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In una conferenza stampa pubblicata questo pomeriggio da Rainews in versione integralela cancelliera Angela Merkel ha ringraziato l’Italia, il presidente del consiglio e le forze di polizia per l’efficiente collaborazione registrata nella gestione del caso. Ha augurato al poliziotto ferito una “pronta e rapida guarigione”. Ha ringraziato anche tutti gli altri partner internazionali che hanno fornito il loro supporto alle forze di sicurezza tedesche. Ha ribadito che tutto lascia intendere che l’uomo ucciso a Sesto S.Giovanni, Anis Amri, sia il responsabile della strage di Berlino del 19 dicembre.
“Il terrorismo è una sfida per noi tutti” ha quindi asserito “ed è un bene sapere come tutti, in Europa, agiamo in modo deciso per combatterlo”.
Ha quindi parlato di un lutto e di un dolore che vanno “oltre la Germania” e di una solidarietá che i tedeschi stessi sentono nei confronti anche delle vittime straniere. Ha ricordato a questo proposito la vittima italiana della strage di lunedí sera, Fabrizia di Lorenzo, e l’autista polacco morto nel tentativo di neutralizzare l’attentatore, Lukasz Urban. Ha quindi rivolto il suo pensiero ai loro familiari, per i quali questo sará ovviamente un Natale di tristezza.

Per quanto riguarda l’istruttoria, ancora in corso, Angela Merkel ha sostenuto di aver visitato di persona l’ufficio della polizia criminale e di aver verificato quanto le persone coinvolte nelle indagini lavorino 24 ore al giorno. “Non smetteranno fino a che non scopriranno chi sapeva dell’azione che Amri era in procinto di compiere, chi lo ha aiutato e se ci sono dei complici, al fine di portarli in giudizio” ha chiosato la cancelliera.
A quel punto la Merkel ha sollevato un punto abbastanza importante, vale a dire quello di una possibile modifica delle leggi vigenti al fine di tutelare in modo piú efficace la sicurezza pubblica. Ha dichiarato infatti che il terrorismo islamista e gli attentati che si stanno verificando “ci chiedono di affrontare nuove sfide” e il governo federale negli ultimi giorni “ha sempre cercato di adattare a queste sfide le leggi e le azioni della polizia”. Il caso di Amri tuttavia, ha aggiunto la cancelliera, solleva una serie di quesiti non solo legati all’attentato, ma anche al periodo precedente e a partire dal suo ingresso in Germania, nel luglio 2015. “Noi esamineremo a fondo fino a che punto dobbiamo cambiare i provvedimenti dello Stato” ha detto la Merkel, sostenendo di aver chiesto al ministro dell’interno Thomas de Maizière, al ministro della giustizia, all’ufficio della cancelleria, ai colleghi del vari Länder e alle autoritá di sicurezza di esaminare il caso Amri in tutti i dettagli e di presentare dei risultati utili prima possibile. “Se si renderanno necessari cambiamenti politici o legislativi, prenderemo le dovute misure e le attueremo rapidamente” ha dichiarato la cancelliera.
Ha quindi aggiunto di aver parlato anche con il presidente della Tunisa e di aver discusso di tutti gli aspetti dei rapporti tra i due Paesi. “La Germania e la Tunisia devono intensificare le loro relazioni per lottare insieme contro il terrorismo, anche per quanto riguarda il rimpatrio dei cittadini tunisini che non hanno diritto di asilo in Germania”, ha chiarito la Merkel. Circa il processo di rimpatrio, ha dunque espresso la necessitá che i tempi vengano accelerati e che venga inoltre aumentato il numero dei rimpatriati.

Riguardo alla conclusione della vicenda  Amri, la cancelliera ha invitato la gente a sentirsi sollevata alla fine di una brutta settimana. “Un pericolo acuto è finito” ha detto “quello del terrorismo invece continua a sussistere, ma per me e per il governo combatterlo è l’impegno più grande”.
Ha inoltre parlato di come il primo interesse dello Stato sia quello di proteggere i suoi cittadini e della necessitá che a questo scopo lo Stato sia forte, al fine di tutelarli pienamente. “Potete essere certi che lo faremo”, ha sottolineato, per poi concludere con un richiamo alla forza dei valori condivisi: “La nostra democrazia, il nostro stato di diritto, i nostri valori e la nostra umanitá devono contrapporsi all’odio del terrorismo. E voi sarete più forti del terrorismo“.