Targa e patente tedesca? Tutto quello che dovete sapere se avete l’auto a Berlino

16 July 2014

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Tutti a Berlino” è la guida indispensabile per prepararsi alla Deutsche Vita nella capitale tedesca. In questa rubrica i due autori, Gabriella di Cagno e Simone Buttazzi, proporranno alcuni utilissimi estratti in esclusiva per Il Mitte. Il manuale (lo potete acquistare qui) vi spiegherà come affrontare e risolvere i nodi cruciali della vita a Berlino, dalla registrazione anagrafica alla ricerca della casa, dall’assistenza sanitaria alle prospettive di lavoro, dall’accesso al welfare fino al conseguimento della cittadinanza. Indirizzi, modulistica, consigli pratici: il tutto a portata di agile consultazione.

6. Dalla patente B alla targa «B»

Care guidatrici incallite, cari guidatori transfrontalieri, se intendete rimanere a Berlino con una macchina di proprietà portata dall’Italia, sappiate che la reimmatricolazione diventerà prima o poi una scelta inevitabile: è obbligo di legge, vi agevola per le revisioni ed è comunque conveniente dal punto di vista assicurativo. Le polizze RC auto tedesche sono infatti più economiche di quelle italiane: potrete quindi permettervi il lusso di una kasko al prezzo della sola RC in Italia. Il passaggio di reimmatricolazione non è indolore – burocratiche pene vi attendono – ed è uno di quei casi in cui va fatto un bel respirone prima di buttarsi a capofitto.

Per effettuare il cambio di targa bisogna recarsi in una sede della Kfz-Zulassungsbehörde a Lichtenberg o a Kreuzberg.

Ecco ciò che bisogna portare:

1) un documento d’identità valido e l’Anmeldung;
2) i documenti della vettura: immatricolazione e certificato di proprietà;
3) i documenti attestanti la revisione TÜV, da fare ad esempio presso una filiale della DEKRA – ma solo se il veicolo circola da più tre anni. Il costo della revisione è più o meno pari a quello della revisione obbligatoria ogni due anni, la HU (Hauptuntersuchung). L’officina che effettua la revisione rilascia anche il COC, un documento che riporta fedelmente le caratteristiche del veicolo, come da libretto;
4) il numero elettronico dell’assicurazione tedesca (Elektronische Versicherungsbestätigung, o eVB): è un codice di sette cifre che l’assicurazione rilascia in tempo reale, anche via sms, al momento della stipula. La scelta dell’assicurazione può avvenire mediante il classico canale dei siti di confronto, e una volta deciso con quale società assicurare la macchina si può stipulare una polizza «temporanea», non ancora articolata in tutti i dettagli, che porta con sé il numero indispensabile per completare la pratica in motorizzazione;
5) l’eventuale prenotazione di una sigla personalizzata per la nuova targa;
6) le due targhe italiane fisiche.

La procedura standard prevede il ritiro delle vecchie targhe, dopodiché entrerete in possesso dei nuovi documenti (il Zulassungsbescheinigung Teil I o Schein, il libretto di circolazione, e il Zulassungsbescheinigung Teil II o Brief, il certificato di proprietà) con i quali potrete ordinare le targhe nuove. Nei dintorni della Kfz-Zulassungsbehörde ci sono tantissimi chioschetti che realizzano le targhe in cinque minuti: attenzione ai prezzi, che possono variare di molto spostandosi di poche decine di metri dall’uscita dell’ufficio. Con un leggero supplemento potete farvi stampare una targa personalizzata.

Con le targhe nuove si torna allo sportello e il responsabile vi applica due adesivi – TÜV e adesivo del comune di Berlino – con i quali si può girare. Riceverete anche una fattura da saldare seduta stante (l’una tantum per l’immatricolazione, tra i 26,90 e i 56,30 euro), un documento che indica la cifra della tassa di circolazione annuale dell’auto e la Plakette ambientale, obbligatoria in molte città tedesche. A Berlino, nell’area definita «testa di cane» che coincide più o meno col Ring della S-Bahn, possono circolare solo le auto con emissioni da Euro 4 in su, ovvero con placchetta di colore verde.

Presumere che gli uffici competenti tedeschi comunichino a quelli italiani il cambio di «nazionalità» del veicolo è un errore d’ingenuità, benché in teoria è così che dovrebbe avvenire. Senza un’Abmeldung ufficiale da parte del Pubblico Registro Automobilistico, l’obbligatorietà di pagare il bollo italiano resta. Per le norme italiane infatti, occorre formalizzare presso il PRA la richiesta di radiazione dalla circolazione per esportazione e riconsegnare contestualmente le targhe.

