No-Ad Day
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Il 27 novembre si è celebrato il No-Ad Day, che ha visto gruppi di attivisti rimuovere centinaia di poster e immagini pubblicitarie di diverso tipo da fermate del tram o della metro o muri in molte cittá del mondo. Il fine è quello di protestare contro la sovresposizione di messaggi pubblicitari che, a detta del movimento internazionale che ha organizzato il tutto, inquinerebbe ogni altra forma di comunicazione e altererebbe in modo eccessivo e radicale la fisionomia urbana. Al centro delle critiche anche il fatto che la compulsione consumistica che domina la societá contemporanea abbia di fatto reso le persone schiave dei loro finti bisogni, indotti e alimentati da un perverso meccanismo di cui la pubblicitá è motore e fulcro.

Ovviamente l’opinione pubblica ha reagito in modo non uniforme, alcune persone hanno espresso una generica indignazione per un comportamento che hanno percepito come meramente vandalico, altri hanno considerato l’operazione culturalmente rilevante e ritenuto interessante il nuovo aspetto delle città, in qualche modo spogliata di una maschera pubblicitaria che nel corso dei decenni è diventata il suo volto.
Il No-Ad Day si ispira alla protesta “Buy Nothing Day“, che nel 1992 e su iniziativa dell’artista Ted Dave esortò le persone a non acquistare niente per 24 ore, per poi diventare, a distanza di più di venti anni, un movimento mondiale organizzatissimo che organizza eventi in 65 Paesi del mondo, coinvolgendo migliaia di partecipanti.
Gli attivisti che hanno preso parte a queste iniziative sono stati e sono moltissimi, molti sono artisti, altri persone che semplicemente condividono le linee generali della protesta. Tra loro Vermibus, Jordan Seiler, Neko, Trisk, Klone Yourself, Phil Akashi e molti altri.