Incontro di AfD: “remigrazione” e “cultura dominante” spariscono dal programma
Il gruppo parlamentare di AfD al Bundestag ha avviato una riorganizzazione interna, durante una riunione a porte chiuse di due giorni a Berlino. L’iniziativa sembra essere prima di tutto indirizzata alla moderazione dell’immagine pubblica del partito attraverso l’adozione di nuove regole comportamentali e la revisione del linguaggio del programma di AfD, dal quale sono spariti alcuni dei termini più controversi, come “remigrazione” e “cultura dominante”.
La riunione si è conclusa con l’approvazione di un documento programmatico in sette punti e l’introduzione di un codice di condotta parlamentare.
Il documento programmatico: continuità nella sostanza e cambiamenti nel linguaggio
Il documento programmatico approvato dal gruppo parlamentare AfD mantiene le linee fondamentali dell’orientamento politico del partito, riconfermando posizioni consolidate su temi centrali della sua agenda. L’analisi del testo rivela tuttavia significative modifiche nella terminologia utilizzata, suggerendo una strategia comunicativa più attenta alle sensibilità dell’opinione pubblica e, forse, anche la necessità di eliminare tutti gli elementi di rischio, qualora i partiti del centro-sinistra riuscissero a far avviare la procedura di messa al bando, che da tempo viene caldeggiata da più parti.
Il documento identifica la Germania come Paese in crisi e attribuisce la “situazione desolante” alle “continue decisioni sbagliate dei vecchi partiti”. Questa narrazione di opposizione sistemica rimane invariata rispetto alle precedenti posizioni del partito, che non rinuncia alla sua immagine ufficiale di “forza antisistema”, dal punto di vista sociale, se non da quello economico.
Politiche migratorie e sicurezza: nel programma le colonne portanti del sostegno ad AfD
Le proposte in materia migratoria confermano l’approccio restrittivo caratteristico di AfD. Il documento richiede un blocco generale degli “ingressi illegali”, estendendo tale misura anche ai richiedenti asilo. L’abolizione del diritto alla naturalizzazione per i migranti rappresenta una posizione di particolare rigore nel panorama politico tedesco.
Il co-capogruppo Tino Chrupalla ha ribadito durante la riunione la richiesta di “tolleranza zero” per i reati violenti e un ulteriore inasprimento della protezione delle frontiere, elementi che costituiscono pilastri della proposta politica del partito.
Economia e politica energetica
L’orientamento economico di AfD emerge chiaramente dalle proposte contenute nel documento. Il partito intende fermare la transizione energetica, prolungando la durata di vita delle centrali a carbone e introducendo un blocco dell’espansione degli impianti eolici. Tale posizione si colloca in netta contrapposizione alle politiche ambientali soprattutto del precedente governo tedesco e, in misura minore, anche di quello attuale.
La proposta di riparazione e rimessa in funzione dei gasdotti tedesco-russi Nordstream rivela inoltre la posizione del partito sui rapporti con la Russia, coerentemente con la richiesta di revoca delle sanzioni imposte per la guerra di aggressione contro l’Ucraina. Non è un segreto, d’altronde, che AfD guardi con simpatia e interesse al governo di Mosca e ai valori che esso rappresenta sullo scacchiere internazionale.
Spariscono due termini chiave
L’elemento del processo di revisione che più ha fatto notizia in Germania riguarda l’eliminazione dal programma di AfD di termini considerati controversi. Secondo quanto riportato dal tabloid Bild, i termini “remigrazione” e “cultura dominante tedesca” non compaiono più nel testo finale, sostituiti da formulazioni ritenute meno controverse.
La precedente affermazione secondo cui il partito voleva “promuovere la remigrazione” per “creare alloggi per la popolazione locale” è stata riformulata come impegno ad “allentare la tensione sul mercato immobiliare per i cittadini locali, limitare l’immigrazione”. Tale modifica mantiene l’obiettivo politico sostanziale ma ne attenua la formulazione linguistica. Inoltre, in precedenza il documento conteneva la formulazione “cultura dominante tedesca invece di multiculturalismo”, formulazione non più presente nella stesura finale del documento programmatico.
Il caso del termine “rimigrazione”
La rimozione del termine “rimigrazione” assume particolare rilevanza nel contesto politico tedesco. Il concetto aveva acquisito notorietà dopo l’utilizzo da parte di membri di AfD e attivisti dell’estrema destra durante una conferenza segreta a Potsdam nel novembre 2023, dove era stato utilizzato per pianificare una ipotetica deportazione di massa di persone con passato migratorio residenti in Germania.
Durante la campagna elettorale per il Bundestag, la leader del partito Alice Weidel aveva continuato a sostenere pubblicamente questo termine, la cui rimozione dal documento programmatico rappresenta quindi un significativo cambiamento di approccio comunicativo.
Codice di condotta parlamentare e disciplina interna
Il gruppo parlamentare AfD ha approvato un codice di condotta specifico per il comportamento durante le sedute plenarie del Bundestag. Il documento stabilisce che “i membri si impegnano a mantenere un atteggiamento unito e moderato in Parlamento, al fine di garantire la capacità di azione politica e la credibilità del gruppo parlamentare”.
L’iniziativa risponde a dati concreti relativi al comportamento parlamentare del partito. Secondo una panoramica del Bundestag, il numero di richiami all’ordine in plenaria nell’ultima legislatura è aumentato significativamente da 47 a 135 rispetto alla legislatura precedente, con AfD in cima alla statistica secondo l’ex presidente del Bundestag Bärbel Bas.
Il codice di condotta include disposizioni specifiche “per la prevenzione della corruzione” e “per l’esclusione di conflitti di interesse”. Tali misure rappresentano un tentativo di rafforzare la credibilità istituzionale del partito e di presentarlo come forza politica responsabile e trasparente.
Tensioni politiche e accuse di frode elettorale
Nonostante gli sforzi di moderazione, il confronto politico rimane aspro. La co-leader del gruppo parlamentare Alice Weidel ha accusato il cancelliere federale Friedrich Merz (CDU) di “frode elettorale”, sostenendo che l’attuale governo federale “in realtà porta avanti la politica della coalizione del precedente governo, che è stata bocciata alle elezioni”.
Weidel ha criticato in particolare la “mancata promessa” relativa alla riduzione dell’imposta sull’elettricità al livello minimo dell’UE, promessa durante la campagna elettorale ma non mantenuta per le famiglie e parti dell’economia. Il co-capogruppo Tino Chrupalla ha affermato che “chi governa realmente è l’SPD”, richiedendo la riduzione immediata dell’imposta sull’elettricità e l’abolizione della tassa sul CO2.
Confronto con le procedure di messa al bando
A margine della riunione a porte chiuse, Weidel ha mantenuto toni duri attaccando i sostenitori di una procedura di messa al bando di AfD e paragonandoli al regime nazista, che avrebbe “prima vietato i partiti e poi limitato la libertà di stampa”.
L’attacco si è concentrato in particolare sull’SPD, che durante il suo congresso di partito si era schierato a favore di una procedura di messa al bando di AfD. Weidel ha dichiarato che tutti questi “partiti perdenti” nel Bundestag volevano discutere una mozione di messa al bando, aggiungendo che “è esattamente quello che è successo nel 1933”.




