Cosa fare con AfD? Ne parlano i ministri degli interni dei Länder tedeschi
Si è da poco tenuta a Bremerhaven la conferenza primaverile dei ministri degli Interni dei Länder tedeschi (IMK), che si è concentrata sui temi della sicurezza e della protezione dalle minacce interne ed esterne. Si è parlato di droni e di attacchi informatici, del caso Palantir, di lotta alla criminalità e, ancora una volta, dell’approccio da adottare nei confronti di AfD. Perché, se è vero che la maggior parte dei partiti moderati tedeschi sono contrari a muoversi verso una procedura di messa al bando, è altrettanto vero che dell’ultradestra si parla nello stesso contesto nel quale si discute su come difendersi dallo spionaggio e dal sabotaggio informatico a opera di agenti esteri.
I temi caldi alla conferenza dei ministri dell’interno dei Länder tedeschi
La strategia contro le minacce ibride dalla Russia
I ministri degli Interni, insieme al Ministro dell’Interno federale Alexander Dobrindt (CSU) hanno concordato di rafforzare significativamente la protezione dalle minacce ibride, con particolare attenzione alle attività provenienti dalla Russia. Andy Grote, senatore degli Interni di Amburgo e portavoce dei ministri dell’Interno dell’SPD, ha specificato che queste minacce comprendono “destabilizzazione, sabotaggio, spionaggio, disinformazione e molto altro ancora”.
Un’area di particolare preoccupazione riguarda la mancanza di “una struttura comune funzionante” contro i “continui sorvoli” dei droni, che spesso riescono a entrare nello spazio aereo tedesco senza essere rilevati. Mentre i modelli di droni commerciali più comuni risultano gestibili ed è relativamente facile difendere gli obiettivi sensibili dalla loro presenza, i ministri hanno dovuto constatare significative lacune per quanto riguarda i “droni non convenzionali”, ovvero quelli che potrebbero essere stati sviluppati in un contesto militare.
Il Ministero federale dell’Interno dovrà pertanto elaborare un piano d’azione specifico a livello nazionale, per permettere alla Germania di difendersi da tutti gli attacchi tecnologici che possono mettere a rischio la sicurezza interna. L’iniziativa prevede, fra l’altro, l’istituzione di un gruppo di controllo per coordinare meglio le attività distribuite tra i vari enti. Joachim Herrmann (CSU), ministro dell’Interno bavarese che rappresenta i ministri dell’Interno dell’Unione, ha sottolineato l’importanza di sviluppare capacità deterrenti e difensive sia verso l’esterno che all’interno del paese.
Il gruppo di lavoro su AfD
Naturalmente, alla conferenza dei ministri degli Interni si è parlato anche di AfD e ormai nessuno, in Germania, trova particolarmente strano che il secondo partito in parlamento sia oggetto di discussione in questo contesto, elencato fra i droni russi e le minacce dell’intelligence straniera. La politica tedesca si è ormai abituata ad affrontare AfD come un problema che va gestito. In questo contesto, i ministri partecipanti alla conferenza hanno stabilito la creazione di un gruppo di lavoro dedicato all’esame delle possibili ripercussioni derivanti dalla classificazione di AfD come “caso accertato di estremismo di destra” (definizione che l’Ufficio Federale per la Protezione della Costituzione ha sospeso fino alla delibera del tribunale sul ricorso presentato dal partito stesso). Questo gruppo di lavoro, nel frattempo, analizzerà specificamente gli impatti che una tale classificazione, se confermata, potrebbe e dovrebbe avere sul diritto che regola il pubblico impiego, sui controlli di sicurezza del personale e con riferimento alla legislazione in materia di armi.
Armin Schuster (CDU), ministro degli Interni della Sassonia, ha evidenziato l’importanza della “decisione consensuale” raggiunta per garantire un approccio uniforme a livello nazionale.
Esclusione della procedura di messa al bando
Per quanto i Verdi abbiano da poco ripreso a promuovere l’idea di mettere fuori legge AfD, l’avvio di una procedura di messa al bando di AfD non rientra esplicitamente nel mandato del nuovo gruppo di lavoro. La maggioranza dei ministri dell’Interno considera i rischi di una tale procedura troppo elevati, limitando quindi il focus del gruppo alle conseguenze pratiche della classificazione attuale.
Tecnologia e sicurezza: il caso Palantir
Un punto di forte disaccordo durante la conferenza dei ministri degli interni ha riguardato l’utilizzo del software dell’azienda americana Palantir per la lotta alla criminalità. Questo software, che impiega l’intelligenza artificiale per analizzare i dati a disposizione delle autorità alla ricerca di possibili collegamenti incrociati, è già utilizzato dai Länder dell’Assia, del Nord Reno-Westfalia e della Baviera, tutti guidati dall’Unione.
I ministri degli interni dell’SPD hanno manifestato preoccupazioni significative riguardo all’uso dei prodotti Palantir. Le loro obiezioni si basano su due aspetti principali: il rischio di approfondire la dipendenza tedesca dalle aziende IT americane e i legami dell’azienda con Peter Thiel, co-fondatore radicale sostenitore di Trump che mantiene quote societarie e presiede il consiglio di amministrazione. Palantir, inoltre, è stata accusata di aver aiutato l’amministrazione trump a creare profili dettagliatissimi di cittadini americani allo scopo di incrementare la sorveglianza e facilitare l’implementazione di misure fortemente autoritarie (accuse che Palantir smentisce)
L’ex ministra federale dell’Interno Nancy Faeser (SPD) aveva respinto con fermezza l’uso di Palantir, mentre i rappresentanti dell’Unione sostengono la necessità di mantenere aperta questa opzione, sottolineando l’assenza di alternative equivalenti. Nonostante le divergenze, entrambe le parti concordano sull’obiettivo di raggiungere la sovranità tedesca ed europea a lungo termine nel settore tecnologico e riconoscono il ruolo cruciale che l’analisi dei dati basata sull’intelligenza artificiale avrà nel lavoro di polizia futuro.



