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Sulle tracce della Little Italy berlinese di fine Ottocento – Progetto di Citizen Science

Di Mirian Franchina

A Berlino vivono oggi quasi 34.000 dei circa 630.000 cittadini italiani residenti in Germania. I movimenti migratori si intrecciano con la storia della città, nata dall’incontro fra insediamenti slavi e germanici, e con le cupole gemelle al Gendarmenmarkt che ricordano un Wir schaffen das ben anteriore a quello di Merkel.

Dal 2023, il Museum Pankow si interessa all’ondata che, negli ultimi trent’anni dell’Ottocento, vide cittadini del neonato Regno d’Italia insediarsi nella capitale del quasi coetaneo Impero tedesco. La Staatsbibliothek zu Berlin, insieme al Museo e al Berliner Geschichtsverein Nord-Ost, lancia il progetto di ricerca partecipativa Italien in Berlin, chiamando a raccolta curiosi e volontari per far ricerca e trasformarne i risultati, a più voci e più mani, in nuovi formati per il pubblico.

Little Italy a Prenzlauer Berg: la musica fra imprenditoria e arte di strada

Insieme a polacchi, turchi, siriani, indiani, ucraini e mille altri, anche gli italiani sono parte del mosaico di Berlino, che in questi giorni si confronta coi risultati delle urne: una candidata sindaca con genitori nati in Turchia, e un partito in ascesa per cui l’etichetta “bio-deutsche” non è destinata a salsicce e crauti.

Didascalia: Gelateria della famiglia Ramondini sulla Kollwitzplatz © Museum Pankow

Prima dei più conosciuti Gastarbeiter del secondo dopoguerra, tra il 1871 e il 1914 circa 14 milioni di italiani lasciarono il Paese. Fra chi scelse la Germania (147.000 nel 1907, concentrati già allora nell’ovest e nel sud), molti muratori, stuccatori, scalpellini e terrazzieri che provenivano dalle regioni rurali del Settentrione. Alcuni di questi Wanderarbeiter, finita la stagione, rimpatriavano attraversando il San Gottardo in treno, che dal 1894 si era dotato di appositi scompartimenti di terza classe per i migranti italiani. 

Oggi come allora, Berlino non era fra le mete più popolari. Nel 1900, vi vivevano circa 1.300 italiani, di cui circa 250 si concentravano tra Pappelallee, Schönhauser Allee e Buchholzer Straße. È su questa “Little Italy” nel cuore di Prenzlauer Berg che si concentra il progetto Italien in Berlin. 

“Musica di Strada”. Foto: bpk / Kunstbibliothek, SMB, Photothek Willy Römer /
Willy Römer

“Musica di strada”: organi a manovella e melodie incise su rulli

La mostra “Musica di strada”, da poco conclusasi, raccontava una delle specializzazioni più curiose: la produzione di organi a manovella (o Drehorgeln), strumenti facilmente trasportabili che riproducevano melodie incise meccanicamente su dei rulli. Nel 1891, l’azienda Cocchi, Bacigalupo & Graffigna trasformò questo savoir-faire in una vera e propria industria, lanciando anche gli orchestrion: ingombranti antenati del jukebox che riproducevano vari strumenti e intrattenevano soprattutto gli avventori di sale da ballo e ristoranti.

Perché, va da sé, con gli italiani si muoveva anche la gastronomia, per rinfrancare gli stomaci espatriati e ammaliare quelli degli autoctoni più audaci. Ma, è il caso di dirlo, la musica non era uguale per tutti e accanto a storie di successo, c’erano italiani che si barcamenavano suonando armoniche per i passanti ed esibendosi con scimmie ammaestrate sui treni cittadini.

Didascalia: Ragazzi italiani si esibiscono con una scimmeitta sulla Stadtbahn di Berlino, disegno del 1893 per la rivista Die Gartenlaube. Foto: various, Public domain, via Wikimedia Commons

Ora tocca ai cittadini: dagli archivi alla divulgazione

C’è ancora molto da indagare sull’affascinante storia di questa Little Italy, e la Staatsbibliothek zu Berlin vuole farlo a più mani con un progetto di Citizen Science. Come suggerisce il nome, l’idea è che i cittadini curiosi non siano soltanto pubblico, ma che vengano coinvolti nella ricerca fin dalle prime battute per poi organizzare insieme mostre ed iniziative. Non serve una laurea in storia: basta una buona dose di curiosità per scavare nel passato e immaginarsi formati di divulgazione per il presente. 

Si parte il 5 novembre con un primo incontro alla Staatsbibliothek di Unter den Linden, seguito da altri due workshop, per fare la conta dei volontari e capire come si può curiosare negli archivi, sfogliare vecchi indirizzari, trascrivere e interpretare fonti, rintracciare luoghi e famiglie. Ma, soprattutto, si vuole decidere insieme come trasformare i risultati delle ricerche in formati interattivi e accessibili. Un progetto già in cantiere è una mappa interattiva della Berlino italiana per chi vuole ripercorrere botteghe, caffè, dimore e luoghi legati a questa migrazione. Un altro è una mostra digitale, per portare la Little Italy berlinese di fine Ottocento a chi la scoprirà da lontano. 

Illustrazione di Margherita Riccardi

Nella Citizen Science il percorso si costruisce passo passo, mettendo insieme competenze, curiosità e prospettive diverse, un po’ come il mosaico di Berlino. La direzione, quindi, non è già tutta tracciata: nuove domande, storie di famiglia e piste di ricerca potranno nascere anche da chi sceglierà di partecipare. Per saperne di più, potete consultare questo link.

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