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Clara Usón: ‘Con Vox la Spagna rischia un ritorno al passato’

(Adnkronos) – “Non sono molto ottimista sulla tenuta della democrazia in Spagna. Temo che si stia ripresentando una regressione, con circostanze che ricordano in parte quelle che favorirono l’avvento del franchismo”. È l’allarme lanciato dalla scrittrice spagnola Clara Usón, una delle cinque finaliste del Premio Lattes Grinzane 2026 con il romanzo ‘Le belve’, pubblicato in Italia da Sellerio, intervistata dall’Adnkronos sulla situazione politica in Spagna durante un incontro nella sede della Fondazione Bottari Lattes, a Monteforte d’Alba, nel Cuneese. Nel quadro politico spagnolo, segnato dalla crescita della destra radicale di Vox e dalle prospettive di nuove elezioni anticipate il prossimo 29 novembre, Usón richiama i rischi legati alla perdita della memoria storica e alla progressiva disaffezione verso la democrazia in Spagna. “Io ho vissuto un po’ il franchismo: quando è morto il dittatore Francisco Franco avevo 14 anni. I giovani di oggi, invece, secondo me non sanno che cosa abbia significato, perché manca la memoria storica e quasi non arrivano a studiarlo: si fermano prima”. 

Secondo la scrittrice, questa distanza dal passato contribuisce a una rilettura idealizzata della dittatura. “La storia è comunque un racconto: la si può raccontare da una parte o dall’altra e, così, il franchismo finisce per essere idealizzato”. Usón sottolinea inoltre come il Partito popolare spagnolo non abbia mai condannato il franchismo. La scrittrice individua nella crescita di Vox un segnale particolarmente preoccupante, anche alla luce delle difficoltà delle istituzioni democratiche e della crisi di fiducia nella politica. “Si stanno ripresentando circostanze in parte simili a quelle del passato: c’è incertezza, c’è una crisi importante, ci sono governi impotenti o che decidono di non agire, perché non hanno il coraggio di farlo. Tutto questo alimenta il populismo e la crisi della democrazia”. 

A preoccupare Usón è soprattutto l’atteggiamento delle nuove generazioni, sempre più inclini, a suo giudizio, a dubitare dell’efficacia del sistema democratico. “I giovani non credono più che la democrazia sia qualcosa di utile, che funzioni». Un orientamento che si rifletterebbe anche nel consenso raccolto dalla formazione di estrema destra: «È una novità vedere quanti giovani spagnoli simpatizzino oggi con Vox. Pare che circa il 40% voterebbe per loro: è un dato importante”. Usón precisa di non voler generalizzare il giudizio sulle nuove generazioni, ma considera il fenomeno un campanello d’allarme. Il rischio, nella sua lettura, è che la combinazione tra crisi, incertezza e indebolimento della memoria storica renda nuovamente accettabili soluzioni politiche autoritarie. “Nessuno si aspettava che Franco sarebbe arrivato al potere quando poi si instaurò. Avrebbe potuto essere lui o qualcun altro: le circostanze portarono al governo un criminale. Temo che possa ripetersi una regressione di questo tipo”. (di Paolo Martini) 

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