle figura più note dell’ultradestra di ambito germanofono, che ha stilato un programma per i primi, ipotetici 100 giorni di governo di AfD in Sassonia-Anhalt, programma che comprende, fra le altre cose, la creazione di un ufficio regionale per la remigrazione, con sede a Magdeburgo.

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Il prorgramma dell’Istituto per la remigrazione: deportare anche i cittadini tedeschi con background migratorio se “non assimilati”

L’Istituto Martin Sellner per la Remigrazione sarebbe già stato fondato, secondo quanto riportato dallo Spiegel, una settimana prima delle elezioni, in forma di società a responsabilità limitata della quale Sellner risulta amministratore delegato e sarebbe simile a un istituto fondato a Vienna dal movimento identitario. Nonostante l’inserimento nel registro delle imprese di Magdeburgo, però, per l’istituto tedesco risulterebbe un solo indirizzo situato a Chemnitz, in Sassonia, dove ha già sede un punto di ritrovo del Movimento Identitario. Lo scopo di tale istituto sarebbe occuparsi di “analisi, elaborazione, documentazione e divulgazione di contesti sociali, demografici, di politica migratoria, di politica culturale ed economici”. 

Dare consigli al governo di AfD, qualora questo si formasse, sembra parte integrante degli obiettivi di questa nuova formazione. Il settimanale tedesco cita infatti un documento strategico dal titolo “Inversione del ricambio demografico in Sassonia-Anhalt”, nel quale si formulano proposte per le iniziative da adottare entro i primi tre mesi dall’instaurazione dl nuovo esecutivo, con lo scopo di trasformare la Sassonia-Anhalt in un “modello” per la pratica della remigrazione. I primi obiettivi della campagna di espulsione dovrebbero essere le persone senza diritto di soggiorno garantito, ma anche gli stranieri con regolare permesso di soggiorno che però rappresentano un “onere” per lo Stato (presumibilmente coloro che ricevono qualche forma di aiuto sociale” e le “società parallele di cittadini non assimilati”. 

Il Consiglio per i Rifugiati: pericolo di una “riorganizzazione demografica razzista e nazionalista”

Il documento, ha sottolineato il Consiglio per i rifugiati della Sassonia-Anhalt, fa riferimento ai cittadini, includendo quindi espressamente anche le persone con nazionalità tedesca e un background migratorio che, per legge, non possono essere espulse dal Paese. Il consiglio parla di una concezione fondamentalmente disumana, razzista e nazionalista della società e della politica e di un pericolo concreto per lo stato di diritto e muove aspre critiche all’istituto. Sempre secondo il Consiglio per i rifugiati, Sellner spera di ottenere, con l’instaurazione di un governo “amico” in Sassonia Anhalt, finanziamenti pubblici per il suo piano di “riorganizzazione demografica di stampo razzista e nazionalista”.

Nel frattempo, non è chiaro quale sia il destino del prossimo governo della Sassonia-Anhalt. AfD è la prima forza politica emersa dalle elezioni di settembre e può contare su 39 seggi in parlamento, ma non sulla maggioranza assoluta. Tuttavia, la CDU ha rifiutato l’invito dell’SPD a partecipare ai negoziati di una possibile coalizione ampia con Verdi, Die Linke e BSW, sabotando in via definitiva qualsiasi possibilità di tenere l’ultradestra fuori dall’esecutivo. Adesso esiste la possibilità che AfD apra un canale di comunicazione con il BSW di Sahra Wagenknecht, ma fra le due formazioni il rapporto di fiducia è quantomeno dubbio.

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