La Congiura De’ Pazzi: una mostra al Bode Museum di Berlino
Testo e disegno di Paolo Brasioli
A Berlino, per i prossimi mesi, proprio dove i due rami della Sprea si incontrano, si rialzerà il polverone, riecheggeranno le concitate grida, rimbomberanno i tonfi e gli scossoni della “Congiura de’ Pazzi”, avvenuta ben 547 anni fa e lontano da qui, vicino alle rive dell’Arno. Si tratta infatti dell’interessante mostra al Bode Museum (all’Isola dei Musei), che ripercorre questo drammatico episodio, tra i più celebri e toccanti della Firenze rinascimentale, mediante molti cimeli e testimonianze. Questo attentato, di matrice politica ma non solo, sconvolse davvero la città e gettò un’ombra truce nel cuore pulsante, storico, artistico, filosofico e geografico del miglior Rinascimento italiano.
La Congiura de’ Pazzi
Era la mattina del 26 aprile del 1478, quando all’interno dell’immensa Cattedrale di Firenze si compì uno degli episodi più cruenti della storia fiorentina. In un agguato, preparato dalla famiglia nobile e ricchissima dei de’ Pazzi, muore, sotto i colpi concitati ed assassini di pugnale, il giovane politico e banchiere Giuliano de’ Medici (1453-1478), mentre il fratello maggiore, Lorenzo il Magnifico (1449-1492), riuscì rocambolescamente a salvarsi, pur se ferito.
A raccontare e tramandare ad oggi questo delittuoso evento fu una delle figure chiave della vicenda storica, Giovanni da Montesecco (1450-1478), la cui confessione, scritta il 4 maggio 1478, poco prima di essere condannato a morte, rappresenta una delle fonti privilegiate per conoscere soprattutto le fasi preparatorie alla congiura. Tutto si svolse precisamente nella zona del coro della Cattedrale, sotto l’ampia e mirabile Cupola del geniale architetto Filippo Brunelleschi (1377-1446), proprio durante la Santa Messa, per mano di due sicari.
La congiura fu abilmente preparata e guidata da Jacopo (1440-1478) e Francesco de’ Pazzi (1448-1478), ma orchestrata da un più ampio gruppo di personaggi di primo piano dell’Italia del tempo.
Si trattò evidentemente di un fallito golpe nella Firenze repubblicana. E il fallimento di questa azione, con la conseguente sopravvivenza della potente famiglia de’ Medici, unito al sollevamento popolare contro i colpevoli, sfociò inesorabilmente in un esito terribile: linciaggi, esecuzioni sommarie e condanne a morte nei giorni immediatamente seguenti.
La mostra del Bode-Museum: arte, potere e violenza nel Rinascimento
E così, dal 24 ottobre 2025 al 20 settembre 2026, il Bode-Museum di Berlino si concentra e dedica a questo antico episodio italico una ben curata mostra (titolo originale: “Die Pazzi Verschwörung. Macht, Gewalt und Kunst im Florenz der Renaissance”, letteralmente “La Congiura de’ Pazzi: potere, violenza e arte nella Firenze rinascimentale”).
Essa ben descrive la vicenda attraverso una preziosa e ricca selezione di opere provenienti dalle proprie collezioni. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Münzkabinett e la Collezione di sculture dei Musei statali di Berlino, entrambi custodi di una medaglia di Bertoldo di Giovanni raffigurante Lorenzo e Giuliano de’ Medici. L’esposizione riunisce e offre all’attenzione dei visitatori anche altri interessanti esemplari della collezione James Simon, insieme a vari rilievi, busti e dipinti della Skulpturensammlung e della Gemäldegalerie berlinesi.
Capolavori rinascimentali in mostra: da Botticelli ai Pollaiolo
Tra le opere esposte spicca il ritratto postumo di Giuliano de’ Medici dipinto dal pittore Sandro Botticelli (1445-1510), che lo raffigura in posa intensa, tristemente fiero e con lo sguardo abbassato, quasi a fissare, per futura memoria, la tragedia subita. Inoltre è esposto un Davide con la testa di Golia di Antonio e Piero del Pollaiolo (1431-1498).
Fra le sculture figurano il busto del cardinale Raffaele Sansoni Riario, quello di Lorenzo il Magnifico e un rilievo con il profilo di Giuliano de’ Medici. Particolarmente rara è inoltre una «Vergine con Bambino» in bronzo, dove è presente lo stemma della famiglia de’ Pazzi, testimonianza eccezionale poiché, dopo la congiura, tutti i beni, gli emblemi e la memoria stessa della famiglia furono sequestrati e in larga parte distrutti.
L’obiettivo della mostra è ricostruire un momento preciso della Firenze medicea di fine Quattrocento, mostrando come le varie arti figurative, spesso raffinate ed eccelse nella loro espressività, fossero un vero e potente strumento di propaganda per i ricchi e potenti committenti dell’epoca.
L’autore: Architetto Paolo Brasioli – quattro | architectura
Provenendo da una famiglia di artisti veneti, Paolo Brasioli è stato influenzato presto dal ricco patrimonio culturale e artistico italiano. Fondamentale è stata l’influenza di suo padre, Alfredo Brasioli, rinomato fumettista, illustratore e grafico italiano.
Il suo lavoro fino ad oggi si è concentrato sulla costruzione di hotel di alta qualità e sull’interior design per abitazioni, hotel e strutture di gastronomia e benessere, così come sulla creazione di mobili, lampade, accessori e arte.
Ha lavorato con rinomate compagnie e gruppi alberghieri come Best Western, Crowne Plaza, Falkensteiner, Hilton, Hyatt, Le Meridien, Leonardo Hotels, Marriott, NH Hotels, Rocco Forte Hotels e Sheraton. Molte delle sue creazioni sono state esposte in rinomate fiere d’arte e di design.
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quattro | architectura




