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di Valentina Risaliti

Se si parla di diritti della donna e di uguaglianza di genere, il 2017 è stato senza ombra di dubbio un anno degno di nota. Tra grandi scandali mediatici e importanti dibattiti, gli ultimi dodici mesi sono stati caratterizzati da quella che ormai in molti definiscono una vera e propria rivoluzione culturale – ancor prima che sessuale – al femminile.

Sin da quel 20 gennaio, data di insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, le donne di mezzo mondo sono state in grado di dare un segnale forte e chiaro, marciando in difesa dei diritti umani e al grido di slogan che hanno messo in luce le grandi contraddizioni di un sistema ancora radicalmente sessista. È stata poi la volta dell’8 marzo e dello sciopero globale produttivo e riproduttivo delle donne, indetto da centinaia di organizzazioni in oltre 40 paesi.
Infine, l’anno si è concluso con lo scandalo delle molestie sessuali legato al caso Weinstein, che ha coinvolto alcuni mostri sacri di Hollywood, costringendo a dimissioni e scuse pubbliche. Lo stesso Time Magazine ha voluto dedicare la storica copertina annuale alle donne che non sono rimaste in silenzio davanti all’abuso sessuale e il red carpet dei Golden Globe si è tinto di “nero” in sostegno del movimento Time’s Up.

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Considerato questo rinnovato slancio femminista, non stupisce dunque che anche a Berlino la comunità italiana abbia voluto dare un segnale conciso in questo senso in occasione della premiazione Italiano dell’Anno 2017. A vincere uno dei due riconoscimenti con i quali il Comites premia ogni anno un uomo e una donna che si siano distinti per aver contribuito a valorizzare la cultura italiana nella capitale, sarà infatti Lisa Mazzi, fondatrice e presidentessa della sezione berlinese di Rete Donne.

Nata nel 2010 ad Amburgo, la Rete ha saputo negli anni promuovere non solo un certo concetto di italianità in Germania, ma lo ha fatto adottando una prospettiva femminile e dando la possibilità a centinaia di donne italiane emigrate di trovarsi e confrontarsi attraverso numerose e meritevoli iniziative.
“La Rete Donne di Amburgo nacque inizialmente in seguito a un convegno organizzato a Francoforte dall’allora deputata degli italiani all’estero Laura Garavini” mi spiega Lisa Mazzi, “Io in quegli anni avevo iniziato la stesura del mio libro Donne Mobili, in cui analizzavo l’emigrazione femminile dall’Italia alla Germania, a partire dalla fine dell’Ottocento fino ad arrivare ad oggi. Fu così che la Garavini decise di invitarmi alla conferenza e da allora fui sempre molto vicina all’organizzazione”.

Nonostante la sua carriera accademica nell’ambito della linguistica, Lisa Mazzi si è infatti sempre occupata di migrazione femminile, un argomento inedito e poco affrontato dagli storici, che lei ha invece voluto esplorare in forme che variano dalla raccolta di liriche (Fragmente/Frammenti, 2015) all’essai critico (Donne Mobili, 2012/riedizione tedesca 2015).

Nel 2013 la Mazzi si trasferì a Berlino. “Lasciai Freiburg, dove vivevo allora, e venni qui. Non conoscevo molte persone in città, ma cominciammo a muoverci con la Rete Donne Berlino e organizzai il convegno nazionale sulla violenza di genere che riuscì molto bene.
In seguito, vincemmo il bando per l’allestimento di una mostra presso il Museo delle Culture Europee, Erfüllbare Träume? Italienerinnen in Berlin (Sogni realizzabili: Italiane a Berlino). Decidemmo di dare spazio a creative italiane che vivessero in città da meno di cinque anni. La mostra piacque talmente tanto, che venne prorogata di un anno”.

Sull’onda di questi successi, Lisa ottenne anche la carica di Presidentessa della Rete, un impegno totalizzante, che ha confermato interessi nati negli anni universitari. “Ho studiato negli anni settanta, anni caldi, prima a Bologna e poi in Germania. Da allora vivo qui e anche se non ho mai vissuto profondamente questa Fremde, questo straniamento, perché fortunatamente sono sempre stata molto integrata, ho sempre capito quanto potesse essere difficile per altre persone, soprattutto negli anni ’80, quando la politica era diversa e la cosiddetta generazione Erasmus ancora non esisteva”.

Oggi l’impegno rispetto ai temi della migrazione si riconferma anche in collaborazioni che esulano dall’ambito prettamente italiano. Ad esempio, degna di nota è certamente la collaborazione con l’organizzazione DaMigra, che si occupa di donne migranti e con la quale, negli anni, Rete Donne ha saputo promuovere progetti creativi rivolti alle rifugiate.

Un impegno che, a soli quattro anni da quel 2013, viene premiato con un importante riconoscimento istituzionale. “Rispetto al premio, ecco, non posso che dire di essere molto contenta” mi confessa Lisa, con un sorriso, “lavoro tanto per mantenere viva e necessaria l’associazione e so che spesso, nonostante il molto lavoro, i riconoscimenti possono tardare a manifestarsi. Io invece ho avuto la fortuna di ottenere un riconoscimento oggi, mentre ancora mi occupo di queste cose, e questo, in qualche modo, corona il mio percorso. Ma soprattutto sono contenta perché il premio va innanzitutto alla Rete, permettendoci di dare una voce alle donne italiane in Germania e dunque di realizzare l’obiettivo che ci siamo preposte”.

La premiazione avrà luogo il 14 febbraio presso l’Ambasciata Italiana di Berlino, l’accesso è libero, ma i posti sono limitati. Per la registrazione cliccare qui.

VALENTINA RISALITI è una reporter e video-maker, da sempre legata ai temi del femminismo, della difesa dei diritti delle donne e al rispetto dell’ambiente.  Ha studiato filosofia, giornalismo e antropologia, e ama riconoscersi nelle parole delle grandi donne del passato. Oggi vive a Berlino, dove tra un libro di Patti Smith e uno di Simone de Beauvoir, si dedica a diversi progetti.  www.valentinarisaliti.com / Twitter: ValentinaRisal