Come entrare al Berghain di Berlino? I consigli dell’esperto

18 agosto 2012

Share Button
© Nicor (CC BY-SA 2.5) - photo remixed by Il Mitte

© Nicor (CC BY-SA 2.5) – photo remixed by Il Mitte

Premessa: questo articolo vi fornisce alcuni accorgimenti fondamentali che vi permettaranno di aumentare esponenzialmente le vostre possibilità di entrare al Berghain/Panorama Bar, uno dei club più belli e rinomati di Berlino. Pubblicato originariamente su Ota Berlin, ve l’abbiamo tradotto in esclusiva.

di Evo Lucian 

Ho una certa esperienza nel campo: spesso mi hanno fatto entrare, e altrettanto e spesso mi hanno rifiutato. Io so perché è successo. Ho anche parlato a lungo con amici delle loro esperienze al Berghain e, ogni volta che mi trovavo in fila, ho osservato le mosse del buttafuori (di cui abbiamo parlato qui), e le apparenti motivazioni che lo spingevano ad effettuare determinate scelte su chi ammettere nel club e chi rispedire a casa.

Alcuni sostengono che non ci siano regole, che si tratti di un processo completamente casuale. Altri, invece, affermano che tutto dipenda dall’umore del buttafuori. C’è anche chi dice che, se non lo siete, dovete fingervi gay. Il fatto è che non esiste una risposta definitiva. Eppure, ci sono degli accorgimenti che potete prendere per aumentare enormemente le vostre possibilità di ingresso.

Non è come andare in un club che esige un determinato dress code – il Felix ad esempio. Lì vogliono che tu abbia addosso determinati vestiti: in quel caso, se sei un uomo, una camicia e delle scarpe eleganti. No, il dress code del Berghain è molto meno definito di così. Ma si potrebbe affermare con una certa sicurezza che, se tu ci vai vestito come andresti al Felix, allora non entrerai. Ugualmente, se indossi indumenti insulsi e banali, probabilmente non entrerai. Allo stesso modo, se ti presenti alla porta d’ingresso con la giacca a vento, difficilmente entrerai. Ma c’è molto altro da dire: ecco i miei consigli.

Suggerimenti preliminari: l’età

Prima di tutto – prima ancora di decidere se andare o meno al Berghain – pensa all’età che dimostri. In generale, il Berghain vuole che i suoi frequentatori abbiano più di venticinque anni. Questo non significa che tu debba necessariamente avere più di 25 anni. Se dimostri quell’età, e allo stesso tempo non gli dai altre ragioni per rifiutarti, allora hai buone possibilità di entrare. Non controllano quasi mai la carta d’identità, da quello che ho visto.

Durante la coda

Mentre sei in coda, non parlare. Non dire nulla. Qui non è questione di parlare tedesco, o inglese, o un’altra lingua. Pare che le persone che chiacchierano durante la fila non vengano fatte entrare. Quindi stai zitto, anche per mezz’ora o più di coda. E se proprio devi dire qualcosa, fallo il più piano possibile. Quando arrivi alla porta, non sembrare troppo ansioso. Mantieni un atteggiamento rilassato, anche se sotto sotto sei terribilmente nervoso (lo so, è solo un club – ma è un club davvero bello, e uno di quelli da vedere assolutamente a Berlino).

Non essere troppo ubriaco. Se sei un po’ brillo, agisci come se fossi completamente sobrio. Non presentarti sotto effetto di droghe! Se ne accorgeranno, guardandoti negli occhi, e ti chiederanno di farti da parte. Questo significa che sarai rimbalzato. Quando è il tuo turno, non andare avanti e fermati esattamente di fronte al buttafuori. Resta dietro all’ultima transenna. Aspetta. Rimani tranquillo. A quel punto, il buttafuori ti chiederà quanti siete: “Wieviel sind Sie?”. Tu rispondi soltanto “Wir sind zwei”, “Wir sind drei”, e così via.

In quanti andare?

