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In una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas tenutasi sabato a Berlino, nel giorno del trentennale della caduta del Muro, il ministro italiano Luigi Di Maio ha toccato una serie di punti che riguardano i rapporti tra Italia e Germania, l’Europa e la complessa situazione con la Libia.

Riguardo alla questione dell’accoglienza dei migranti, Heiko Maas ha sottolineato il fatto che ci sia bisogno di una risposta europea basata su valori comuni, sulla responsabilità condivisa e sulla solidarietà, soprattutto solidarietà con i Paesi di primo arrivo come l’Italia, “che per troppo tempo sono stati lasciati soli a gestire il flusso migratorio”.

A questo proposito ha garantito che sarebbero già in corso di accordi di ripartizione di persone soccorse nel Mediterraneo tra Germania Francia e Malta. “La Germania darà un contributo sostanziale in questo senso” ha ribadito “e portare avanti la riforma del sistema europeo comune dell’asilo sarà una priorità del semestre di presidenza tedesca, nella seconda metà del 2020″.

Ricordando poi il trentennale della caduta del Muro di Berlino, il ministro Maas ha ringraziato Di Maio per il fatto di unirsi alle celebrazioni cittadine e ha ribadito l’importanza della memoria, soprattutto in un momento in cui “la nostra missione è quella di continuare a lavorare per un’Europa forte e unita, specie ora che qualcuno la vuole distruggere“.

Di Maio ha ringraziato la Germania, “sempre disponibile quando si tratta di ricollocare i migranti che approdano sulle coste italiane” e che “risponde sempre per prima e dovrebbe essere un esempio per tanti altri Paesi europei”. Ha inoltre sottolineato la necessità di superare il regolamento di Dublino e di arrivare all’asilo unico europeo e dichiarato che in Italia nessuno ha intenzione di uscire dall’Unione Europea.

“Le posso assicurare che in questo momento in Italia non c’è alcuna forza politica in parlamento che chieda di uscire dall’euro o dall’UE” ha dichiarato Di Maio “questa è una cosa che fino a qualche anno fa poteva suonare strana o essere ritenuta impossibile e invece ormai la comunità politica italiana conviene sul fatto che tutti gli apparati e le istituzioni dell’Unione Europea debbano essere rafforzati, ma debbano restare”.

Ha inoltre sottolineato la necessità che l’istituzione elettiva del Parlamento europeo acquisisca più forza, anche in relazione alle dinamiche di formazione della Commissione.
Ha infine concordato con Heiko Maas nel ritenere che tutto questo debba andare nella direzione delle grandi sfide che i singoli Stati membri non possono affrontare da soli.

Se qualcuno a livello europeo si illude di poter affrontare dinamiche commerciali ed economiche internazionali da solo, non ha capito con cosa ci stiamo misurando” ha infine dichiarato Di Maio, per poi concludere con: “L’auspicio è che l’Unione Europea possa essere in futuro ancora più forte, in modo da poter affrontare delle grandi sfide, economiche, commerciali e politiche”.

A proposito della questione libica, il ministro degli Esteri italiano ha criticato le interferenze internazionali nelle vicende interne della Libia, ribadendo la necessità di una de-escalation e di un embargo sulle armi. Ha inoltre aggiunto che l’Italia continua a fare pressioni sul governo libico affinché migliori il memorandum firmato con il nostro Paese, in modo che l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) entrino nel processo di gestione degli sbarchi e di accoglienza dei migranti.

La nostra grande preoccupazione è sul terrorismo, prima ancora che sui migranti” ha però ribadito Di Maio, parlando del fatto che a poche centinaia di chilometri dalle coste siciliane ci sia un potenziale di rischio legato all’intensificarsi del conflitto civile libico.

“Ci sono 700.000 migranti a piede libero in Libia, circa 2.000 nei centri di detenzione. Noi vogliamo migliorare le condizioni di entrambe le parti, con l’Unhcr e con l’Oim, ma non rinunciamo a cooperare e a sostenere la Guardia costiera libica” ha concluso il ministro italiano”.

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