di Chiara Giorgi

Nell’ambito della prima rassegna cinematografica “Cinema e diversità-Kino un Vielfalt“, organizzata da Artemisia e.V. Inklusion für alle in collaborazione con il cinema Klick Kino, il 12 novembre alle ore 11,00 verrà presentato il controverso film documentario di Thomas Binn “Ich du Inklusion” (in tedesco, con sottotitoli in inglese), del 2017.

La rassegna è proposta e curata da Chiara Giorgi, insegnante di sostegno, e Valeria Reghenzani, psicomotricista, entrambe del direttivo di Artemisia e figure che, con la loro professionalità e impegno, hanno contribuito alla fondazione dell’associazione, attualmente legalmente riconosciuta in Germania.

Oltre a parlare di temi specifici, la rassegna ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi che riguardano le persone diversamente abili e favorire il dialogo con le associazioni tedesche preposte alla salvaguardia dei loro diritti.

“Ich du Inklusion” è un documentario sulle necessità e le difficoltà dell’inclusione delle persone diversamente abili in Germania e una riflessione sul suo sistema scolastico.

Nel 2009 la Germania ha firmato la Convenzione europea per i diritti delle persone disabili, tra le cui misure figura l’inclusione delle stesse a pieno titolo nella società e nella scuola. Ciò significa che la Germania si è impegnata, sulla carta, a eliminare le scuole e le classi speciali, o differenziali, e ad aprire i luoghi di lavoro alle persone diversamente abili.
L’intento del documentario in questione è quello di dimostrare, dopo tre anni di riprese girate all’interno di una classe dove normodotati e disabili convivono, che il modello dell’inclusione è fallimentare, che non può funzionare. Almeno non senza una cosa “vile”: il denaro. Ebbene sì: la penuria di risorse e di personale colpevoli del mal funzionamento del modello inclusivo sarebbero esclusivamente dovuti al mancato stanziamento di fondi da parte del Ministero della Pubblica Istruzione e qui dobbiamo aggiungere: tedesco.

Eppure siamo in Germania: qui l’economia va a gonfie vele, non conosciamo barriere architettoniche , l’efficienza dei servizi e della burocrazia farebbe invidia a un novello Kafka. Eppure dopo nove lunghi anni quella firma è ancora solo sulla carta e un regista, che nella scuola lavora dall’interno e che per quasi tre anni ha filmato i suoi bambini, ci dimostra che l’inclusione è solo un’illusione. Come quella firma. È come se la Germania avesse firmato un assegno a vuoto, pur avendo le tasche piene.

Allora perché questa terra così all’avanguardia e così invidiata dal resto dell’Europa, con i forzieri traboccanti e le risorse illimitate, non investe sul sistema scolastico? Ma forse è sbagliato dire che la Germania non investe sulla scuola, forse dovremmo precisare che non investe sull’inclusione; forse perché la ritiene un’illusione poco confacente a una società ben organizzata, efficiente e padrona dell’Europa.

Forse questa è stata solo la beata illusione di un popolo “fannullone e corrotto” del sud Europa, che una mattina si è svegliato sognando un mondo dove pazzi e normali convivono. Quarant’anni fa, infatti, l’Italia ha fondato una scuola dove alunni “normodotati” si lasciano distrarre, trascinare indietro per alcune cose e avanti per altre, sicuramente con ritmi sincopati, non lineari e seguendo percorsi che a volte portano fuori strada, dai loro compagni “diversi”, ma rimanendo compatti. Tutti insieme seguono il flusso di una vita che può avere senso solo nello stare vicini, qui e ora, anche in modo imperfetto e disorganizzato. L’obiettivo è imparare a convivere nonostante i difetti, le imperfezioni, i ritardi e capire come accogliere, tollerare e, perché no, amare, chi non ci somiglia. La sfida è comprendere che l’essere umano è complesso, che tutti noi andiamo avanti per poi tornare indietro, che non siamo lineari, ma che procediamo a volte alla cieca, senza sapere dove andiamo e perché, ma che giorno per giorno, condividendo gli stessi spazi e tempi, possiamo aiutarci e, forse, trovare un orientamento nel caos della vita. Questo dovrebbe essere il senso ultimo dell’inclusione.

Artemisia e.V. Inklusion für alle vuole essere un punto di aggregazione per coloro che si confrontano quotidianamente con la disabilità in Germania, e offrire una opportunità di dialogo e supporto per le persone che, provenendo da una cultura differente, talvolta fanno fatica ad inserirsi in un contesto diverso da quello di provenienza.
Il fine ultimo è quello di costruire insieme una società che sia in grado di dare valore e opportunità ad ogni individuo rispettandone le specifiche qualità, creando opportunità di inserimento scolastico, lavorativo e sociale che permettano di sviluppare competenze e strumenti sempre più all’avanguardia per le persone diversamente abili e favorendo e valorizzando il rapporto umano.
Capire le differenze che ci dividono, aiuta a superare i limiti dell’indifferenza.

Informazioni sulla proiezione del documentario

Dove: Klick Kino, Windscheidstr. 19, 10627 Berlin – www.klickkino.de
Come: S-Bahn Charlottenburg -U-Wilmersdorfer Straße – U-Sophie-Charlotte-Platz
Quando: domenica 12 novembre, a seguire lunch-aperitivo e dibattito a tema
Costo del biglietto: 8 Euro (bevande e lunch a parte)
Potete trovare qui maggiori informazioni

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