Non andate al Berghain in gruppi maggiori di tre persone. Se siete in tre, cercate di non essere solo ragazze o solo ragazzi. Se potete, mescolatevi. La soluzione migliore è essere in due. Tendenzialmente, le coppie (ragazza e ragazzo, due ragazzi) entrano, specialmente se rispettano tutti gli altri requisiti di cui vi ho parlato. Anche chi va da solo di solito entra. Tra amici, è probabilmente una buona idea mettersi d’accordo prima che, in caso qualcuno venga rimbalzato, tutti accettino il responso e decidano di spostarsi da un’altra parte; non attendere davanti alla cassa per vedere se fanno entrare anche i tuoi amici. Non ti è permesso stare sulla soglia ad aspettare, né insistere con lo staff sul fatto che siete tutti insieme.

Spesso, infatti, i membri del club cacciano via quelli che – pur avendo già superato il buttafuori – si fermano lì, incerti sul da farsi; ciò succede anche se notano qualcosa di cui il buttafuori non si è accorto, ad esempio che la persona in questione sia sbronza o sotto effetto di droghe. Quindi: continua a rimanere calmo mentre ti perquisiscono e mentre paghi. Se hai una macchina fotografica con te, devi lasciarla in cassa: in cambio, riceverai un gettone (valido per il recupero dell’oggetto). Questo servizio è gratuito. Sei salvo solo dopo che hai pagato e sei arrivato nell’area del piano terra in cui c’è il guardaroba.

Gay-friendly

Comunque, tornando al discorso iniziale, qualche altro consiglio per affrontare i buttafuori: essere gay aiuta, ma non significa “ingresso assicurato”. Ricordatevi anche tutti gli altri indizi. Fingere di essere gay in modo spudorato durante la coda, invece, avrà probabilmente l’effetto opposto a quello sperato. Ricordatevi che il Berghain non è un club per gay. É gay-friendly, certo, ma quello che vogliono è avere una clientela molto eterogenea.

Che cosa cercano nelle persone che fanno entrare?

Cercano persone fighe, open-minded, rilassate. Sia etero, sia gay. Vogliono gente che, una volta dentro, si senta a suo agio, non minacciata. Vogliono anche proteggere la loro clientela omosessuale da ogni tipo di look, parola o gesto sgradevole. Quando ti trovi alla porta, dimostra loro di essere cool, rilassato e di ampie vedute, e che non ti scioccherà vedere due uomini in atteggiamenti intimi. Vestirsi alla moda aiuta, perché dimostra che sei in buoni rapporti con il tuo lato femminile. Avere uno stile unico e leggermente “dark” potrebbe valerti un “geh weiter” (“vai avanti”). Allo stesso tempo, però, non vestirti in modo eccessivo. Non strafare. E soprattutto, non indossare abiti noiosi.

Cosa indossare?

Indossare una sciarpa va sempre bene. Amano le sciarpe. Se dimostri di essere una persona stilosa, probabilmente ti faranno entrare. Ciò non significa che anche un ragazzo in t-shirt e jeans non possa entrare, ovviamente. Cercano anche persone di quel tipo. Una volta, un mio amico è stato rimbalzato – almeno, così è parso – perché era rasato. La volta successiva ha indossato un cappello ed ha funzionato, poi si è fatto crescere i capelli di qualche centimetro, e anche in quel caso è andata bene. Ma non credo che questo sia un punto importante, visto che anch’io, in passato, alcune volte sono entrato al Berghain con la testa rasata di fresco. Per essere più sicuro, comunque, adesso mi metto un cappello di lana. E mi sembra che a loro anche così vada bene.

Quando entrare al Berghain? 

Il sabato notte è probabilmente il momento peggiore, soprattutto tra le 2 e le 4, perché è il periodo di tempo in cui ci vi si recano tutti i turisti. Va un po’ meglio il venerdì notte, ma se ci arrivate troppo tardi – verso le sette di mattina ad esempio – potreste rischiare di imbattervi in un locale fin troppo tranquillo.

Prendete nota: la domenica mattina, tra le 5 e le 8, sembra essere uno dei momenti migliori per andarci, la coda quasi non c’è. Se dimostrate anche di essere ragionevolmente sobri, siete a cavallo. Anche la domenica pomeriggio è una buona scelta. Spesso è quello l’orario preferito dai berlinesi, visto che comunque il club resta aperto almeno fino alle due del lunedì mattina; se la serata è interessante, potete andarci anche un po’ più tardi.

