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Germania: in vendita l’isola sul Müggelsee, oggi è un’oasi naturale protetta

Una piccola isola inaccessibile al pubblico, coperta di vegetazione spontanea e abitata da uccelli acquatici, è diventata oggetto di una disputa politica a Berlino. Il governo federale ha infatti avviato le procedure per cedere i due terreni che compongono Müggelwerder, nello specifico Seestraße 82 e 82a, una proprietà di 8.000 metri quadrati, che fanno parte dell’isola sul Müggelsee. Christiane Worring, portavoce della BImA, la società di gestione immobiliare che se ne occupa, prevede che la vendita avvenga entro l’anno. 

Lo Stato, in questo caso, non metterà un prezzo fisso: gli interessati presenteranno offerte individuali entro un termine stabilito. Il mandato dell’istituto è vendere, alle migliori condizioni possibili, gli immobili non indispensabili. 

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La prima testata a dare la notizia è stato Berliner Morgenpost.

Le preoccupazioni del distretto di Treptow-Köpenick

Sul mercato immobiliare berlinese, il Müggelsee è un sito di enorme valore. I dati di ImmoScout indicano prezzi intorno ai 5.000 euro al metro quadrato per gli immobili residenziali sulla sponda opposta a Rahnsdorf. Un’isola lacustre, isolata e silenziosa, avrebbe sulla carta tutti i requisiti per quotazioni elevate.

In realtà, perrò, qualsiasi sviluppo edilizio sull’isola è escluso: Müggelwerder è soggetta a tutela ambientale e si trova nel bacino idrico dell’acquedotto di Friedrichshagen. È su questo scarto tra attrattiva commerciale e vincoli normativi che si concentrano i timori delle autorità locali. Il sindaco di distretto Oliver Igel (SPD) ha dichiarato alla radio locale rbb che la priorità è rendere chiaro a tutti i soggetti coinvolti che sull’isola non si realizzeranno abitazioni né grandi complessi residenziali e che i margini di guadagno sono inesistenti. Il vero rischio, secondo Igel, è di natura prospettica: un acquirente privato potrebbe esercitare pressioni sul distretto e sul Senato per allentare i vincoli, aprendo la strada a progetti oggi esclusi dalla normativa.

La storia di Müggelwerder e i possibili rischi di contaminazione

La storia di Müggelwerder attraversa quasi tutto il Novecento, con destinazioni d’uso radicalmente diverse. Agli inizi del secolo sull’isola operava un ristorante per escursionisti; nel 1938 il complesso fu ceduto a una società alberghiera. Durante la Seconda Guerra Mondiale i nazisti lo convertirono in un campo per lavoratori stranieri. Dopo il 1945 l’Armata Rossa confiscò i terreni per allestirvi un ospedale da campo e gli edifici già esistenti furono usati per ospitare il personale infermieristico.

Con la DDR, dal 1956, l’isola si trasformò in sede di istituti di ricerca, che ne sfruttavano l’isolamento per attività scientifiche. Dopo la riunificazione, i terreni transitarono attraverso l’Amministrazione del Senato per la Scienza e l’associazione per la ricerca di Berlino, che vi ospitava l’Istituto per l’ecologia delle acque e la pesca interna, prima di passare definitivamente allo Stato. Tutte queste attività hanno avuto un impatto in termini di contaminazione del sottosuolo nel sottosuolo. Secondo BImA, la zona di Seestraße 82a è iscritta nel catasto berlinese dei siti contaminati come area sospetta.

Un ecosistema prezioso

Müggelwerder è oggi considerata dall’Amministrazione del Senato di Berlino per l’Ambiente tra le aree urbane a maggiore valore ecologico. Dopo anni di disuso, infatti, la natura ha preso il sopravvento e oggi l’isola rientra nella zona di habitat fauna-flora “Müggel­spree-Müggelsee”, un sistema che comprende il lago, la Müggelspree, il Fredersdorfer Mühlenfließ e altre zone umide e boschive nel sud-est della città. Secondo l’Ufficio federale per la protezione della natura, vi sopravvivono antichi boschi di querce, paesaggi paludosi e specie come il castoro, la lontra e la sterna minore, quest’ultima a rischio di estinzione a livello nazionale.

Una porzione dell’isola ricade inoltre nell’area naturale e paesaggistica protetta “Müggelsee und Fredersdorfer Mühlenfließ”, la cui designazione risponde, tra l’altro, all’esigenza di preservare un ecosistema lacustre integro per le generazioni future.

Il sindaco Igel ha suggerito che, in una città sottoposta a pressione urbanistica costante, debbano esistere aree preservate dalla costruzione, da restituire alla natura.

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