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di Sara Bolognini

Parliamoci chiaro: tutti noi residenti di Berlino abbiamo un “amico Pedro” che, trasferitosi nella capitale tedesca cinque anni fa, ancora non sa accennare un discorso in tedesco, a parte dire forse, ein Döner bitte. Pedro se la cava comunque facilmente, destreggiandosi con lo spagnolo e qualche parola in un inglese abbozzato, e guadagna piuttosto bene facendo la guida turistica.
E, ancora, c’è l’amico John che, con il suo affascinante accento americano, non vede perché dovrebbe imparare il tedesco, visto che tutti i clienti del bar di Kreuzberg dove lavora hanno un livello di inglese altissimo.
O l’amico pizzaiolo Giovanni, che non sente la necessità di imparare né il tedesco né l’inglese, tanto la lingua della pizza è l’italiano e il suo gruppo di amici proviene interamente dal Bel Paese.

Berlino è una città multiculturale e flessibile, dove il fatto di non parlare tedesco non preclude la possibilità di trovare un lavoro. Ma la situazione nella capitale sembra essere un’eccezione e non riflette la tendenza generale di tutta la Repubblica federale. Probabilmente gli amici Pedro, John e Giovanni avrebbero meno fortuna in altre città. Le ricerche mostrano che, attualmente, ci sono più di 720.000 posti lavoro disponibili in tutta la Germania e moltissime compagnie lamentano una mancanza di forza lavoro. Il problema è che solo il 3% di questi posti vacanti prevede l’uso della lingua inglese.
La regola è ferrea: se vuoi essere assunto, devi possedere una buona competenza nella lingua tedesca. Altissimo è il numero dei candidati che vengono rifiutati ogni anno, nonostante la loro ottima educazione e alta qualificazione, solo perché non soddisfano il requisito di parlare fluentemente la lingua.
Ciò in realtà svantaggerebbe non solo i possibili candidati, ma anche le aziende stesse, che sembrano essersi intestardite sull’idea che una persona, una volta trasferitasi in un Paese per lavoro, voglia anche restarci per sempre. Ma la realtà nella società contemporanea è ben diversa: molte volte le persone si trasferiscono in una nazione per lavoro, ci rimangono per un periodo e poi vengono spostate di nuovo altrove. Idealmente, ciò che queste aziende dovrebbero fare, sarebbe dare ai nuovi assunti la possibilità di imparare la lingua direttamente sul posto, invece di richiederla come prerequisito.

La domanda allora sorge spontanea: c’è qualche possibilità per gli stranieri che vogliono lavorare in Germania? La risposta sembra essere affermativa, bisogna solo darsi da fare per presentarsi in modo convincente. Prima di tutto bisognerebbe arrivare a parlare direttamente con il manager o con un capo e non con gli addetti alla selezione del personale. Spiegare loro il perché ci si ritiene essere qualificati e adatti per il lavoro potrebbe convincerli. Entrare in contatto con un manager è, a volte, più facile di quel che sembra: non bisogna sottovalutare l’importanza delle relazioni e dei propri conoscenti. Magari è proprio ad una festa che si incontra un amico di amici o un lontano parente che conosce, per puro caso, un imprenditore che sta cercando del nuovo personale.
Importante è anche sottolineare la propria volontà di imparare la lingua, e in fretta. Il team dovrà inizialmente fare lo sforzo e adattarsi a parlare inglese, perciò il nuovo arrivato dovrà dimostrare di volere imparare a propria volta e non adagiarsi sugli allori.