Se non volete trovare coda di sabato, quindi, andateci alle cinque di mattina. Lo so, è molto tardi, ma il club continua a restare aperto tutta la domenica, ed è sempre pieno. Quindi è quello, probabilmente, l’orario migliore per andarci. Dormite un po’ la sera, uscite di casa tra l’una e le due, bevetevi qualche birra, poi andate al Berghain, e godetevi quella che potrebbe essere la migliore notte in discoteca della vostra vita.

(Original article @ Ota Berlin (En) / translated and published with permission of Ota Berlin)

Potrebbe interessarti anche: L’uomo più temuto di Berlino: la vera storia di Sven, il buttafuori del Berghain

Share Button

56 Responses to Come entrare al Berghain di Berlino? I consigli dell’esperto

  1. david z. 19 ottobre 2012 at 18:48

    leggendo questo articolo mi sento terribilmente provinciale. e questo perché in qualsiasi club del mondo l’atteggiamento dei buttafuori o comunque del personale addetto alla selezione è quello descritto qui ma nessuno mai, avevo visto, s’era preoccupato di scriverne un articolo. il mio provincialismo quindi non si evidenzia nel non sapere queste cose quanto nel non capire come possa esistere una parte della società davvero interessata ad un articolo come questo. Articolo che, a dire il vero, rasenta il ridicolo in alcuni passi. come questo: “Non essere troppo ubriaco. Se sei un po’ brillo, agisci come se fossi completamente sobrio. Non presentarti sotto effetto di droghe! Se ne accorgeranno, guardandoti negli occhi” Innanzitutto perché vorrei vedere uno un po’ brilla che si atteggia da completamente sobrio, come se gli effetti dell’alcol fossero controllabili. Poi perché è vero che spesso chi ha fatto uso di droghe è visibilmente alterato ma la “narcotici” non si impegnerebbe tanto a fare analisi del sangue se bastasse guardare qualcuno negli occhi.
    Altro punto ridicolo è quello sul consiglio di come “tirare” le cinque. Davvero esiste qualcuno che volendolo fare ha bisogno di sapere come prepararsi ed a che ora uscire e cosa bere nelle poche ore precedenti il tentativo d’ingresso?
    Credo di conoscere abbastanza bene, o almeno un po’, l’atteggiamento culturale tedesco e questo articolo non mi sembra appartenga a questo atteggiamento.
    In poche parole: che articolo assurdo e brutto ed inutile.
    a presto, spero tornando a scrivere cose interessanti come al solito

    Rispondi
    • salvatoreOB 17 novembre 2012 at 02:04

      david z leggendo ciò che scrivi si capisce il motivo per cui nn ti hanno lasciato entrare

      Rispondi
    • Gianluca 9 febbraio 2013 at 20:18

      Berlino non è Germania quindi è inutile parlare di “atteggiamento culturale tipico tedesco”…Tanti turisti si presentano davanti al Berghain, o altri locali di Berlino, con la stessa mentalità con cui si presenterebbero davanti a Gardaland. Per loro hanno già aperto tanti altri locali come il Matrix che bastano è avanzano, il Berghain non è per loro

      Rispondi
  2. Filippo 22 ottobre 2012 at 17:55

    concordo appieno con il commento di david z.

    Rispondi
  3. nancybot 29 novembre 2012 at 20:08

    Io ho sentito le stesse identiche cose sull’ingresso al Berghain.
    In effetti, se non cogliete anche la sottile ironia dell’articolo non vedo come potreste evolvere il vostro status di provincialotti.

    Rispondi
  4. Claudia 30 novembre 2012 at 19:24

    Io ci son stata (o ch’ho provato ad entrare) più volte: respinta perché italiana in gruppo di studenti erasmus troppo casinisti…respinta perché italiana, donna giovane e parlavo troppo a voce alta (o ero troppo “alticcia”)…accettata quando: in compagnia di tedeschi, in gruppo di 2 o 3 uomini e quando c’è meno coda verso mattina…le cose scritte nell’articolo sono vere e non valgono solo per questa discoteca ma in genere per tutti i club “esclusivi” di Berlino.

