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di Pietro Di Matteo

Gayathiri Bose, manager di una società di trasporti, è una donna di 33 anni, madre di due bambini e proveniente da Singapore, che ha presentato una denuncia alla polizia tedesca dopo che in aeroporto, fermata ai controlli per il suo tiralatte, le è stato chiesto di dimostrare che era nella fase di allattamento.
La storia ha avuto inizio quando la Sig.ra Bose era in procinto di imbarcarsi su un volo diretto per Parigi e in particolare quando il suo bagaglio a mano, che conteneva un tiralatte, una volta passato attraverso lo scanner, ha fatto scattare le misure di sicurezza. Dopo aver trattenuto il passaporto della donna, il personale l’ha quindi portata in una camera separata, dove un ufficiale di polizia di sesso femminile ha quindi dato impulso a un interrogatorio formale.

In seguito, la Sig.ra Bose ha affermato: “Mi ha chiesto per prima cosa dove fosse mio figlio e come mai non avessi nulla attaccato al mio seno che raccogliesse il latte materno, visto che ero nella fase di allattamento […] ho risposto che non esiste un macchinario che sia permanentemente attaccato. Di solito, si applica alla mammella e la macchina fa il resto del lavoro”.
La spiegazione non è bastata all’ufficiale, che ha chiesto quindi a Bose di simulare manualmente una suzione, massaggiandosi il seno per estrarre il latte. “L’ufficiale mi ha chiesto di aprire la camicetta e di scoprire il seno. Ero sola ed in stato di shock. Non ero sicura di cosa mi sarebbe successo, visti tutti i problemi che stavano sollevando, ed è stato solo quando sono uscita dalla stanza che ho cominciato a capire lentamente quanto era appena accaduto. Ho iniziato a piangere. Ero sconvolta”, ha dichiarato la donna.

In seguito i funzionari hanno testato il macchinario, prima di restituirle il passaporto, facendola così salire a bordo del suo aereo per Parigi.
Il tutto è durato circa 45 minuti. In seguito, a nulla sono valsi i tentativi, da parte della donna, di parlare con l’ufficiale che aveva effettuato l’interrogatorio al fine di avere spiegazioni per il trattamento ricevuto. “Alla fine di tutto, ho detto loro che questo non è il modo di trattare qualcuno. […] Mi sono sentita rispondere rispondere: Va bene, ora è finita. La prego di andare“.
La polizia federale respinge le accuse e si difende, dicendo che pensava si trattasse di un ordigno e non di un tiralatte. Christian Altenhofen, portavoce della polizia tedesca dell’aeroporto di Francoforte, ha dichiarato in ogni caso che le misure prese nei confronti della donna sono state eccessive e non rientrano nelle procedure classiche.