master

di Lucia Conti

Abbiamo intervistato Laura Bertoni, una delle responsabili di un progetto presentato nei giorni scorsi all’Ambasciata d’Italia a Berlino. La giovanissima dottoressa Bertoni è arrivata nella capitale tedesca per promuovere un master di respiro internazionale rivolto a neolaureati interessati all’industria creativa e al turismo e ha come particolarità quella di mescolare formazione manageriale e approccio umanistico. Ne abbiamo parlato più nel dettaglio. Trovate qui altre informazioni utili.

Salve Laura, vuole presentarsi ai nostri lettori?

Sono Laura Bertoni, nasco a Verona e mi trasferisco alla Cattolica di Milano. Inizio con la triennale in beni culturali, indirizzo storico-artistico, e continuo con la magistrale con un percorso di storia dell’arte e quindi umanistico. Alla fine della magistrale, come quando si arriva alla fine di un percorso così importante e formativo, mi sono chiesta cosa volessi fare e mi sono accorta che la storia dell’arte e le materie umanistiche sono state una base imprescindibile per poter scegliere una professione di tipo organizzativo.

Un binomio interessante…

Lo è, perché la forma mentis data dalle materie umanistiche è aperta ed elastica e garantisce una base solida per fare molto altro. Ho quindi scelto un master in business management in una business school, sempre di Milano, e da lì è iniziato il mio percorso, anche di discernimento professionale. Ho fatto un’esperienza di tirocinio di ambito museale, quindi ho trovato lavoro all’interno dell’opera di Santa Maria del Fiore, in cui ho unito l’umanesimo, che è la mia formazione di base, con l’aspetto gestionale di un lavoro manageriale.

Questo percorso l’ha portata a un suo recente incontro presso l’Ambasciata d’Italia a Berlino. Come mai?

Ero in Ambasciata perché gran parte del mio lavoro prevede una fase di promozione internazionale del progetto, perché il progetto ha respiro internazionale e poter contare su rappresentanze diplomatiche italiane è decisamene una vetrina ideale e imprescindibile per poter promuovere all’estero le nostre bellezze ed eccellenze italiane. Vendere la bellezza italiana è teoricamente facile, perché in fondo si vende da sola, però c’è bisogno di tanta singergia e di poter contare su rappresentanze che hanno questa come missione. Il mio lavoro è dunque rivolto alla creazione di un network di relazioni internazionali, che si basa sulla consapevolezza di quello che siamo e abbiamo.

Entriamo un po’ nel vivo di questo progetto? Di cosa si tratta?

È un executive master della durata di un anno, completamente in lingua inglese, perché si rivolge a studenti e giovani professionisti di tutto il mondo.
È un progetto molto complesso, unico nel suo genere, anche perché organizzato da due istituzioni. Da una parte abbiamo l’università, quindi la scienza, il sapere accademico, la preparazione scientifica, dall’altro abbiamo un’azienda atipica, sui generis, una fabbriceria che ha più di 720 anni ed è una colonna della storia e della cultura fiorentine.
La fabbriceria si è evoluta nei secoli e pertanto, attraverso questa esperienza di successo, vogliamo dimostrare che queste non sono storie a sé, ma dei simboli che ognuno può applicare alla propria cultura e al proprio Paese, attraverso una gestione creativa del patrimonio culturale.
Per noi il patrimonio culturale non è semplicemente l’opera d’arte, ma tutto ciò che costituisce l’eccellenza di un Paese, dalla tela, alla statua, ai musei fino a comprendere la moda, il vino, i prodotti culinari. Per noi fa tutto parte della cultura, è un linguaggio universale e attraverso questo master vogliamo dare gli strumenti a operatori di diverso tipo in modo che possano perfezionare una gestione di tipo umanistico.

Sala Paradiso

A chi vi rivolgete? Chi sono i vostri interlocutori?

Sono giovani neolaureati in tutte le discipline, perché in realtà il linguaggio è di tipo universale e nessuno è escluso. Basta avere una laurea triennale riconosciuta, insomma, che ci sia un’equivalenza con un titolo italiano, ma alla fine siamo europei, quindi non ci sono grosso problemi in questo senso. Quindi, dicevamo… ci rivolgiamo a giovani neolaureati che vogliono intraprendere una carriera all’interno dell’industria culturale creativa e del turismo, oppure a giovani professionisti che si rendono conto che i loro skills non sono sufficienti per fare salti di carriera e desiderano fermarsi sei mesi, formarsi in modo consapevole e quindi tornare nel loro Paese, per riprendere da dove avevano iniziato e con maggiori potenzialità da sviluppare.

Cosa deve fare una persona con questi requisiti per accedere al vostro master?

Possono contattarci attraverso la mail [email protected] o telefonando al numero+39 055 2302885. A seguito del master si potrà andare a operare all’interno di settori culturali come musei, istituzioni, agenzie no profit, NGO, da una parte, e dall’altra nel settore creativo, il che vuol dire moda, turismo, enogastronomia. Insomma, parliamo di potenzialità davvero ad ampio spettro. Il master va benissimo per chi vuole andare a lavorare all’interno di un ufficio marketing nel settore della moda o magari per chi vuole provare a esportare nuove idee in contesti ricchi di cambiamenti e possibilità, come Berlino, perché no?
Attraverso il modulo di innovazione e creatività, che unisce management e abilità gestionale, storia dell’arte e consapevolezza del patrimonio culturale del nostro Paese, questo master permette ai giovani di elaborare idee di imprenditorialità innovative e, soprattutto, efficaci.

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