Nel caso in cui queste o la documentazione completa non pervenga da parte dell’ufficio competente berlinese, può capitare che gli impiegati della vostra terra natia vi spediscano all’indirizzo tedesco una richiesta di pagamento insieme a un formulario, nel quale è prevista la possibilità di declinare, indicando tra le varie ragioni il definitivo trasferimento all’estero del veicolo. Rispeditelo indietro fiduciosi con una fotocopia del nuovo libretto di circolazione tedesco. Dopodiché il PRA si arrende. Per coloro di voi che sono registrati all’AIRE, lo sportello del consolato offre assistenza per tutto il corso della pratica.

Occhio all’assicurazione: una volta finalizzato il contratto si riceverà il contrassegno, ma non necessariamente la carta verde. In tal caso sollecitatene l’invio: l’assicurazione è tenuta a spedirla senza chiedere alcun sovrapprezzo.

Codicillo sulla patente da trasformare, se si vuole, in Führerschein. Se l’avete rinnovata da poco ed è europea a tutti gli effetti, non si tratta di una mossa obbligatoria. Se invece volete convertirla in un equipollente documento tedesco bisogna presentarsi muniti di

1) patente valida – che verrà ritirata e sostituita
2) documento d’identità
3) fototessera standard (verificate i parametri richiesti per la foto).

Il costo della pratica ammonta a 35 euro per chi, come i cittadini europei, non deve sottoporsi a ulteriori test di guida. In caso contrario, il costo totale è di 42,60 euro. Il vantaggio clou è che la patente tedesca non ha scadenza e non va aggiornata con eventuali cambi di residenza. Per ulteriori informazioni, cliccare www.berlin.de/labo/fuehrerschein/dienstleistungen e scegliere «Umschreibung von ausländischen Fahrerlaubnissen». L’indirizzo fisico di riferimento è la Fahrerlaubnisbehörde in Puttkamerstraße 16-18.

Attenzione, infine, ai famigerati punti a Flensburg che regolano la patente crucca: dal 1° maggio 2014 è in vigore un nuovo sistema che semplifica il precedente e aggiorna tutto l’elenco delle infrazioni e dei relativi castighi – civili e penali. Informatevi, per carità.

TUTTI A BERLINO: INFORMAZIONI UTILI

Tutti a Berlino, pubblicata da Quodlibet, non è una guida turistica.

È un manuale di sopravvivenza per tutti gli italiani che un bel giorno maturano l’idea di affacciarsi per qualche tempo o addirittura di trasferirsi nella capitale della Germania, metropoli a misura d’uomo e sulla bocca di tutti. Con qualche raccomandazione, però. A Berlino si pensa in tedesco, lo si parla alle poste, in banca, nei negozi e agli sportelli, e vige un sistema meno intuitivo di quel che sembra. Tutti a Berlino si propone di prendere per mano i migranti europei degli anni Duemila e di condurli attraverso una selva di formulari, prospetti e cartigli di varia natura, passando per gap culturali e falsi amici. E se proprio si ha voglia di mettere le radici nella città che il sindaco Klaus Wowereit ha definito «povera ma sexy», questo libricino spiega anche come diventare cittadini tedeschi. Armati, va da sé, di santa pazienza e mostruosa disciplina.

Altre informazioni sul sito ufficiale di Tutti a Berlino. Per acquistare una copia fisica del libro, potete rivolgervi alla Libreria Mondolibro di Torstraße, a Mitte.

GLI AUTORI.

di cagno_buttazzi

Gabriella Di Cagno (Bari, 1961) ha studiato e vissuto a Firenze, dove si è occupata di musei, biblioteche, editoria. Ha compiuto la sua relocation a Berlino nel 2007 e qui ha intrapreso varie attività imprenditoriali e commerciali. Nel tempo libero che finalmente è riuscita a ricavare si dedica alla fotografia e alla scrittura per passione.

Simone Buttazzi (Bologna, 1976) si è trasferito a Berlino nel 2006 e dal 2008 abita in uno splendido Plattenbau. Nel giro di sei anni è riuscita a diventare tedesca, visto che per via del suo nome di battesimo – sbattezzo nonostante – viene tuttora apostrofata con l’appellativo di «Frau». Vota molto volentieri e si guadagna da vivere traducendo libri.

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