Teilhabegesetz: la nuova legge sulla partecipazione sociale dei diversamente abili attira critiche e contestazioni

2 February 2017

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di Amelia Massetti

All’inizio di dicembre il governo federale tedesco ha ratificato le nuove regole sulla Teilhabegesetz e quindi sul diritto alla partecipazione sociale delle persone diversamente abili. Secondo AbilityWatch e altre associazioni di persone diversamente abili, però, questa legge non ha tenuto conto che in minima parte delle proposte avanzate in due anni di dimostrazioni e rivendicazioni avanzate dalle persone diversamente abili ed è considerata da alcuni addirittura vergognosa.
Ricordiamo che a novembre le proteste del movimento “Nicht ohne uns” erano addirittura culminate con un bagno nella Sprea, di fronte al Bundestag. Diverse persone appartenenti alle associazioni di non vedenti e non udenti, tra cui la ex ministra federale dei diritti dei disabili Verena Bendele, nuotatrice e vincitrice alle paralimpiadi, in quella circostanza si sono infatti tuffate nelle gelide acque del fiume per simboleggiare quanto la politica sia congelata nella sua distanza dalle rivendicazioni delle persone diversamente abili.

Come fondatrice e rappresentante del progetto Artemisia, ho partecipato con molto interesse all’incontro di AbilityWatch, che ha trasmesso in streaming le decisioni del Bundesministerium in proposito.
In questo interessante incontro ho avuto modo d’intervistare Laura Monica Oprea della RUHR-UNIVERSITÄT BOCHUM, attiva sul tema in più ambiti, sulle nuove regole del Bundesteilhabegesetz. 

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Come mai non siete soddisfatti dell’approvazione delle nuove regole? Potrebbe spiegarmi meglio quali sono i punti, concretamente?

Non siamo soddisfatti di queste regole perché in Germania la ratificazione del 2009 non apporta il miglioramento auspicato, ossia che venga aumentata la soglia di risparmio per le persone diversamente abili, che è passata da 2,600€ a 5,000€. Questa soglia non corrisponde alle richiesta avanzata dalle persone diversamente abili e dalle associazioni che si sono pronunciate in proposito. Ci sono state, dal 2015, tante dimostrazioni di protesta dal nome “Nicht ohne uns – Nicht über uns” (Non senza di noi – Non sopra di noi), perché queste scelte non rispettano il desiderio e la libertà di partecipazione sociale delle persone diversamente abili in Germania.
Noi della Freie Universität von Bochum Autonom Referent per persone disabili, insieme anche ad altri referenti, abbiamo per due anni duramente sottolineato che le persone vengono usate come oggetti oggetti e l’unico focus sulle spese che lo Stato deve investire per l’assistenza delle persone diversamente abili e non sulle loro potenzialità e diritti.
Ognuno di noi è invece una persone unica e ha un potenziale che non viene riconosciuto nel mondo del lavoro. Anche giovani accademici diversamente abili hanno serie difficoltà per l’inserimento lavorativo.

Puoi spiegarmi meglio?

Relativamente all’assistenza, soprattuto nelle case-famiglia (Heim), la legge non supporta le reali esigenze dei diversamente abili e non dà loro l’opportunità di fare una scelta individuale. Nelle case-famiglia vivono infatti più persone, che devono partecipare tutte insieme a un’attività, anche se non esattamente in linea con le inclinazioni personali: questo significa sacrificare e non rispettare le individualità di ciascuno.
Questo problema ad esempio riguarda anche me. Io infatti vengo da Bochum e spesso non posso andare alle partite, cosa che mi piace molto fare, perché gli altri devono andare tutti insieme magari al cinema o a teatro.

La persona diversamente abile può usufruire del budget personale (TPB)?

Certo, può utilizzarlo anche in questa forma, ma è l’assistenza pooling (comune) “Masse statt klasse” che viene messa qui in discussione, perché non viene rispettata la specificità delle persone. Il punto è che si tende a ridurre il personale legato a richieste specifiche e individuali e si utilizza un target di massa che non tiene conto delle esigenze particolari.
Anche per coloro che studiano non sono stati approvati alcuni articoli che avevamo proposto, perché si pensa a quanto vali sempre e solo in termini di monetizzazione e non alla volontà della persona di imparare o di voler continuare un percorso accademico non immediatamente convertibile in un utile professionale. Il fatto che in queste valutazioni vengano messi sulla bilancia sempre fattori economici, determina di fatto una stigmatizzazione delle persone diversamente abili.
Tutte le persone che sono qui hanno lottato per mesi per migliorare questa legge, ma non dobbiamo credere che se abbiamo raggiunto un piccolo risultato, di cui loro non si vergognano, questa battaglia per noi sia finita.

Dal dibattito generale

Gli attivisti di Ability Watch non sono soddisfatti di queste regole e non ritengono che la lotta sia finita. Dopo tanti anni non è cambiato molto e questa sconfitta dovrebbe essere l’inizio della rinnovata consapevolezza che i diversamente abili possano costituire un movimento politicamente rilevante, capace di esercitare pressioni e contestare leggi percepite come ingiuste.
Questo obiettivo si può e si deve perseguire mettendo in luce, attraverso i media, le testimonianze di chiunque possa fornire un parere qualificato sulle questioni esaminate. In questo caso specifico sarebbe sicuramente utile che si esprimesse chiunque conosca veramente e direttamente la pressione vissuta dalle persone diversamente abili quando vengono obligate a vivere nelle case-famiglia. La maggiore frustrazione, in questi casi, è il fatto che non venga offerta loro l’opportunità di avere davvero una vita propria, indipendente, perché in qualche modo questo aumenta i costi di sostentamento.
Il tutto è complicato dal fatto che la formulazione della legge sia difficile da comprendere, sia per le persone diversamente abili che per coloro che se ne prendono cura, anche e soprattutto al fine di poterne correggere le eventuali lacune. A questo proposito si impone una riflessione collettiva, che implichi la valutazione del modello proposto per ogni regione e delle stesse basi su cui questa valutazione si articola.

Prossimi appuntamenti

12° Incontro Artemisia
Tema: “Nicht ohne uns nicht Über uns”- La legge sulla partecipazione sociale (Bundesteilhabegesetz)
Quando: Il 14 febbraio
Orario: alle ore 18.00
Dove: presso l’ANE – Arbeitskreis Neue Erziehung e. V. (2° cortile-2°piano)
Indirizzo: Hasenheide 54, 10967 Berlin
Come: U7 Südstern

Interverranno:
Amelia Massetti: fondatrice Artemisia-introduzione
Laura Monica Oprea: RUHR-UNIVERSITÄT BOCHUM
Autonomes Referat für Menschen mit Behinderungen
und sämtlichen Beeinträchtigungen (AR-MBSB)
Allgemeiner Studierendenausschuss (AstA)

L’incontro sarà in tedesco e in Italiano (nach bedarf mit Übersetzung)

Amelia Massetti, in qualità di vincitrice del premio “Italiani dell’anno”, interverrà inoltre il 17 febbbraio su Radio Colonia, alle ore 18.00. In questa circostanza verrà intervistata insieme all’altro vincitore, il giovane imprenditore Gianluca Segato.

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