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Garante della privacy contro la polizia di Berlino: videosorveglianza usata in modo illegittimo

La garante per la privacy di Berlino, Meike Kamp, ha mosso critiche significative alle forze dell’ordine, all’ufficio del pubblico ministero e varie società che operano insieme alla polizia locale per infrazioni alle normative sulla tutela dei dati personali. Durante la presentazione del resoconto annuale 2024, avvenuta lunedì, la commissaria ha contestato specificamente l’impiego di sistemi di videosorveglianza da parte della polizia di Berlino presso il commissariato di Kottbusser Tor nel quartiere di Kreuzberg.

Abusi del sistema di videosorveglianza da parte della polizia di Berlino: per la garante è violazione della privacy

Le forze dell’ordine hanno posizionato apparecchiature di ripresa video nel tunnel sotterraneo dell’edificio situato in Adalbertstraße e nella zona d’accesso al piano superiore per garantire la sicurezza della struttura. Le registrazioni interessano permanentemente sia il marciapiede che la strada di Adalbertstraße, oltre a porzioni delle aree pedonali antistanti l’entrata del primo piano.

Secondo Kamp, il sistema di videosorveglianza risulta illegittimo e lede i diritti costituzionali dei cittadini in transito, violando la privacy di chiunque passi per le zone controllate, senza adeguate giustificazioni. La commissaria ha sollecitato le autorità di polizia ad adottare alternative per la protezione del commissariato, suggerendo modifiche strutturali o l’impiego di guardie private. Le autorità non hanno ancora accolto tali indicazioni e non sono vincolate legalmente a farlo, come precisato dalla stessa Kamp.

Accessi illegittimi al sistema informatico

Sotto accusa è anche l’utilizzo degli archivi di dati ai quali la polizia ha accesso, che in alcuni casi è risultato essere illegittimo. Diversi membri delle forze dell’ordine a livello locale, infatti, hanno commesso violazioni consultando impropriamente informazioni personali dei cittadini attraverso il sistema informatico POLIKS, contravvenendo alle disposizioni vigenti. Il documento menziona 50 procedimenti avviati e 23 sanzioni già emesse.

La commissaria ha sottolineato che il numero effettivo di episodi simili non emersi risulta certamente superiore, richiedendo un rafforzamento delle misure di sicurezza da parte della polizia.

Tra i casi documentati figura un agente che ha consultato i dati della sua precedente compagna e dei suoi familiari interrogando il sistema 170 volte. Un secondo operatore ha memorizzato il recapito telefonico di una donna per stabilire un contatto personale. Un terzo funzionario ha ottenuto l’indirizzo di una personalità di rilievo, successivamente destinataria di missive intimidatorie.

Il sistema di riconoscimento facciale non è giustificabile secondo la garante per la privacy

La critica all’ufficio del pubblico ministero di Berlino riguarda invece l’utilizzo di telecamere dotate di software per il riconoscimento facciale in aree pubbliche, con il fine di identificare persone sospette. L’analisi, contesta Kamp, ha evidenziato l’assenza di fondamento normativo per tale impiego.

La commissaria ha dichiarato che l’utilizzo di tecnologie di riconoscimento facciale da parte degli organi di sicurezza costituisce una lesione significativa del diritto costituzionale all’autodeterminazione delle informazioni personali. Ha precisato che non si tratta di interventi di lieve entità, considerando che l’applicazione in spazi pubblici coinvolge numerose persone estranee alle indagini.

Record di segnalazioni e sanzioni amministrative

Nel corso del 2024, i residenti berlinesi si sono rivolti al garante della privacy con 6.063 reclami o istanze informative – il più alto numero di reclami del genere mai registrato. Secondo il rapporto, organismi pubblici e privati hanno comunicato 1.262 episodi di violazione dei dati. Il commissario ha emesso 104 ammonimenti e 164 sanzioni pecuniarie per un importo complessivo di circa 80.000 euro.

Durante la presentazione del resoconto annuale 2024, Kamp ha richiesto un trattamento accurato delle informazioni personali e l’osservanza delle regolamentazioni, includendo le multinazionali tecnologiche, in considerazione dell’evoluzione delle tecnologie di intelligenza artificiale.

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