    Rispondi
    • Luciano 5 febbraio 2013 at 19:20

      Il 75% degli erasmus italiani non li farei entrare da nessuna parte, men che meno di notte in un locale. Una certa reputazione non nasce a caso, sappiate che ad esempio è nata la questione anche con delle compagnie di volo che non gradiscono le comitive studentesche italiane, sono ingestibili, sono animali. Una volta ero presente su un Roma Londra in cui vista l’inutilità dei rimproveri delle hostess addirittura il comandante ha dato un annuncio severissimo per farli sedere e mettere le cinture di sicurezza mentre i loro professori non riuscivano a gestire la situazione. Studenti in piedi nel corridoio dell’aereo che chiamavano gli insegnanti per nome oppure semplicemente “pressò” “a pressò ma che vvole questa ahò e nun me rompe er cazzo…”. Italiani. Giovani e meno giovani. Italiani, soffrono a stare tranquilli, non ci riescono, parlano forte, fortissimo, hanno bambini idioti come loro e proprio come loro li riconosci ovunque. Specialmente al ristorante dove tutti i bimbi stanno tranno con i loro genitori che ci parlano e mangiano. L’italiano medio prima gli lascia fare tutto quello che vuole e poi quando combina un guaio lo rimprovera gridando. Una volta in aeroporto a Londra stavano per arrestare un padre che aveva preso a sberle il figlio. Lo guardarono tutti indignati e uno chiamò la polizia. Il genitore italiano cadde dalle nuvole, della serie è mio figlio faccio come mi pare, e no caro signore, qui non funziona così e lei potrebbe essere arrestato ora. Saltano la fila al check in e ogni volta mi vergogno e taccio… l’ultima volta tornando da Berlino mi sono attaccato con uno che palesemente mi ha superato nella fila. un atteggiamento patetico tra l’altro poichè passato il varco devi di nuovo sederti e aspettare. E poi con Easy Jet i posti sono assegnati e numerati. …Un’altra cosetta da niente? Nei grandi locali delle isole greche o tipo Ibiza abbiamo superato addirittura inglesi e napoletani, nel senso che i romani sono i più temuti. Quasi sempre armati di coltello (cultura da stadio) attaccano in branco per un nonnulla. Informatevi sulle situazioni reali, non pensate a voi stessi ed ai vostri amici che magari sarete sicuramente persone carinissime :-)

      Rispondi
  5. pawa 7 dicembre 2012 at 00:40

    è dannatamente vero !!!

    Rispondi
  6. Stereo 17 dicembre 2012 at 22:42

    oppure ti fai mettere in lista da Marcel Fengler e Norman Nodge e ridi in faccia a tutti quelli che sono in fila…

    Rispondi
    • len fake 2 gennaio 2013 at 14:52

      per caso sei quello che fa il dj con traktor?

      Rispondi
    • valerio 9 febbraio 2013 at 21:14

      di grazia, come si contattano questi due tipi? stasera vorrei andare!!!

      Rispondi
  7. Marcel Fengler 2 gennaio 2013 at 14:54

    @stereo on, Noi ti facciamo entrare perchè ci fai ridere e ti prendiamo per il culo.

    Rispondi
    • valerio 9 febbraio 2013 at 21:21

      @marcel
      pronto per essere preso per il culo…allora ci vediamo stasera? :P

      Rispondi
  8. neuch 7 gennaio 2013 at 19:04

    “amano le sciarpe” ahahahha ma dai LOL

    Rispondi
  9. Rossella 14 gennaio 2013 at 14:20

    Cosi’ Sven preferisce essere definito “selezionatore”…. No, non mi piace. Mi ricorda , seppur vagamente, il progetto “Lebensborn” ed altre “selezioni” avvenute nel corso della storia. “Selezionatore” e’ definitivamente uncool.

    Rispondi
  10. Giorgio 2 febbraio 2013 at 21:01

    Ragazzi, ma sinceramente… andate a cagare voi e il berghain…!

