Futura
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di Alessandro Campaiola

Chissà, chissà, domani…
Cos’altro sa domandarsi un uomo che affida il suo futuro a una speranza? Domani è un bel sogno a occhi aperti, perché anche chiuderli non cambierebbe nulla: di fronte allo sguardo che cerca nell’orizzonte c’è il Muro a tagliare via la luce, la vita al di là è concesso soltanto immaginarla e in caso di colori migliori è consigliabile tenerseli dentro. È nel grigio che si fa la guerra, e i colori sono contagiosi.Berlino è aperta in due metà da un’arteria di cemento e paura, i due ventricoli battono a ritmi diversi, indipendenti, eppure in qualche modo legati. In fondo, è allo stesso cuore che appartengono.

Stanotte finalmente si fa l’amore, le mani, le sue dell’Est e le tue dell’Ovest, si cercano, si trovano, si incastrano. È una notte di fuoco, dove sono le tue mani.

All’artista basta un suono, una fotografia, una suggestione a mettere in scena la storia, a disegnarne i due amanti, a regalare loro, avvolto nel fumo della sua sigaretta, Futura, quella figlia che non avrà paura, nonostante la guerra ancora in pieno svolgimento, forse al proprio apice.

Lucio Dalla racconta l’amore impossibile, l’amore diviso dal confine, e lo fa durante un magico pomeriggio nella capitale tedesca, all’angolo del Checkpoint Charlie. Di fronte al cantautore bolognese siede Phil Collins.
Futura nasce in mezz’ora soltanto nell’animo del poeta, in una notte intera di razzi americani e batticuore tra i due giovani.

E chissà come sarà lui domani, su quali strade camminerà, cosa avrà nelle sue mani… le sue mani…

 

Ancora le domande, il futuro, in quel passato coperto dal nuovo, ma che non si dimentica. È una ruota, un gioco di fascino e luci che colpiscono all’anima. La storia, a Berlino, si insinua sotto pelle, la città la racconta bisbigliando, mentre urla il domani. Deve aver avvertito tutto questo, Dalla, di fonte a quel Muro che non aveva mai visto, a pochi passi dal leader dei Genesis a cui preferì non presentarsi, dinnanzi alla nuova vita che la città giovane propone a chi passeggia per le sue strade e ne rimane abbagliato.

Futura oggi passeggia libera, non la costringe più alcuna barriera, sognare a occhi aperti vuol dire affacciarsi a una finestra, sinonimo della propria città aperta sul mondo, finalmente a colori.

E allora sembra di sentirli quei suoi genitori, quegli amanti passionali, e quelle loro preghiere affidate alla sensibilità e alla voce inconfondibile di Lucio Dalla. Cantano e hanno avuto ragione.

Aspettiamo che ritorni la luce, di sentire una voce, aspettiamo senza avere paura, domani.