di Cinzia Colazzo

Bisognerebbe fare un censimento del capitale artistico italiano concentrato a Kreuzberg. prima di approcciare “The Wheel/La Ruota“. Basterebbe già misurarsi con un solo quartiere per entrare in contatto con una vivace e instancabile ricerca di arte e senso.
È qui che incontro Daniela Lucato e Sara Fortuna.
Due donne preziose unite da un progetto forte e da una grandissima intesa.

Non è facile parlare di questo corto di nove minuti, perché racchiude un senso multiplo ed è parte di un progetto più grande. Vi si legge il passaggio simbolico di un bambino all’età adulta, ma ognuno può vedere messi in scena altri passaggi capitali (la nascita, la differenziazione sessuale) o piani temporali intersecati (pre-vita, sonno e veglia).
Diciamo subito che il cortometraggio di Daniela, regista, su sceneggiatura di Sara, filosofa, sarà proiettato il prossimo 22 giugno alle 20.00 (première) e il 23 giugno alle 18.00 al Klick Kino, a introduzione del documentario When I Dance della stessa regista, con Connecting Fingers Company.

Il progetto è la storia dell’incontro di due donne artiste e pensatrici, è una produzione di teatro-danza in tre capitoli, è un cortometraggio ed è un lavoro più ampio ed ambizioso che richiederebbe uno sforzo economico ed operativo consistente. A questo si aggiunge l’occasione fortunata della collaborazione con la Malzfabrik, nei cui magnifici spazi è stato girato il corto.
Durante il colloquio scopriamo di essere tre donne laureate in Filosofia.
Dopo la tesi antropologica sulla danza contemporanea, Daniela Lucato ha lavorato come attrice e regista a Roma, Wellington e Berlino. Dal 2013 è ospite in numerosi festival internazionali con Call Me Reality e The Birthday e presente sulle scene con Connecting Fingers.
Sara Fortuna dopo il Dottorato di ricerca in Filosofia del linguaggio ha svolto ricerche post-dottorato presso la Freie Universität di Berlino. Dal 2015 è professore associato all’Università degli Studi Guglielmo Marconi ed è membro del Berlin Institute for Cultural Inquiry (dal 2006) e dell’Equipe Littérature et culture italiennes presso l’Università di Paris IV Sorbonne.

The Wheel

Daniela racconta: “Sara ha scritto la sceneggiatura per il teatro e quando l’ho incontrata stavo pensando di lavorare a una performance di danza che partisse da un testo filosofico. Ho letto la sua sceneggiatura e l’ho trovata visionaria e piena di ispirazione. The Wheel/La Ruota ha una scenografia complicatissima e vedevo le difficoltà del progetto. Ho chiamato Sara e le ho detto ‘Dobbiamo lavorare insieme perché il tuo lavoro mi piace moltissimo, ma non possiamo mettere in scena tutti gli oggetti che avevi in mente: troveremo un modo perché lo spettatore li possa immaginare’. Abbiamo riso di questa idea e poi abbiamo iniziato a lavorare”.

La performance teatrale è un lavoro di 45 minuti. Il video ne è la promozione, ma ha anche una vita autonoma. Video e teatro sono principi compositivi diversi, lenti focali che esaltano elementi complementari.
La sceneggiatura di teatro-danza di Sara Fortuna ha il suo perno nell’idea di pluristabilità. La struttura è anulare, ricorsiva, gioca attorno alle dimensioni estroversione/introversione, ha molteplici livelli di significato e un movimento suddiviso in capitoli.
Quello che è interessante nel processo avviato da Sara e Daniela è il metodo, di “mediazione nel dialogo”: l’interpretazione della sceneggiatura è avvenuta attraverso un dialogo costante e la tensione della ricerca si è fatta ambizioso tentativo di rendere il processo di ricerca visibile nell’arte. Il risultato è l’incarnazione estetica delle riflessioni psicologiche, semiotiche e filosofiche.