    Rispondi
    • Massimo 2 maggio 2013 at 10:12

      Bravo Giorgio, questo è l’unico commento veramente sensato! :o)

      Rispondi
  11. Igor 4 febbraio 2013 at 18:22

    ci sono stato con un amico venerdi 01 febbraio e a mio dispiacere devo riscontrare che è stata una delle più grandi delusioni.. se ne leggono tante su questo locale considerato il migliore del mondo ma a mio parere è solo un locale per pochi fortunati e per ki è raccomandato.. arrivati in fila verso le 2 vestiti seguendo le indicazioni che ho letto un pò dappertutto anche se un vero “dress code” x questo locale nn esiste.. dopo 2 ore e mezza di fila pesante, in silenzio, sotto freddo e pioggerellina di quelle martellanti ci troviamo di fronte al collega di sven.. ci chiede quanti siamo e io faccio segno con le dita e dico in inglese 2 …. e un istante dopo mi fa spostare da lì e mi fa attendere da parte.. intanto ki doveva entrare è entrato e noi aspettavamo… morale della favola dopo aver chiesto le motivazioni del rifiuto mi è stato risposto..”se nn vi ho fatto entrare il motivo lo so benissimo”.. credo nn ci mancava nulla erano quasi le 4.30 , ore di fila pioggia e freddo x nulla.. in 2 vestiti tranquilli, con la sciarpetta abbinata ke tanti qui consigliano.. be io dico ke x l’amore che ho di questo genere musicale, quando si incontra un locale cosi allora capisci che nn è più musica, ma solo discriminazione.. siamo stati sabato al water gate… più piccolo, ma sempre con dj internazionali e anche li dopo aver fatto la fila x un attimo ho provato lo stesso nervoso ma è andata in maniera diversa.. stavolta gli piacevamo.. l’unico rammarico e nn sapere xkè nn si è accettati.. contenti loro contenti tutti.. x finire… gli italiani nn sono ben visti al berghain.. ringraziate come sempre i 4 soliti scemi ke nn si sanno comportare…

    Rispondi
  12. Klaus 4 febbraio 2013 at 19:52

    Dopo il sesto rimbalzo sono riuscito finalmente ad entrare infilandomi i jeans in un paio di frusti stivaletti che conservo solo per il Berghain. Da quel momento ha (quasi) sempre funzionato.
    La diceria che i buttafuori non tollerino gli italiani (o i francesi, gli spagnoli, gli americani etc etc a seconda della nazionalità di chi non è riuscito a varcare la sudata soglia) è pura diceria: dentro c’è davvero di tutto e forse l’unica vera logica perseguita da quei soggetti è il mantenimento di un “equilibrio fra le parti”, qualsiasi siano le parti.
    Ad ogni modo questo club è l’ultimo posto al mondo dove i propri diritti di cittadino-consumatore-pagante vengono immediatamente polverizzati attraverso un bruciante e ormai desueto NO.

    Rispondi
  13. Ariele Pianeta 5 febbraio 2013 at 14:46

    solo una precisazione: il Berghain non è un locale gay-friendly, bensì hetero-friendly.
    (e “amano le sciarpe” è davvero esilarante)

    Rispondi
  14. Andrea 10 febbraio 2013 at 16:24

    Ho letto con una dose di ironia L’articolo sul Berghain e mi sembrava di sentire i racconti e le “tecniche” escogitate dalle mie figlie…Conosco Berlino,ci vado almeno 3 volte all’anno e,malgrado i miei,ahime’,50 anni,sono entrato al Berghain dopo un solo tenatativo.Credo che,alla fine,una logica di selezione ci sia e cioe’,quella di rendere anche dentro il posto,un’atmosfera il piu’ eterogenea possibile,proprio come quella che si vive nella citta’.

    Rispondi
  15. Silvia 13 febbraio 2013 at 13:21

    Questo articolo mi fa molta tristezza!!!
    Un manuale per entrare in un locale con tanto di analisi comportamentale dei buttafuori o comunque delle persone che lavorano al Berghain, come fossero delle specie animale differenti.
    Dio mio…L’unica cosa da dire è che l’italiano medio nn dovrebbe manco schiodare il culo da casa sua! Se vi rimbalzano al Berghain è perchè non meritate di entrarci e non meritate manco di stare a Berlino. Non è una città per tutti, non di certo per molti italiani!
    Andate a Milano Marittima o a Formentera!
    Oltretutto articoli del genere, ammesso che funzionino, non fanno altro che incrementare la presenza di questo genere di Italiani che sono una minaccia per qualsiasi bel posto.
    Purtroppo Berlino ormai sta avendo una pubblicità grandissima e temo che presto, come sempre, a branchi tutti i peggio italiani scorrazzeranno tra le strade della città rovinando anche un altro luogo meraviglioso e dove la mentalità rozza e commerciale del nostro paese ancora non aveva avuto spazio.
    Vi prego…statevene ad Ibiza!!!

