italia e mafia

Italia e mafia. Quante volte vi è capitato, all’estero, di subire l’abuso di quest’equazione o di notare il riferimento alla malavita italiana da parte di media stranieri intenti a descrivere il nostro Paese? Dalla celeberrima e contestatissima copertina di Der Spigel, che nel luglio del 1977 integrava un approfondimento sull’Italia con la foto di piatto di spaghetti su cui era posata una pistola, sono passati molti anni. Il pregiudizio verso gli italiani visti come possibili mafiosi, però, resta, che sia espresso come segreta diffidenza o attraverso gli strumenti “disimpegnativi” dell’ironia e dello scherzo.
Qualcuno ne ride, qualcuno si indigna, di sicuro è un fatto non contestabile e se la copertina di Der Spiegel è stata difesa, a ragione o a torto, in quanto provocazione giornalistica a corredo di un servizio specifico, molto piú gratuite appaiono le incursioni della terminologia e degli stereotipi mafiosi nella ristorazione, in altre attivitá commerciali e in generale nella società.

Nel 2011 è andato in onda in Italia uno spot Ikea in cui due uomini, dall’accento meridionale e con l’aspetto e l’atteggiamento dei classici affiliati alla malavita, trascinavano con aria furtiva un sacco sospetto, salvo poi rivelarsi semplicemente intenti a rassettare la cucina. Lo slogan finale recitava: “Comportarsi bene in una cucina Ikea è più naturale”. Dopo le inevitabili polemiche sollevate soprattutto, ma non solo, da persone del sud Italia stanche di essere rappresentate in questo modo, l’azienda è stata costretta a scusarsi.
Il fenomeno è tuttavia capillare e piú ci si allontana dai grandi nomi e dai grandi brand, più è facile rilevare cadute di stile e banalizzazioni di un problema che purtroppo affligge l’Italia, ma che di sicuro non identifica un popolo.
Anche Berlino non fa eccezione, con una scuola di lingue incomprensibilmente chiamata “Sprachmafia” e una selezione di pizze “Al Capone” o “Il Padrino”, offerte da ristoranti inclini a “citazioni” di questo tipo.

L’associazione “Mafia? Nein, Danke!”, di cui abbiamo giá avuto modo di parlarvi in passato, ha deciso di denunciare questo fenomeno e di lanciare un’interessante iniziativa, al fine di documentarlo con attenzione. Per questo ha bisogno di voi e “Il Mitte” raccoglie volentieri il suo appello.
Partecipare è facilissimo. Se vi capita di notare insegne di negozi, menù, pubblicitá o qualunque altro veicolo promozionale che utilizzi uno stereotipo mafioso offensivo per gli italiani, vi basterá scattare una foto e postarla sulla pagina facebook di “Mafia? Nein, danke!”. Per ogni foto postata, l’associazione si impegna a contattare i responsabili della divulgazione degli stereotipi, per discutere serenamente con loro delle ragioni che li abbiano portati a fare una scelta simile.
I risultati di questa indagine, insieme alle foto inviate, saranno quindi oggetto di una mostra sull’argomento, che vedrá premiato il contenuto migliore.