Sara racconta la sua versione di questa sinergia:
Ho conosciuto Daniela la scorsa estate in un chiaro pomeriggio berlinese e mi è subito venuto in mente che potevo farle leggere la mia scenografia per teatro-danza La ruota.
L’impulso a scrivere questo testo nel 2000, poco dopo essermi trasferita a Berlino, è stato per me del tutto inaspettato. Come filosofa del linguaggio ossessionata dalla questione dell’origine del linguaggio umano e della percezione corporea e fisiognomica, ho trovato nel Tanztheater tedesco e in particolare nelle coreografie di Pina Bausch e Sasha Walz uno spazio di esplorazione illuminante, ma non avrei mai immaginato che oltre e ancor prima di utilizzarlo dal punto di vista teorico sarei stata colta da un bisogno prepotente di scrivere una lunga sceneggiatura per teatro-danza”.

Sasha Walz, la grande coreografa che lavora con la sua compagnia internazionale a Berlino, è stata definita “la nuova Pina Bausch”, l’erede della fondatrice del Tanztheater tedesco. Walz esplora il potenziale espressivo della danza nel suo rapporto con musica, spazio, arti visive e architettura. Dal 2019 sarà co-direttrice dello Staatsballett.

Sara continua: “La struttura del progetto è circolare e complessa. Tutta l’azione scenica si svolge intorno a un imponente ruota di legno che scoprii nei cantieri urbani berlinesi, dove veniva usata per arrotolarvi intorno cavi elettrici o telefonici, insomma un po’ come un enorme rocchetto di filo ligneo: mi affascinò all’istante.

Naturalmente ero consapevole del fatto che una sceneggiatura coreografica scritta da una filosofa non aveva molte speranze di essere portata su scena. Si trattava inoltre di un progetto ambizioso che richiedeva un grosso budget. Negli anni successivi il gesto di scrivere una sceneggiatura del genere mi è apparso come gettare un messaggio in una bottiglia sperando che qualcuno l’avrebbe recuperata. Per questo sono così riconoscente a Daniela per aver avviato un processo che muove appena i suoi primi passi, molto promettenti e appassionanti.
Quando incontrai i due danzatori, Nico e Roberta, assistendo all’improvvisazione e discutendone alcuni aspetti con loro, provai una grande emozione”.

Il progetto, come una ruota, è in movimento e nello svilupparsi coinvolge personaggi e collaboratori importanti, come nel caso della Malzfabrik per la realizzazione del video. Sara e Daniela sperano che anche l’artista Diana Sirianni entri a farne parte realizzando la scenografia.

Il primo capitolo di The Wheel è stato presentato lo scorso aprile all’English Theatre di Berlino per il Festival Expat Expo. Mentre procedeva con la ricerca dei finanziamenti per gli altri due capitoli, Daniela lavorava al racconto del primo capitolo nel formato di uno short che esplora, attraverso l’immaginazione di un bambino, l’emotività del passaggio dall’infanzia al mondo adulto.

Non possiamo che darci appuntamento il 22 giugno al Klick Kino e attendere i prossimi lavori della regista Daniela Lucato. Febbrilmente sta seguendo, oltre a The Wheel, altri due progetti: il cortometraggio For the Time Being (titolo in lavorazione) e il suo primo lungometraggio, Alice ha ancora un sogno, che girerà nel 2018, in collaborazione con la scrittrice e drammaturga Agnese Grieco.
For the Time Being sarà girato a giugno di quest’anno e parla della storia di Roman che, ritrovatosi solo e con problemi economici, subaffitta una stanza del suo appartamento ad un uomo francese, intrigante e misterioso, che lo spinge al confronto con dubbi e domande su di sé. Una trama interessante, che promette un altro interessante capitolo della carriera di questa giovane regista.

The Wheel:

Regista/Produttrice: Daniela Lucato
Sceneggiatura: Sara Fortuna
Fotografia/ Colore: Jacopo Pantaleoni
Musica: David Travers
Danzatori/Performer: Roberta Ricci, Nicola Campanelli, Connecting Fingers Company, Elia Pantaleoni
Montaggio: Daniela Lucato

In cooperazione con Malzfabrik e Mesami

Precedenti produzioni:

Call Me Reality A theatre performance (2013)

The Birthday Short Film (2014)

Connecting Fingers (2015)

When I dance Documentary (2016)