    Rispondi
    • Marcu 26 aprile 2013 at 21:20

      Silvia,
      permetti? Ma come riesci a scrivere una cosa del tipo”se vi rimbalzano al Berghain non meritate di stare a Berlino?”, è forse Berlino la città del Berghain?? Su ogni strada c’è uno Sven che decide chi può passare e chi no?? MA CI FAI O CI SEI??
      Ma per piacere, cose del genere sono anche peggio e più discriminanti dei discorsi e atteggiamenti di alcuni tedeschi che ho conosciuto. Complimenti.
      Berlino, cosi come ogni città del mondo, non è “PER QUESTO O PER QUELLO”, è per chiunque voglia provarci a stare, chiaramente con quell’educazione e rispetto che in OGNI CITTA’ e’ ben gradita, non solo a Berlino.
      Essere rimbalzati al Berghain non vuol dire essere degli stronzi e NON MERITARE DI STARE A BERLINO. E’ veramente pessimo, ridicolo, quello che hai scritto.
      Io qui non mi son mai comportato male con nessuno, non ho mai offeso nessuno e son sempre stato amichevole con tutti, eppure al BERGHAIN MI HANNO RIMBALZATO. Questo non vuol dire nulla se non che in quel momento probabilmente il buttafuori non voleva far entrare persone sole, come ad altri vicino a me è ugualmente capitato, ED ERANO PERSONE TRANQUILLISSIME…
      prima di sparare a zero ti consiglierei di riflettere almeno 30 volte su quello che dici, cosi magari ti renderai conto anche tu che probabilmente è una porcheria..
      Saluti

      Rispondi
  16. davide 3 marzo 2013 at 19:09

    secondo me è esagerata tutta questa selezione in un locale…a mio parere la selezione dovrebbe essere impostata per garantire la sicurezza e nient’altro…sono un appassionato di musica techno da anni e non per questo dovrei considerare un locale come un luogo di culto…fatemi sentire la musica e createmi una bella atmosfera…poi non mi interessa se hai la sciarpa o meno ecc…

    Rispondi
  17. Matteo245 6 marzo 2013 at 11:48

    INDICAZIONI ECCEZIONALI!
    SIAMO ENTRATI!!
    Seguendo queste importantissime e verissime indicazioni siam riusciti ad entrare. Nonostante le quindici persone davanti a noi in coda non son riuscite ad entrare, io e la mia amica siam entrati e addirittura siam riusciti a parlar al buttafuori che ci fa:”OK, siete cool! Ma non capisco quanti siete!” ahahhahaah..eravamo in due. Club incredibile con musica incredibile.
    La serata di Venerdì è meno importante di quella del sabato quindi più semplice entrare anche se è aperto solo un piano!
    In bocca al lupo!!
    Ciao :)

    Rispondi
  18. antonio1981 11 marzo 2013 at 16:45

    sono stato al Berghain sabato 2 marzo, con un amico….nessun problema ad entrare, al primo tentativo, nessun interrogatorio (droga,alchool,gay o etero) o seduta ai raggi x da parte dei buttafuori, solo una domanda: quanti siete? concordo con chi sostiene che si cerchi di mantenere l’afflusso delle persone più eterogeneo possibile, non ho visto così poi tanta gente “rimbalzata” o meno che non fossero dei veri e propri personaggi o ammucchiate caotiche visibilmente ubriache (e quindi potenzialmente dannose), il che mi sembra una giusta logica…..il mio look era curato ma niente di più che casual (sta poi al buon senso di ognuno sapere che dappertutto ci si presenta quantomeno decentemente), se poi fossi gay o meno sicuramente non ce lo hanno letto negli occhi e tantomeno chiesto (nemmeno nei veri e propri locali gay lo si fa, sarebbe discriminazione), la fila era silenziosa (non in stile deportazione nazista), ma la gente parlava e rideva allegramente, così si fa, si chiama civiltà ….credo che, in conclusione, considerata la fama del posto, per quanto sia enorme al suo interno, e considerato quindi l’afflusso delle persone, non tutti possano entrare…..un pò a culo e un pò a buon senso….ma nulla di spaventoso, 17 su 20 riescono ad entrare

    Rispondi
  19. Alex 22 marzo 2013 at 17:53

    Ciao io ho passato la notte al kater alle sei della mattina ho mollato i miei soci e solo Mi sono indirizzato alla discoteca Mezz’ora di coda Nessun problema entrare Ok vestito di nero Una volta dentro sì aperto il locale più bello del mondo Secondo me la gente che rosica e perché non è riuscita entrare Quando tornerò spero di non aver difficoltà come la prima volta..

