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di Arianna Tomaelo

A meno di due ore da Berlino, immersa nel cuore della Sassonia, si trova Dresda, capitale del Freistaat Sachsen, città adornata da palazzi barocchi e famosa per le sue porcellane.
Dresda, con i suoi 500 mila abitanti, è la quarta città più grande della Germania, e si estende sulle rive del fiume Elba, uno dei più lunghi dell’Europa centrale. Come altre città tedesche, ma diversamente da Berlino, porta ancora i segni del suo passato regale, grazie ai monumenti e agli edifici che dai tempi dei re sono giunti fino a noi, ed è proprio questo che ne determina una bellezza davvero unica.

I libri narrano che la storia di Dresda inizia più o meno nel 1200, quando i villaggi situati nella valle dell’Elba cominciano ad essere registrati prima come Dresdene e poi come Antiqua Dressdin, fino a diventare nel 16° secolo sede dei duchi di Sassonia. Il principio del 18° secolo è il periodo di maggior movimento per la Sassonia. È proprio nel 1710 che viene reinventata qui la porcellana, su imitazione di quella proveniente dalla Cina, pregiata e invidiata da tutto il mondo. Parallelamente, i successi politici e militari la elevano a capitale del Regno di Sassonia dal 1800 fino alla caduta della monarchia con la fine del primo conflitto mondiale.
Ma il personaggio più discusso e commentato dell’epoca fu sicuramente Augusto II, vissuto a cavallo tra il 1600 e il 1700, conosciuto anche come Augusto II di Polonia, in quanto riuscì a comprare i voti dei principi elettori e vestire la corona polacca nonostante la sua fede non fosse quella cattolica.
Augusto fu colui che trasformò la città di Dresda in una vera e propria capitale del barocco tedesco, cercando di imitare quanto più l’eccentricità e la maestosità di Versailles, a cui tutti i sovrani in Europa si ispiravano per chiudere il capitolo del Rinascimento e dare alle arti un nuovo respiro. La mano di Augusto si può infatti notare in tutte le strutture che circondano Schlossplatz, la piazza principale di Dresda su cui si affacciano i principali monumenti.

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A fare da padrona sulla scena, è sicuramente la chiesa cattolica Katholische Hofkirche, la chiesa della Santissima Trinità costruita dall’architetto Chiaveri su commissione di Augusto: ciò che accadde fu che, oltre a sborsare una buona somma agli elettori per assicurarsi la corona polacca, Augusto dovette anche convertire sé stesso e la sua famiglia alla religione cattolica, per compiacere il popolo polacco e giustificare in qualche modo la sua ascesa al potere. Il popolo sassone non subì alcuna ripercussione di questa scelta del sovrano, e poté continuare a praticare la religione protestante, anche se da allora nel centro della piazza principale sorge una chiesa cattolica imponente e maestosa, che funge da luogo di culto per l’esiguo 5% della popolazione. Infatti, il sogno di governare la Polonia era così forte per Augusto che nulla poteva fermarlo: neanche Dio. Se questo gesto per il re ebbe una funzione puramente pragmatica, non la pensarono così i suoi sudditi.
Da cosa lo si intuisce? Sulla facciata del Georgentor, la porta d’ingresso alla città che delimita la Residenzschloss, un enorme quadro di porcellana ricopre orizzontalmente la parete, ritraendo, come una lunga linea del tempo, i sovrani che dal 1200 al 1918 hanno governato la Sassonia. Augusto viene ritratto a cavallo con il figlio ed erede Augusto III, ma un particolare salta agli occhi dell’osservatore attento: i cavalli calpestano delle rose rosse (anche se il colore non permane nell’opera d’arte), simbolo della riforma luterana che liberò l’Europa centrale dall’egemonia della Chiesa di Roma.

Altro particolare che spicca sulla Schlossplatz, è la torre del palazzo reale, la più alta della città, costruita dalla famiglia reale per poter tenere sotto controllo la situazione, sfruttando la torre come palazzina di vedetta, nonché come simbolo di grandezza e superiorità.
A pochi passi dalla Schlossplatz, si trovano il teatro dell’opera, il Semperoper, distrutto da un incendio nel 1869 (a soli 20 anni dalla costruzione) e poi ricostruito a modello del primo. La piazza del teatro porta al famosissimo Zwinger, letteralmente “costruzione intramurale”, un complesso architettonico in stile barocco di giardini e palazzo, pensato da Augusto come residenza reale per il figlio, che sposò la figlia dell’imperatore d’Austria, Maria Giuseppa. Particolarità: il palazzo è completamente vuoto, in quanto non venne mai arredato né usato per la sua funzione primaria, ma solo per feste e ricevimenti. Ciò perché l’eccentrico Augusto III dette una festa per il suo matrimonio che durò un mese intero, e al suo ritorno in patria non disponeva più del denaro per completare il palazzo.
Nonostante questo dettaglio, lo Zwinger possiede un fascino e un incanto davvero principeschi, tanto che si è deciso di non piantare alcun fiore nel giardino per non distogliere l’attenzione dai particolari magici del cortile.

zwinger dresden photo

Se quello che ho descritto fino ad ora è il centro storico della città, dall’altra parte del fiume si trova la Neuestadt, la zona più vitale e movimentata di Dresda, ricca di pubs, clubs e ristoranti alla moda. Qui si trova anche il cosiddetto “quartiere degli artisti”, un’area innovativa e colorata messa a punto da giovani artisti.

Insomma, vi siete incuriositi almeno un po’?

Dresda si trova letteralmente a pochi chilometri da Berlino e può rappresentare un’interessante meta per una gita domenicale, o per un weekend fuori porta. Per tutti coloro che amano la storia, o semplicemente immergersi alla scoperta delle bellezze che popolano la Germania.

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