street art

di Z. Munizza – Berlino Explorer

Un artista ha totale libertà per esprimere al meglio ed indisturbato il proprio estro creativo in luoghi abbandonati, che rappresentano uno scenario stimolante dove poter lasciare il segno.

Nell’ex distretto industriale di Schöneweide, le rovine in abbandono del birrificio Bärenquell si trasformano in un museo a cielo aperto di lavori di tutti i tipi. Non è difficile trovare graffiti di chi è ai primi esperimenti accanto a lavori ben più elaborati, che interpretano la decadenza del luogo.

Alla fine del XIX° secolo Berlino era conosciuta come la capitale della birra d’Europa. La fabbrica di birra Bärenquell è stato uno dei “Big Four”, insieme alle più note produzioni della Berliner Kindl, Berliner Pilsener e Schultheiss.

Fondata nel 1882 con il nome di Borussia, ai tempi della DDR entrò a far parte, come tutte le attività produttive, delle VEB (Volkseigener Betrieb, vale a dire delle cooperative industriali statali), per riprendere poi l’attività fino alla chiusura definitiva, nel ’95.
Da allora non è stato effettuato sugli edifici alcun intervento di manutenzione e i continui e ripetuti atti di vandalismo e furto hanno contribuito al deterioramento delle strutture, nonostante siano formalmente nella lista del patrimonio sotto tutela.

Al momento c’è una debole proposta di trasformare l’intero impianto, ben 12 edifici ancora in piedi, in un nuovo centro culturale. Ci sarà da capire cosa si cei dietro il nobile intento, ma i progetti sono ancora in via di definizione.

Tra i tanti street artist ritroviamo Alaniz, che spesso si spinge in aree abbandonate. Per la serie “Ghost wall“, per esempio, la parete fantasma scelta è decorata con un disegno monocolore, solitamente bianco, che risalta sui mattoni delle antiche fabbriche. Con pochi tratti di rullo, emerge un’immagine che era già lì da lungo tempo, come un medium che riporta il muro fantasma nel mondo dei vivi!


Diversi i lavori della Sam Crew, collettivo di artisti formato da 4 amici più di 10 anni fa, che con l’intento di lasciare una traccia artistica significativa in città, hanno iniziato a decorare i muri di Schwerin. Dal gruppo si discostò John Reaktor, che prese una strada diversa e approdò  a Berlino, dove trovò la sua ispirazione creando un nuovo stile illustrativo e utilizzando come tele le pareti di edifici abbandonati.

Si ricreò quindi la Sam Crew, che crebbe costantemente, sviluppando differenti livelli di espressione d’arte urbana. L’interno della Bärenquell nasconde, tra vecchi macchinari arrugginiti e resti di botti in legno, diversi lavori del collettivo. Per il gruppo di Berlino è come un paradiso, tutti possono sviluppare personalmente il proprio stile ed esprimersi liberamente ed indisturbati tra muri e rovine.

Ricerche e foto a cura di: Z. Munizza, responsabile del progetto Berlino Explorer che organizza esplorazioni urbane e visite guidate. 

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