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Germania: dieci miliardi per rilanciare la protezione civile

Il governo tedesco ha lanciato un programma di ristrutturazione di ampia portata della protezione civile. Ad annunciarlo è stato il Ministero dell’Interno guidato da Alexander Dobrindt (CSU). Il 20 maggio è stato approvato un pacchetto di misure articolato, che prevede ingenti investimenti: ben dieci miliardi di euro saranno destinati, entro il 2029, a rafforzare la resilienza del paese di fronte a crisi, attacchi e catastrofi.

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Tra gli acquisti previsti figurano 1.000 nuovi veicoli speciali e 110.000 brandine. All’interno del Ministero federale dell’Interno nascerà un ufficio di staff dedicato al coordinamento con la Bundeswehr in situazioni di emergenza.

Cosa cambia nella gestione delle emergenze

Uno degli assi portanti del programma riguarda la preparazione delle forze di intervento. L’intenzione è definire standard formativi validi su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione agli scenari che coinvolgono agenti chimici, biologici e nucleari. Dobrindt ha inoltre proposto l’introduzione di una forma di educazione alla protezione civile nelle scuole.

Il piano prevede la mappatura nazionale di tutti i rifugi pubblici: bunker, scantinati certificati, stazioni della metropolitana che possano fungere da rifugi in caso di emergenza. Questi dati confluiranno nel sistema di allerta digitale nazionale e nell’app NINA, che è lo strumento ufficiale per informazioni e notizie in caso di emergenza. L’obiettivo è consentire a chiunque di individuare, in tempo reale, il percorso più rapido verso il rifugio più vicino.

La Croce Rossa: serve uno sforzo straordinario, subito

In una dichiarazione rilasciata alla Süddeutsche Zeitung, il presidente della Croce Rossa Tedesca (DRK) Hermann Gröhe ha chiesto un intervento immediato e massiccio, indicando le lacune attuali: i rifugi sarebbero insufficienti, i soccorritori non sarebbero adeguatamente addestrati e le attrezzature sarebbero carenti. “Se non ci prepariamo meglio a crisi di questo tipo, in caso di emergenza deluderemo la popolazione di questo Paese”, ha dichiarato.

Gröhe ha anche segnalato un rischio di squilibrio nelle priorità: accelerare il riarmo della Bundeswehr annunciandolo con enfasi, mentre la protezione civile segue a rilento, produrrebbe una strategia incoerente. Il quadro della sicurezza, ha sottolineato, si è già deteriorato e la minaccia non si esaurisce nell’ipotesi di un conflitto armato. Attacchi alle infrastrutture critiche basterebbero a generare conseguenze gravi, come ha dimostrato il recente blackout a Berlino.

Cosa dovrebbero fare i cittadini?

L’Ufficio federale per la protezione civile e l’aiuto in caso di catastrofi mette a disposizione sul proprio sito indicazioni pratiche per i privati cittadini. La portavoce Marianne Suntrup, intervenuta nel Morgenmagazin della ARD, ha illustrato le raccomandazioni di base.

Si raccomanda di avere in casa alimenti per almeno dieci giorni. Per chi dispone di poco spazio, tre giorni rappresentano la soglia minima accettabile. Non deve mancare l’acqua in bottiglia: la quantità raccomandata è di due litri pro capite al giorno, da destinare esclusivamente al consumo e alla preparazione dei pasti, mentre l’acqua per l’igiene personale si calcola a parte. Anche in questo caso, bisognerebbe garantire la copertura per almeno dieci giorni. Il kit di base dovrebbe inoltre prevedere medicinali generici, quelli specifici dei quali si ha bisogno per patologie croniche, e presidi sanitari standard.

Un elemento spesso sottovalutato riguarda l’accesso alle informazioni durante un’emergenza prolungata. In caso di interruzione della rete elettrica o del segnale telefonico, una radio a manovella o alimentata a energia solare permette di ricevere comunicazioni ufficiali. L’Ufficio federale la include tra gli strumenti essenziali di ogni scorta domestica.

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