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GNL, energetica USA diventa il principale fornitore della Germania. Da Putin a Trump?

Dalla crisi energetica causata dall’invasione russa dell’Ucraina, la Germania ha continuamente cercato alternative al gas russo, puntando con decisione sul gas naturale liquefatto (GNL).

Nel 2024, la quasi totalità delle importazioni tedesche di GNL è risultata provenire dagli Stati Uniti (il 91%, secondo i dati del BDWE, l’Associazione Federale delle Industrie dell’Energia e dell’Acqua). Questo trend si è ora consolidato ulteriormente grazie all’accordo strategico con una delle maggiori società energetiche statunitensi.

Venture Global: nuovo leader del gas liquefatto in Germania

Il gas naturale liquefatto statunitense ha rappresentato, sempre nel 2024, circa il 13,5% del fabbisogno complessivo di gas naturale della Germania. Tuttavia, questa quota è destinata a salire significativamente in seguito all’accordo di estensione della partnership tra la società americana Venture Global e l’importatore tedesco Sefe, ex Gazprom Germania.

L’accordo prevede la fornitura di ulteriori 0,75 milioni di tonnellate di GNL all’anno per i prossimi vent’anni, provenienti dal terzo impianto di Venture Global, CP2. Sommando i nuovi quantitativi a quelli già previsti dai contratti esistenti, la fornitura annuale complessiva per la Germania raggiungerà i tre milioni di tonnellate e secondo l’energetica americana, questo la renderà con tutta probabilità il maggiore fornitore di GNL della Germania.

Finora, Venture Global ha già inviato nel Paese quasi 80 carichi di gas liquefatto dai propri terminali di Calcasieu Pass e Plaquemines, una quantità sufficiente per coprire i consumi annuali di circa otto milioni di famiglie tedesche.

Un accordo strategico per Berlino e per il mercato europeo

Per il CEO di Venture Global, Mike Sabel, l’intesa rappresenta non solo un rafforzamento della collaborazione con la Germania, ma anche un passo importante per la sicurezza energetica dell’intera Europa. “Vogliamo giocare un ruolo leader nel garantire la sicurezza e l’accessibilità dell’approvvigionamento energetico non solo per la Germania, ma anche per il resto del mercato del gas europeo”, ha dichiarato Sabel.

Questa strategia punta a rafforzare l’autonomia energetica del continente, ma solleva anche interrogativi sulla nuova dipendenza da fornitori non europei, in particolare in un momento di incertezza politica negli Stati Uniti.

Ostacoli e lentezze nello sviluppo dell’infrastruttura GNL in Germania

Nonostante l’aumento delle importazioni, tuttavia, il ruolo del GNL nella fornitura energetica tedesca resta inferiore alle aspettative. A fronte di una previsione che attribuiva al gas liquefatto un terzo della copertura del fabbisogno, infatti, nel 2024 il GNL è risultato solo l’8% del gas consumato in Germania.

Le cause sono molteplici. Dei cinque terminal di GNL previsti, solo tre risultano operativi. Inoltre, sono emersi problemi nella gestione delle infrastrutture. È ad esempio il caso della nave “Energos Force”, di proprietà della società statale Deutsche Energy Terminal (DET), subaffittata a un’azienda egiziana. La nave, invece di scaricare GNL a Stade, in Bassa Sassonia, come previsto, è stata impiegata all’estero, sottraendo risorse alla rete tedesca.

Nuove sfide, nuovi rischi

La Germania compie quindi un nuovo passo nella direzione di un’autonomia energetica slegata dalla Russia, ma il rafforzamento dei legami con fornitori statunitensi lascia il campo a nuove sfide, in primis quella di un urgente adeguamento tecnico e infrastrutturale.

Nel frattempo, il passaggio “dalla Russia agli USA” potrebbe tradursi in un cambio di dipendenza energetica, con nuove implicazioni geopolitiche ed economiche non meno scomode di quelle già sperimentate in precedenza. Questo ribadisce la necessità, per la Germania e per l’Europa, di diversificare il più possibile i partner energetici.

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