    Rispondi
    • bobo 13 giugno 2013 at 20:31

      ma è vero che il titolare della discoteca e una? una donna?

      Rispondi
  20. V. 29 marzo 2013 at 17:16

    che forte!!!

    Rispondi
  21. Fonzo 29 maggio 2013 at 15:31

    qui i miei due spiccioli, su questa annosa questione: Io al Berghain ci sono stato una volta, ci sono entrato in un gruppone di 7 persone vestito pure abbastanza male (ero in giro dalla mattina). Il posto è molto bello, ma come in tutte le discoteche del mondo, dopo 2-3 ore di unz unz se non sei drogato e/o non stai li per acchiappanza, ti fai due palle all’insalata. A voi lascio il Bergain, io mi tengo tutto il resto. Peace!

    Rispondi
  22. mattia 5 giugno 2013 at 19:31

    nn esiste che per andare a ballare la techno mi devono dire come sono vestito..o nn mi fanno entrare perchè sono ubriaco o drogato; va contro gli ideali della techno non credete.. vi esaltate troppo per sto locale, sembra che ogni persona che ascolta techno ci deve entrare per forza una volta nella vita se no è uno sfigato.. scherziamo che devo fare 2-3 ore di coda per entrare in un club senza la sicurezza di entrare neanche, ve lo lascio volentieri..

    Rispondi
  23. Robert A 5 settembre 2013 at 15:20

    Si vede che non ci sei mai stato. Vacci, e capirai che è esattamente così invece. Esattamente.

    Rispondi
  24. Sardus 8 settembre 2013 at 23:15

    Premetto che per come la penso io non esiste locale al mondo (e credo di essere stato in tutti i migliori club d’europa e non solo) che valga la pena di fare due ore di fila per entrare, dopo due ore al freddo ti sei già fatto le palle quadre e rovinata la festa. Comunque ieri sono andato al Berghain per la prima volta, era sabato mattina verso le 5 e la coda arrivava ancora fino ai taxi. Giá li me ne sarei andato ma spinto dalla curiosità ho affrontato la fila perchè ero sicuro che sarei entrato altrimenti mai l’avrei fatta, e così è stato a dispetto dei miei ormai 50 anni . Il locale è molto bello ma l’ambiente non è così trasgressivo come si legge, almeno per i miei canoni. Detto questo riguardo la teoria dei rimbalzi, in coda tra le centinaia di persone che ho visto una selezione seria in base al look ed all’aspetto fisico ne avrebbe scartato il novanta per cento quindi è logico che fra questo 90% almeno la metá viene rimbalzata in maniera random, l’unica tattica per avere più chance secondo me è andare da soli, se non sono proprio degli sfigati ho visto che in genere passano, in due è gia difficile, se poi siete due ragazze sole non provateci neanche le rimbalzano quasi tutte ( tranne quelle che entrano dall’ingresso delle liste ovviamente). In più di tre perdete il tempo è basta. Quella della sciarpetta poi è mitica……

    Rispondi
  25. stefano 1 ottobre 2013 at 12:26

    ciao a tutti, anche io ormai vado a Berlino 4 volte l’anno da ormai 8 anni, e con ciò sono entrato al Berghain solo due volte(le altre sempre rimbalzato senza motivazione dopo circa 2 ore di coda)… una con un amico e una con un gruppo di Olandesi.. la cosa che era in comune quelle due volte che sono entrato è che sia il mio amico che gli Olandesi parlavano in tedesco…cmq a parte questo, credo che sia il club migliore in assoluto!!! impianto audio fantastico, il suono sembra attravversarti, e quando esci non ti fischiano le orecchie, gente di tutti tipi e soprattutto non fighetti( e credo che sia anche questo il bello del club), ed è anche per quello che tanta gente viene rimbalzata.
    Nulla a che vedere con il Watergate e Tresor o Bar 25, anche se sono anche loro club degni di una serata

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *