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Photo by Tobi NDH

All’inizio del nuovo anno il dibattito sul caro affitti a Berlino non si placa. Sulla base dei dati attualmente a disposizione, vivere a Charlottenburg, Mitte o Friedrichshain-Kreuzberg potrebbe infatti costare tra i 1.350 e i 1.550 euro al mese, con affitti oscillanti tra i 12.5 ai 28 euro al metro quadro al mese, mentre canoni inferiori (attorno agli 11,5 euro) si troverebbero nelle zone più periferiche di Spandau, Neukölln e Lichtenberg.

Per questa ragione, lo scorso 22 ottobre il Senato cittadino ha approvato il Berliner Mietendeckel, progetto di legge che inserisce un tetto all’ammontare dei canoni di affitto. Come vi avevamo già anticipato, il provvedimento sarà vagliato dalla Camera dei rappresentanti di Berlino nelle prossime settimane e, se approvato, entrerà in vigore con effetto quasi immediato.

Del provvedimento parla con entusiasmo la senatrice allo sviluppo urbano, Katrin Lompscher (die Linke), la quale ha dichiarato che a breve verrà lanciata anche una campagna informativa per spiegare in modo imparziale, a proprietari e inquilini, tutti gli aspetti di questa nuova disposizione. Si parlerà quindi sia dei possibili vantaggi dell’operazione che dei suoi rischi, legati sopratutto alla possibilità che la Corte Costituzionale possa esprimersi in senso contrario e quindi cambiare di nuovo le carte in tavola.

Due sono le novità introdotte dal provvedimento, caldeggiato dalla cordata rosso-rosso-verde (Spd, Linke e Verdi): la prima è il fatto che gli aumenti dei canoni verranno congelati al 18 giugno 2019 (sebbene sia stato previsto, a partire dal 2022, un aggiornamento annuale limitato all’1,3%, per via dell’inflazione) e la seconda è che i canoni d’affitto verranno fissati a un livello compreso tra 3.92 e 9.80 euro per metro quadro per anno, con aggiunta di un euro per le case con impianti moderni.

Che negli ultimi anni l’aumento degli affitti a Berlino sia stato galoppante è riscontrabile confrontando l’affitto medio di una casa a Berlino nel 2017, pari a circa 8.5 euro al metro quadro al mese, a quello del 2018, pari a 9.3. Tra la prima metà del 2018 e la prima metà del 2019, inoltre, i canoni sono saliti del 4,7%, arrivando a 12.20 euro al metro quadro al mese.

In Germania, tra l’altro, si preferisce affittare, piuttosto che acquistare, e questo ha reso il mercato immobiliare uno degli ambiti maggiormente dinamici, e purtroppo anche soggetti a speculazioni selvagge, della produzione di capitale. E con ben 1.45 milioni di appartamenti affittati su un totale di 1,95 milioni di appartamenti presenti a Berlino, appare inevitabile una regolamentazione del caro affitti.

Resta da capire quali saranno le conseguenze di un’eventuale approvazione del provvedimento alla Camera, in termini, ad esempio, di possibile ridimensionamento degli sviluppi residenziali e immobiliari, con diminuzione dei relativi introiti, ma anche di un eventuale aumento degli acquisti di immobili, in controtendenza con la tendenza degli ultimi anni.

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