Andrea Accomazzo

Ciao Andrea, il 7 marzo aprirai a Francoforte il nuovo ciclo ideato e pensato da questo ufficio culturale del Consolato Generale di Francoforte per avvicinare il nostro pubblico a temi scientifici dal titolo “I martedì della scienza”.
Gli amici tedeschi ed italiani desiderano sapere in ANTEPRIMA qualcosa dell’ospite e soprattutto dell’affascinante viaggio nello spazio con “Rosetta: un sogno durato trent’anni”.
Se sei d’accordo vorrei proporti 5 domande. Sei pronto?

1) Allievo pilota dell’Aeronautica militare, studi di ingegneria aerospaziale, ingegnere prima presso Fiat Avio e dal 1999 all’ESA di Darmstadt per il lancio della missione Rosetta: ci racconti quando è nata questa passione e come si diventa “flight director?

Sono sempre stato appassionato di tecnologie, probabilmente anche in parte influenzato da mio padre. Mi ha sempre raccontato di aver passato la notte incollato alla TV per guardare lo sbarco sulla luna. L’ho sempre vissuto come una cosa persa, forse inconsciamente questo mi ha portato ad atterrare su una cometa.

2) Il progetto Rosetta è un’avventura durata 30 anni: perché nasce proprio nell’agenzia spaziale europea e come si sviluppa un progetto così ambizioso (atterrare su una cometa), ben sapendo che la tecnologia si evolve?

L’ESA già negli anni settanta e ottanta era molto attiva nell’esplorazione cometaria, basti pensare alla missione Giotto, che raggiunse la cometa Halley nel Marzo del 1986. Rosetta è la logica conseguenza in un piano di esplorazione del nostro sistema solare. In realtà le difficoltà non sono mancate, si pensava ad una missione “sample return”, ovvero riportare un campione di cometa a Terra. Ma i costi e le tecnologie si sono rivelate proibitive per quei tempi e così abbiamo portato un laboratorio sulla cometa.

3) La missione si è conclusa da pochi mesi: quali sono stati i momenti più emozionanti e quelli più complessi da gestire? Cosa significa essere atterrati e avere informazioni da un oggetto “primitivo” come le comete?

L’emozione più grande l’ho vissuta sicuramente il giorno del risveglio dall’ibernazione, nel Gennaio del 2014. A quel punto la missione diventava reale e stava a noi portarla al successo finale, non ci potevamo più tirare indietro. La complessità è gestire un sistema così complesso e articolato con così tante incertezze: questa è l’essenza dell’esplorazione, e gestire l’esplorazione è quasi una contraddizione in termini. Di certo la parte più complicata, per me, è stata pianificare tra il 2011 ed il 2013 tutto quello che poi abbiamo fatto alla cometa.

4) Scienziati, ricercatori e aziende italiane hanno contribuito e partecipato alla buona riuscita di questo progetto: ci sveli questa rete di eccellenze “tutte italiane” nel settore della tecnologia aerospaziale e che ruolo ha avuto nei progetti dell’ESA?

Rosetta è un progetto ESA e pertanto coinvolge anche aziende italiane. In particolare l’Italia è stata coinvolta nell’assemblaggio e test del satellite, nello sviluppo dei sensori di stelle, nelle celle dei pannelli solari e in diversi degli strumenti di bordo. Le nostre industrie sono di altissima qualità, soprattutto nella realizzazione di strumentazione scientifica per le missioni di cui mi occupo io e nella realizzazione di strutture di moduli abitativi nel campo del volo spaziale umano.

5) Quali saranno infine le prossime missioni nello spazio del comandante Andrea Accomazzo e del team da te diretto?
Come responsabile della divisione missioni interplanetarie mi occupo direttamente di tutte le nostre sonde che esplorano il sistema solare. In particolare continueremo ad esplorare Marte (Mars Express, Exomars TGO, ExoMars Rover), i vari pianeti (Mercurio con Bepi Colombo e Giove e le sue lune con Juice), e la nostra stella, il Sole (con Cluster e Solar Orbiter). Stiamo investigando opzioni per missioni di difesa planetaria da asteroidi, ma siamo ancora lontani dal realizzarle, anche se la ritengo una priorità del pianeta e quindi essenziale per un’agenzia pubblica come ESA. Il mio sogno, però, sarebbe quello di continuare sulla strada intrapresa tanto tempo fa e di realizzare la famosa “comet sample return”: si chiuderebbe il cerchio dell’esplorazione cometaria. Forse mio figlio o i suoi coetanei lo faranno, farei volentieri da spettatore.

Grazie Andrea, ti aspettiamo martedì 7 marzo, alle ore 19.00, presso la sala eventi ENIT di Francoforte (Barckhausstr. 10), per addentrarci in questa dimensione dei viaggi interplanetari e dialogare con te. L’incontro e la discussione con il pubblico saranno moderati dal Dottor Alessandro Bonesini.

Biografia di Andrea Accomazzo: nato a Domodossola, si è laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Milano. È attualmente Responsabile Missioni Interplanetarie nel Dipartimento di Operazioni presso l’Agenzia Spaziale Europea. In Agenzia dal 1999, è stato responsabile operazioni e direttore di volo per le missioni Rosetta e Venus Express. Ha lavorato in Fiat Avio sui progetti del lanciatore Vega e il lander Philae. Ha completato l’addestramento basico di pilota presso l’Accademia Aeronautica.

 

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Intervista  a cura di Michele Santoriello

Consolato Generale d’Italia Francoforte –Ufficio Cultura