AirBerlin
Photo by Axel Schwenke©

di Alessia del Vigo

AirBerlin ha ufficialmente dato il suo addio alle scene aeree lo scorso sabato, con una folla di – è proprio il caso di dirlo – spettatori, consacrandosi come il David Bowie delle line aeree. Inutili gli interventi del governo e i continui prestiti, AirBerlin non ce l’ha fatta. Non è riuscita a coprire le crescenti perdite e i mancati guadagni degli ultimi anni, ma la festa che ha atteso l’atterraggio dell’ultimo volo all’aeroporto di Berlino-Tegel parla da sola e fa capire quanto la compagnia bianco-rossa fosse amata nonostante i disagi degli ultimi mesi, con voli in ritardo e tratte cancellate, mentre il personale scioperava nella speranza di assicurarsi un futuro, dopo l’inevitabile e sempre più imminente tracollo.

Ripercorriamo velocemente la storia di questa compagnia dal cuore di cioccolato: Air Berlin nasce nel 1978 come società di Charter per iniziativa di un pilota americano della PanAm e appena un anno dopo vola su Mallorca, una delle mete preferite dai passeggeri tedeschi delle ultime quattro generazioni. AirBerlin inizia subito a farsi spazio nel panorama aereo dell’allora Berlino-Ovest, aggiungendo piano piano nuove destinazioni e dotandosi di un numero crescente di mezzi e personale.
Nel 1991, approfitando del potenziale offerto dalla nuova Germania riunita, diventa una GmbH e inizia a volare su tutto il territorio nazionale e internazionale e riesce ad aprire una propria scuola di volo nel 2007, solo un anno dopo aver fatto il suo ingresso in borsa.
Il tracollo però è dietro l’angolo e si innesca veloce, proprio come le più orrende malattie distruggono la carriera dei grandi artisti e la nostra rockstar dell’aviazione inizia a risentirne.

Negli ultimi due anni i conti di AirBerlin hanno sempre chiuso in rosso, fino a fare il grande salto nel buio nel 2017, quando hanno aperto con il pronostico di un deficit di 1,5 Miliardi per poi addirittura superarlo, nel corso dei primi sei mesi, di ben 447,6 Milioni e toccando così la punta di 1,9 Miliardi in perdita. L’unica soluzione possibile? Dichiarare fallimento e vendere, sperando che altre compagnie abbiano voglia e soldi sufficienti: Lufthansa ha rifiutato la prima proposta ricevuta, sotto la pressione del sindaco di Berlino, perché se acquistare in toto la ormai ex-AirBerlin le avrebbe assicurato il monopolio dei voli nazionali, l’avrebbe anche messa nella scomoda situazione di doversi accollare un gran numero di tratte, senza avere la certezza di poterle effettuare nei primi mesi di una delicata fase di transizione. Lufthansa si è quindi detta disponibile all’acquisto di una parte dei velivoli di AirBerlin per un investimento totale di 1,5 bilioni di euro, quando ecco arrivare Easyjet, che ha confermato in data odierna l’intenzione di acquistare almeno 25 velivoli di AirBerlin, impegnandosi a mantenere le tratte attive e a fare offerte di lavoro allo staff.

L’inverno sarà comunque duro da affrontare per chi risiede a Berlino: le due compagnie non saranno in grado di assicurare il 100% dei voli, le transizioni richiedono tempo e solamente a partire dall’ estate 2018 potranno offrire una tabella di marcia in grado di funzionare a pieno regime. Non sarà facile per le due compagnie sostituire AirBerlin, che da vera rockstar aerea ha fatto volare finora una media di 30.000.000 di passeggeri all’anno.

Photo by puddy_uk

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