Marina Zumi ©Z. Munizza
Marina Zumi ©Z. Munizza

di Z. Munizza | Berlino Explorer

Traendo ispirazione dalla natura, dal cosmo e dalle geometrie simmetriche, l’artista brasiliana Marina Zumi rappresenta versioni idealizzate di animali, vegetazione e scene notturne, creando dei paesaggi naturali che paiono esser illuminati.

Con il suo background di fashion designer, Marina Zumi si avvicina all’arte urbana con uno stile unico e colorato, nel quale sono percepibili  leggerezza e femminilità. Onirici murales diventano oasi di serenità tra le strade affollate e rumorose della città, che in questi casi si popola di animali fiabeschi dai colori vivaci e delicati. Scene ambientate dopo il calar della notte, momento in cui la vera magia può accadere, rappresentano paesaggi surreali nei quali si legge una simmetria che imita l’equilibrio raggiunto attraverso la meditazione. Il lavoro di ricerca risulta fortemente influenzato dalla filosofia buddhista e l’arte della Zumi viene modellata e plasmata dai principi dell’equilibrio universale.

Il suo passaggio a Berlino la vede impegnata non solo in un grande evento come il festival musicale Lollapalooza, nell’ambito del quale realizza “Urban art pavilion”, a cura della galleria Urban Nation (su richiesta della quale trasforma anche un intero edificio in firmamento, sulla Bülowstraße), ma anche in un intervento molto più nascosto, in uno dei cortili di Potsdamerstraße.

Potsdamerstraße, che fino alla caduta del Muro rappresentava una sorta di limbo pre-confine prima di approdare nel Kulturforum, risposta museale di Berlino Ovest ed area praticamente unita al quartier generale controllato delle guardie di confine nella Potsdamer Platz, cambia completamente volto. Quasi fosse una strada senza uscita, un vicolo cieco popolato da personaggi poco raccomandabili, perde l’immagine di strada di periferia dando vita ad una particolare atmosfera, fatta di gallerie d’arte contemporanea prestigiose, boutique di lusso e chioschi che ancora resistono.

L’offerta artistica è davvero di ampio respiro e di elevata qualità e sempre più numerose sono le gallerie che trovano spazio tra il Dalmacija Grill, il Wintergarten Varieté e gli Strip Club, curiosa miscela tra una terra di nessuno, l’arte e una socialità davvero variegata.

Tra le tante gallerie che si possono trovare in questa mappa dall’accattivante grafica c’è la Circle Culture Gallery, fondata da uno dei personaggi che hanno segnato la scena punk-rock degli anni ‘90 e che al momento cura mostre dedicate all’arte urbana e alla fotografia.

La foto nell’articolo è stata scattata dalle finestre della galleria Blain Southern, al numero 83 di Potsdamerstraße.

Ricerche e foto a cura di: Zuleika Munizza, responsabile del progetto Berlino Explorer, che organizza esplorazioni urbane e visite guidate anche sulla Street Art.

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